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WILL DURANT LA STORIA DELLA FILOSOFIA

29 novembre 2012

Ecco a voi la parte finale della prefazione del libro di Will Durant “La Storia della Filosofia” – un finale di prefazione affascinante che contiene frasi dal significato roboante.

Completamente allineate a quanto L. Ron Hubbard ha cercarto di trasmetterci.

La chiarezza nell’esprimere concetti così profondi è senza dubbio il motivo che ha fatto sì che Ron dedicasse e ringraziasse Durant in Scienza della Sopravvivenza.

Buona lettura.

MAX ZINI

La scienza è la descrizione analitica, la filosofia è l’interpretazione sintetica.

La scienza vuole sezionare il tutto in parti, l’organismo negli organi, ciò che è oscuro in ciò che conosciamo già. Non scruta i valori e le ideali possibilità delle cose e nemmeno il significato totale di esse; si accontenta di mostrare la loro attualità e azione presente, limita risolutamente il suo sguardo alla natura e al processo delle cose come sono.

Lo scienziato è imparziale come la natura nel poema di Turgheniev : egli mette lo stesso interesse nella zampetta di una mosca, come ciò che  partorisce il genio creatore.

Ma il filosofo non si accontenta  di descrivere il fatto; vuole accertarne la relazione con l’esperienza in generale, e giunge così al suo significato e valore; combina le cose in sintesi interpretative, tenta di mettere assieme, meglio di prima, quell’immenso orologio del mondo che lo scienziato indagatore ha analiticamente smontato.

La scienza ci dice come sanare e come uccidere; riduce al minimo la percentuale delle morti , e poi ci uccide in massa in guerra; ma soltanto la saggezza 

– il desiderio coordinato nella luce di ogni esperienza

– può dirci quando si deve sanare e quando uccidere,

Osservare processi e costruire mezzi è scienza ; criticare e coordinare i fini è filosofia

e perché oggi i nostri mezzi e strumenti si sono moltiplicati oltre la nostra interpretazione e sintesi degli ideali e dei fini , la nostra vita è piena di rumore e di violenza, che non significa nulla.

Poichè un fatto è nulla, se non in relazione al desiderio; non è completo se non in relazione ad uno scopo e ad un tutto.

La scienza senza filosofia , i fatti senza la prospettiva e la valutazione non possono salvarsi dalla rovina e dalla disperazione .

La scienza ci dà la conoscenza, ma soltanto la filosofia ci dà la saggezza.

La filosofia significa e include precisamente cinque campi di studio e di ragionamento : logica, estetica, etica, politica e metafisica.

La Logica è lo studio del metodo ideale nel pensiero e nella ricerca : osservazione, introspezione, deduzione e induzione, ipotesi ed esperienza analisi e sintesi – ecco le forme dell’attività umana, che la logica si sforza di capire e di guidare: è uno studio insipido per la maggior parte di noi, eppure i maggiori eventi nella storia del pensiero sono appunto i progressi fatti dall’uomo nei suoi metodi di congettura e di ricerca .

L‘Estetica è lo studio della forma ideale o bellezza; è la filosofia dell’arte.

L’Etica è lo studio della condotta ideale; la massima sapienza, diceva Socrate, è quella del bene e del male, della saggezza della vita.

La Politica è lo studio dell’organizzazione sociale (e non, come molti potrebbero supporre, l’arte e la scienza di conquistare e mantenere un ufficio); monarchia, aristocrazia, democrazia, socialismo, anarchia, femminismo sono le dramatis personae della filosofia politica.

E, finalmente, la Metafisica (la quale affronta tanti guai , perchè non è, come le altre forme filosofiche, un tentativo di coordinare il reale nella luce dell ‘ideale) è lo studio della “realtà ultima”  di tutte le cose: della natura reale e finale della “materia” (ontologia), della mente (psicologia filosofica), e della correlazione tra ” mente ” e “materia” nei processi della percezione e della conoscenza (epistemologia).

Tali sono le parti della filosofia; ma, smembrata così, essa perde la sua bellezza e la sua gioia.

Non dobbiamo cercarla nella sua arida astrazione e formalità, ma rivestita della forma vivace del genio; non dobbiamo studiare soltanto i sistemi filosofici, ma anche i filosofi ; dobbiamo trascorrere il nostro tempo con i santi e i martiri del pensiero, lasciando che il loro spirito raggiante ci aleggi attorno, finchè forse anche noi, in qualche misura, parteciperemo a ciò che Leonardo chiamò “il piacere più nobile, la gioia di comprendere”.

Ognuno di questi filosofi può insegnarci qualcosa se ci avviciniamo a lui convenientemente.” Conoscete ” – chiede Emerson, – “il segreto del vero alunno? In ogni creatura c’ è qualcosa che io posso0 imparare, e in ciò appunto io sono suo alunno”. Ecco, possiamo certo assumere questa attitudine verso i maestri della storia, senza sentirci offesi nella nostra fierezza!

E possiamo lusingarci a quest’altro pensiero di Emerson; quando il genio ci parla, sentiamo noi una lontana reminiscenza d’aver voluto noi stessi, vagamente, nella passata gioventù il medesimo pensiero che ora il genio esprime, ma che noi non avemmo nè l’arte, nè il coraggio di rivestire di forma e d’espressione. Invero, i grandi uomini ci parlano in quanto abbiamo orecchie ed anima per udirli; in quanto abbiamo in noi almeno le radici di ciò che in loro fiorisce. Anche noi abbiamo avuto le esperienze che hanno avuto loro, ma non ne abbiamo scovato il segreto nè l’intimo significato; non fummo sensibili alle note dominanti della realtà che ci ronzavano attorno.

Il genio percepisce le note dominanti e la musica delle sfere; il genio sa ciò che Pitagora voleva dire, quando sosteneva che la filosofia è somma musica.

Ascoltiamo dunque, questi uomini, disposti a perdonare i loro errori passeggeri, e vogliosi d’imparare le lezioni ch’essi hanno tanto desiderato d’impartirci .

“Sii, dunque ragionevole ” diceva il vecchio Socrate a Critone, “e non domandare se i maestri di filosofia sono buoni o cattivi, ma pensa solo alla filosofia in sè. Cerca di esaminarla bene e idealmente: e se è cattiva , cerca di allontanare da lei tutti gli uomini; ma se essa è come io la credo, seguita e sta di buon animo “.

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One Comment leave one →
  1. FRANK WOOL permalink
    30 novembre 2012 3:24 PM

    E’ un piacere “viaggiare” per un paio di giorni nelle vette del pensiero filosofico e lasciare le “solite” nefandezze della setta per un attimo. Fa bene allo spirito.

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