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TIME TRACK parte 6 – FBI PARTE 2

8 giugno 2011

Un altro pezzo di Time Track magistralmente raccontato da Omar Garrison. La forza usata dall’FBI è stata di sicuro sproporzionata al controsforzo ricevuto, ma che dire ….. a voi le dovute valutazioni che riguardano quel periodo.

CAMILLO BENZ

GIOCARE SPORCO

Omar Garrison

Capitolo 7

L’FBI una Gang di arroganti

TRADUZIONE A CURA DI

SIMON BOLIVAR

PARTE 2

“Kenny Whitman (Il presidente della chiesa) mi si avvicina e dice, ‘Chi è quel tipo?’ io dissi, Non l’ho mai visto a Los Angeles, e conosco la maggior parte delle persone che lavorano per i media in questa città.”

“Quindi Kenny camminò fino al tipo e disse, ‘Mi scusi, signore, che cosa sta facendo qui?’ E il solitario disse, ‘Oh, sono qui per coprire la conferenza stampa.’ Cosi Kenny gli chiese, ‘Quale giornale rappresenta?’ questo è un luogo pubblico, gli disse l’agente dell’FBI; ‘Chiunque può stare in un luogo pubblico.’

“ ‘Si, signore,’ affermò Kenny, ‘ma lei non mi ha detto a che giornale appartiene.’ E l’agente ancora una volta disse, ‘Questo è un luogo pubblico; posso stare dove voglio.’

“ ‘No,’ gli disse Kenny, ‘lei è dell’FBI e non può stare qui. Noi abbiamo pagato per usare questa sala, cosi se ne vada.’ E ancora lo scimmione peloso gli disse, ‘Non mi può buttare fuori; questo è un luogo pubblico.’

“Kenny ritornò e mi chiese dove poteva trovare il direttore del club. Era in piedi a poca distanza da noi e glielo indicai. Kenny disse, ‘Bene, e marciò fino al direttore e gli disse: ‘Senta, quel tipo laggiù è dell’FBI. Non è stato invitato a questa conferenza stampa, e voglio che lo buttiate fuori di qui.’

“Il direttore disse, ‘Certo, lei ha pagato per la sala.’ Cosi andò verso l’agente e gli disse che non poteva restare. L’agente ripeté la stessa affermazione di prima: ‘Questo è un luogo pubblico e cosi via. Ma il Direttore fu fermo. ‘Loro hanno pagato per la sala, signore, e lei non è invitato. Mi spiace, deve andarsene.’

“Cosi l’agente dell’FBI se ne andò. Io camminai fino alla porta per vedere dove era andato. Era appena fuori, a fare una chiamata sul suo walkie talkie. Gli stavano chiedendo, ‘Bene, cosa succede?’ Lui disse, ‘Non lo so, mi hanno buttato fuori.’ ‘Cosa! Rientra dentro.’ Lui disse, ‘Non posso. Hanno pagato per la sala; non posso rientrare.’

“Il suo superiore stava ancora urlandogli quando chiusi la porta per non fargli sentire cosa stavamo dicendo, e tenemmo la nostra conferenza stampa.

“Io la vedo come la più incredibile forma di stupidità – una mentalità fascista. Cercai comunque di vedere la cosa dal lato umoristico. Potrei dilungarmi sull’altro aspetto – la loro arrogante incompetenza. Questo è un aspetto serio. La loro incompetenza è pericolosa.”

Lo staff dell’FBI vagava per il complesso del Cedar, facendo fotografie non solo dei locali, ma di membri della chiesa e dello staff. Nessuno di questi ultimi era nominato nel mandato o nella dichiarazione giurata a supporto, e nemmeno aveva una relazione con il Guardian Office – l’obiettivo apparente del raid dell’FBI. Come puntualizzarono in seguito i consiglieri legali della chiesa alla corte, questa attività vasta e indiscriminata, ha ulteriormente usurpato i diritti associativi degli Scientologist. Era, infatti, una forma extra-legale di molestia.

Quando gli impiegati della chiesa, in turno, provarono a fare fotografie agli agenti ingaggiati nella rottura delle porte o mentre saccheggiavano i documenti della chiesa, vennero arrestati.

Durante tutto il giorno, vari membri del team dei saccheggiatori dell’FBI furono visti entrare ed uscire dalle aree di ricerca, trasportando pesanti cartoni di documenti. Gli Scientologist si lamentarono di non aver modo di sapere se i documenti erano stati rimossi dal complesso pur non essendo nella lista dell’FBI o, anche peggio, se dei documenti fossero stati portati dentro agli uffici della chiesa e messi là come false prove.

L’Agente Speciale incaricato, Elmer Linberg rifiutò di permettere ad un avvocato della chiesa di guardare i documenti che venivano sequestrati contrariamente alla lista compilata sulla scena dall’FBI. L’assistente avvocato USA, Henry Schuelke, che accompagnò gli incursori, rispose seccamente a una domanda sull’accuratezza della lista. “Noi non stiamo facendo questo inventario per un vostro beneficio, ma perché gli Stati Uniti possano tenere traccia delle cose.”

Più tardi quella sera, gli agenti stavano ancora arrivando – diverse auto piene. Portarono con loro molti scatoloni, sacchi, macchine da scrivere, block notes e documenti. Vennero trasportati dentro al complesso e l’attrezzatura per l’ufficio venne sistemata in diverse aree. Venne anche portato un team di 25 o 30 stenografi; che iniziarono immediatamente a catalogare l’enorme massa di materiale che veniva confiscata dal Governo.

Uno degli ultimi oggetti di cui si appropriarono i predoni federali fu un grande cartellone operativo in una delle sale retrostanti. Non appena gli agenti lo strapparono dal muro ed iniziarono a trasportarlo fuori, un executive della chiesa chiese all’Agente Elmer Linberg:

“Che cosa ha a che fare il nostro cartellone organizzativo con I documenti rubati al governo?”

“Niente di che,” rispose il pistolero. “Ma lo vogliamo.”

Alle 3.00 am circa, un enorme, camion da 16 tonnellate fece Marcia indietro sull’ingresso principale del Cedar e venne caricato quasi interamente con documenti, file, corrispondenza e oggetti vari predati dagli uffici della chiesa durante le 21 ore di intensa devastazione.

Alle 3.15 am, l’ultimo agente andò via.

Dietro a loro lasciarono porte danneggiate, schedari rotti, disordine e smarrimento.

Figurativamente lasciarono anche sparsi nei 62 uffici e stanze un documento che avevano fatto a pezzi: la costituzione degli Stati Uniti, quella “pergamena che è la barriera contro la tirannia.”

Durante il saccheggio del Cedar, simili incursioni stavano avvenendo in un altra località di Hollywood, e presso la Chiesa Fondatrice di Scientology a Washington D.C.

Tutti e tre I raids erano stati sincronizzati per avvenire nelle stesse ore.

Il secondo obiettivo dell’FBI nell’area di Los Angeles era il Fiefiled Manor, un palazzo precedentemente adibito ad appartamenti di sette piani. I primi cinque piani fornivano stanze per i membri della chiesa che venivano a Los Angeles per fare i corsi di Scientology, le consulenze e altre attività. Il sesto e il settimo piano erano occupati dal Guardian Office della chiesa.

Alcuni minuti prima delle 6.00 am, Peter Mead, il portinaio notturno del Manor, guardò nel monitor dell’hotel per vedere due uomini che entravano nella lobby. Entrambi indossavano abiti grigi da uomo d’affari, ed entrambi non mostravano emozioni, avevano espressioni pesanti tipiche di ogni polizia segreta di qualsiasi paese.

Si avvicinarono alla scrivania del portinaio e uno di loro disse:

“Vorremmo vedere Henning Heldt.”

Come parlò, apparve un terzo agente che si unì ai primi due presso la scrivania.

“Non penso che sia ancora rientrato,” disse il portiere, “Ma lo chiamerò nel suo ufficio.” Allungandosi per il telefono.

A quel punto l’agente che aveva fatto la domanda si mosse velocemente dietro la scrivania e mise una mano sulla spalla del portiere. “Vuole cortesemente alzarsi da lì?” chiese in un tono che non era una domanda, ma un ordine. Quindi portò lo Scientologo lontano dal centralino.

Benché seguissero un piano predisposto, I tre agenti, agendo all’unisono, estrassero dalla tasca I loro cartellini identificativi e se li appuntarono alla giacca. Il loro portavoce disse:

“Siamo dell’FBI. Abbiamo un mandato di perquisizione, e stiamo cercando Henning Heildt.”

Il Rev. Henning Heldt era un ufficiale senior della chiesa, I cui uffici erano elencati nella Descrizione dei Locali, attaccata al mandato di perquisizione.

Essendo stato tolto dal suo posto al centralino, tuttavia, il portiere poteva far poco per localizzare l’uomo che gli agenti avevano richiesto.

Altri uomini del governo stavano entrando nel Manor, alcuni di loro trasportavano attrezzi da demolizione – una cesoia, due o tre arieti, e una grossa mazza.

Tre o Quattro agenti incalzarono Mead con domande riguardanti I nomi e gli indirizzi di ufficiali della chiesa, su cosa c’era negli “altri palazzo” (indicando quelli annessi al Manor), in quale palazzo erano al momento, e dove “qualsiasi altro documento” potesse trovarsi.

Allo Scientologo non venne mostrato il mandato di perquisizione. Lui chiese agli agenti cosa stavano cercando e, secondo una dichiarazione scritta, gli venne detto che stavano cercando un solo documento che era stato rubato al governo.

Entrò nella lobby una donna che trasportava una macchina da scrivere e andò direttamente all’ascensore. Chiese a Mead come funzionava, ma lui disse all’ospite non invitato che non lo sapeva. A quel punto, la stenografa, accompagnata dalla squadra demolizioni, abbandonò l’ascensore passeggeri ed entrò dentro ad un ascensore per le merci funzionante.

Gli incursori del Manor non si introdussero nei quartieri residenziali come fecero I loro compagni agenti al Cedar; ma in altri modi, l’operazione seguì lo stesso corso. Aree e uffici non inclusi nel mandato, anche implicitamente, vennero perquisite e saccheggiate.

La maggioranza degli agenti mantenne la loro attitudine ufficiale di modi scorbutici e inciviltà per tutto il raid. Quando uno o due di loro, in varie occasioni, tornarono decenti, vennero subito rimessi in riga.

Eccovi un esempio:

Peter Glickman, direttore residente nel Manor Hotel venne approcciato da un agente dell’FBI, che gli chiese se voleva presenziare alla ricerca dentro l’ufficio del Rev. Henning Heldt. Lui fu d’accordo e venne scortato da due agenti giù per il corridoio verso l’ufficio del vice-Guardian. Come si avvicinò, vide che la porta dell’ufficio era malamente danneggiata, era stata forzata. Il pomello e la serratura erano stati rotti e giacevano sul pavimento.

Lo Scientologo si girò verso uno degli agenti dell’FBI per chiedere:

“Come è successo tutto questo?”

Il pistolero iniziò a spiegare, ma venne interrotto dall’avvocato USA Raymond Banoun, il quale, in radicale deviazione dalle usuali pratiche del Dipartimento di Giustizia, accompagnava il personale dell’FBI nel raid.

Assistente avvocato USA Raymond Banoun, capo dell’accusa del processo a Scientology. Consigliere della Difesa incaricato che abusò del potere della citazione e si dedicò ad altre attività che loro consideravano non etiche.

“Non ditegli niente,” sbottò. “Lasciate che lo scoprano in tribunale.”

Questo era tipico di Banoun. Era al picco della forma come spietato accusatore. Pochi uomini sul suo lavoro erano stati il tale armonia comportamentale con il proprio lavoro. Di costituzione minuta e di carnagione scura, i suoi movimenti veloci e i lineamenti taglienti davano l’impressione di un nemico formidabile in una giostra legale, dove l’abilità di stoccata e di parata semantica era il fattore decisivo per l’esito di qualsiasi procedimento giudiziario. Un collega lo descrisse come “brillante, persistente e moralista.”

Il consigliere oppositore nel procedimento cautelare che seguì il raid andò oltre. Lo accusarono di aver fatto false dichiarazioni alla corte, abusando del potere di citazione, e impegnato in altri atti che loro consideravano deviati poco etici. Uno degli avvocati che rappresentava gli ufficiali della chiesa presentò un reclamo contro Banoun al consiglio di responsabilità degli avvocati, dichiarando formalmente la cattiva condotta dell’avvocato governativo.

Tale passo non venne preso alla leggera tra la confraternita legale che (come credo, Shakespeare osservò una volta), si scannano uno con l’altro in ambito giuridico, e poi si siedono assieme per un piacevole pranzo.

Mentre il raid al Manor procedeva, certe sfaccettature della persona Banoun si manifestarono.

Dopo una intense ricerca dentro ogni schedario, ogni scrivania, ogni cassetto dell’ufficio del vice-Guardian – presumibilmente all’interno dello scopo del mandato – i saccheggiatori, sotto la guida del consigliere Banoun, misero la loro attenzione in aree chiaramente esterne i limiti geografici del mandato. Una di queste era il Dipartimento delle Comunicazioni della chiesa. Diversi agenti entrarono in questo ufficio e contro le obiezioni dei rappresentanti della chiesa iniziarono a saccheggiarlo. Si unì a loro l’assistente avvocato USA Banoun che, stando a Jeré Matlock, un testimone oculare sulla scena, “stava scherzando con diversi agenti,” quando una nuova pubblicazione proveniente dal bureau stampa della chiesa arrivò sulla macchina telex.

Banoun strappò la copia dal telex e lo mostrò agli agenti presenti, dicendo in modo derisorio che lui era una persona “soppressiva.” Questo era un riferimento beffardo al linguaggio della pubblicazione che indicava il raid dell’FBI “soppressivo.”

L’assistente avvocato USA non aveva il diritto legale di toccare la copia telex, anche meno di prenderlo e schernire le sue vittime con esso.

Tanto meno stava agendo con ogni altra autorità che non quella dell’arroganza del suo ufficio quando interrogò il membro dello staff Janet Lawrence prima di approvare la ricerca nel suo ufficio da parte dei pistoleri che agivano sotto le sue direttive.

L’ufficio in questione era alloggiato in una cabana – o, come lo chiamavano, una “baracca” – situate all’angolo Nord-Est del tetto del Manor. La struttura era fisicamente isolata e interamente separata dall’ufficio del vice-Guardian nominato nel mandato di perquisizione, era anche separata da ogni altro ufficio e stanze del sesto piano.

Peter Glickman, direttore residente del Manor, segnalò:

“Nel primo pomeriggio, verso le 2 circa, ero nel corridoio del sesto piano e vidi dalla finestra che tre o Quattro agenti stavano camminando sul tetto, esaminando l’ufficio del Cont Comm, come se cercassero di entrare. Dopo 20 minuti, mi venne detto dall’agente McCarthy che il solo ingresso all’ufficio del Cont Comm era attraverso l’ufficio del vice-Guardian (il che non è vero), e che l’ufficio del Cont Comm sembrava essere chiuso. Disse che gli agenti volevano perquisirlo, e mi chiese se potevo procurami le chiavi. Mi disse che non potevo farlo aprire, avrebbero forzato la porta.”

È importante notare qui che ne il mandato di perquisizione ne la dichiarazione giurata menzionata da Mr. Lawrence, non si riferivano a lei, non si riferivano al suo ufficio, non si riferivano al suo posto o titolo di Controllore delle Comunicazioni – nemmeno di traverso.

Questa deficienza, tuttavia, non disturbava l’assistente avvocato USA Banoun nemmeno un po’. Si era già arrogato l’autorità di cercare dove voleva e di prendere qualsiasi cosa colpisse la sua fantasia. Aveva informato uno dei primi rappresentanti della chiesa ad arrivare al sesto piano del Manor dopo che gli agenti avevano irrotto al suo interno, che il mandato copriva “tutti i locali.”

“Janet Lawrence, quando venne informata della situazione al telefono, “ continuo il Rev. Glickman, “concordò di venire immediatamente per aprire il suo ufficio agli agenti.”

Jerb Matlock, un altro membro dello staff, era presente quando Mrs. Lawrence arrivò. Ricorda che l’assistente avvocato USA Raymond Banoun iniziò subito ad interrogarla nello stesso modo in cui un detective della polizia “lavora” su un criminale sospettato.

In “un tono offensive ed accusatorio,” chiese di sapere per chi lavorava Mrs. Lawrence; cosa c’era nel suo ufficio, e cosi via. Venne informata che se non apriva l’ufficio immediatamente, gli incursori si sarebbero aperti la via infrangendolo.”

Lei aprì la porta e dieci agenti sciamarono dentro il suo ufficio, dove iniziarono a cercare tra i documenti, nelle scrivanie, e negli schedari.

Graig Jensen, un altro ufficiale della chiesa che osservò l’incursione, disse:

“Osservai questi agenti durante l’intero pomeriggio, come controllavano meticolosamente e leggessero in mezzo ad ogni pezzo di carta nell’ufficio. La procedura era molto prudente; i documenti non venivano ispezionati superficialmente o rapidamente. Venivano esaminati molto scrupolosamente. Osservai che almeno un centinaio di documenti vennero portati via dal suo ufficio.”

Un fotografo dell’FBI fece delle foto di ogni cosa, incluso I ritratti di persone appesi alla parete. Più tardi uno degli avvocati della chiesa sottointese alla corte che lo scopo di quest’ultimo atto era di ottenere fotografie della signora Hubbard, moglie del fondatore di Scientology, e di altri, per scopi non collegati al caso in questione.

In una istruttoria legale a supporto di una mozione per sopprimere l’uso dei documenti sequestrati dal Governo, il gruppo di avvocati rappresentanti la chiesa scrisse:

“Che queste erano ricerche negli uffici di una chiesa, e che la dichiarazione dell’agente (FBI) Tittle indicava che i file della chiesa potevano contenere documenti innocui e protetti, richiedendo quindi maggiore sensibilità per quanto riguardava il modo in cui si doveva eseguire il mandato, cosi da poter minimizzare l’intrusione non necessaria dentro a delle carte private.

“Per davvero, I file conservati negli uffici coperti dal mandato contenevano carte che erano completamente innocenti, protette, e non correlate allo scopo della ricerca. Le carte dell’ufficio del DGUS (Deputy Guardian US – Vice Guardiano degli Stati Uniti) includevano memorie legali e strategie legali, documenti di materie corporative e file concernenti le prestazioni dello staff.

L’ufficio Informazioni conteneva file di comunicazioni confidenziali di membri dello staff della chiesa e candidature come membri dello staff, dati con la certezza che sarebbero rimasti privati e confidenziali. Queste comunicazioni furono impartite allo scopo delle “domande” dello staff, e contenevano informazioni confessionali concernenti storie, mediche, sessuali e familiari.

“Contro questo antefatto della natura confidenziale e protetta dei file conservati dalla chiesa, l’FBI procedette in una ricerca impegnativa a cui si assoggettarono virtualmente la totalità dei file conservati nell’ufficio DGUS e nel Buerau delle Informazioni della Chiesa per l’esame deliberato e senza vincoli da parte dell’FBI.”

In vista di questa insolente ed evidente violazione della Carta dei Diritti, non ci si sorprende che gli agenti giurati del Governo non hanno ben visto l’attento esame delle loro azioni da parte delle loro vittime. Loro si sono opposti in special modo al possesso di registrazioni fatte delle loro conversazioni o alle fotografie degli agenti in azione.

Durante la ricerca al Fiefiled Manor, uno degli staff della chiesa che aveva con sé un registratore, entrò in n degli uffici che veniva saccheggiato. Lo piazzò su una scrivania, infilò la spina nel muro, e lo accese. Un agente dell’FBI che lavorava li vicino chiese cose fosse. Informato che era un registratore, gli chiese se era acceso. L’ufficiale della chiesa ammise che lo era.

“L’agente quindi mi disse che non potevo registrare, e tolse la spina all’apparecchio,” ricordò lo Scientologo. “Io dissi si, che potevo, che era una proprietà privata. Rimisi la spina e registrai ancora. L’agente tolse la spina ancora una volta e mi disse molto arrabbiato che non c’era maniera che potessi registrarli. Prese l’apparecchio e lo porto nell’ufficio vicino mettendolo sulla scrivania dove l’assistente avvocato USA Banoun stava controllando documenti della chiesa, e disse:

“ ‘Non si può registrare, vero?’ “

AUSA (Attorney United States of America) Banoun, il legislatore ad-hoc e Re Giove del raid, decretò che non ce ne doveva essere nemmeno una. Il membro dello staff gli chiese una citazione di legge che sostenesse la sua decisione, ma in risposta venne schernito.

Prevedibilmente, l’agente dell’FBI l’ebbe vinta.

In un altro incidente, il membro dello staff della chiesa Lee Thoburn iniziò a prendere appunti sulle conversazioni degli agenti mentre rapinavano i file dell’ufficio del Guardian. Uno degli agenti disse allo Scientologo che non poteva prendere appunti. Thoburn non fu d’accordo, ma dopo una breve discussione, decise di lasciare l’area. L’agente non gli permise di andarsene, tuttavia, prima di avergli sequestrato gli appunti che aveva già fatto, ed averli letti. Quando l’agente disse a Thoburn di avvicinarsi alla sua scrivania che gli avrebbe compilato un mandato di comparizione.

Un ministro della chiesa, che osservò l’incidente, dichiarò:

“Fino al momento del disaccordo, non vidi nulla da parte di Lee (Thoburn) o dell’agente che indicasse fino a quel momento la probabilità di un imminente mandato di comparizione, cosi apparve che questo atto sia stato intrapreso come una rappresaglia da parte dell’agente.”

La stessa ipersensibilità prevalse tra gli uomini del governo rispetto allo scatto di fotografie. Benché due ufficiali fotografi dell’FBI vagassero per il Manor da dodici tredici ore fotografando ogni cosa e ognuno in vista, quando gli Scientologist presero le loro modeste kodak, scoprirono che i federali erano estremamente timidi nei confronti delle macchine fotografiche. Patricia Silverman, una impiegata della chiesa, descrisse le violente reazioni dei saccheggiatori mentre venivano ripresi nelle loro attività:

“Alle 7,20 am circa, stavo in piedi nella lobby del Manor Hotel con due altri membri dello staff della chiesa; tutti e tre avevamo una macchina fotografica. Quando uno degli altri due alzò la macchina per fotografare un agente che stava lì vicino, l’agente alzò la mano come per colpire Robin e gli ordinò di mettere via la macchina fotografica. Robin obbedì all’ordine.

“Grossomodo verso le 3.00 pm, stavo in piedi nella lobby del Manor Hotel, fotografavo ogni agente che entrava nell’area. Tre agenti arrivarono alla porta, uno di questi, fiancheggiato dagli altri due, teneva un blocco per gli appunti di fronte al viso, cosi da non essere fotografato. Gli corsi di fronte e mi fermai vicino all’ascensore pubblico, quando abbassò il blocco e si guardò in giro, come se fosse confuso su che direzione prendere. Presi una fotografia mentre aveva la faccia esposta. Quando scattai la foto, immediatamente mi colpì il viso con il blocco, facendomi cadere la macchina fotografica dalle mani. Il colpo fu abbastanza forte, e rimasi intontito. Notai che gli agenti che prima erano a lato dell’agente che mi colpì ora si trovavano intorno a me, ero circondato. Avevo paura. L’agente disse che fare delle fotografie era un assalto alla sua persona, e mi chiese il mio nome. Mi scusai immediatamente, presi la mia macchina fotografica, e lo seguì sull’ascensore, chiedendogli il nome. Mi rispose che ‘non aveva uno’ e quando chiesi se aveva un numero replicò ‘No.’

“Come diretto risultato dell’assalto e delle botte mi sentì male per I Quattro giorni seguenti e il 12 Luglio il mio malessere incrementò al punto che fui confinato a letto per cinque giorni. Durante quei cinque giorni di confino rimasi in uno stato di semi-incoscienza causato dalla febbre alta, molti dolori e mal di testa e reni, e una tosse violenta. In aggiunta le mie gengive erano gonfie e doloranti cosi che avevo difficoltà a mangiare. In seguito nelle, seguenti due settimane, persi cinque chili. Per poter alleviare questa apparente malattia psicosomatica venni forzato a cercare un consulto medico e a prendere medicine, in aggiunta ho trovato sollievo sotto forma di consulenza pastorale da un ministro della mia chiesa. Benché apparentemente mi sia fisicamente ripreso, il ricordo dell’incidente e la mia seguente malattia rimane persistente e doloroso. Mi sento continuamente apprensivo e vagamente sopraffatto come risultato di questi incidenti.”

Il raid alla Chiesa Fondatrice di Scientology a Washington D.C. – avvenne simultaneamente agli altri due colpi a Los Angeles – fu un altro eccesso. L’incursione venne condotta con la stessa indifferenza per le limitazioni Costituzionali. Gli agenti impiegarono forze non necessarie, eccedendo sia geograficamente che nei parametri di confisca del mandato; e spietatamente violavano la privacy di innocenti membri della chiesa che non erano connessi agli scopi dichiarati della ricerca.

Di tanti esempi, il seguente dovrebbe rispondere a tutti i requisiti:

Alcuni minuti prima delle 9 am. (erano tre ore prima a Los Angeles), un agente solitario dell’FBI entrò nella Chiesa Fondatrice di Scientology al 2125 S Street NW., si identificò con il portiere e disse di avere un mandato di perquisizione per il posto. Chiese per Patsy Meisner, la moglie di Micheal Meisner, un precedente executive della chiesa le cui dichiarazioni al Governo avevano gettato le basi per ottenere un mandato di perquisizione.

Il portiere chiese all’agente di attendere un momento mentre andava a vedere se poteva trovare qualcuno per cercare Patsy. Ritornò al suo posto dopo alcuni minuti, e informò l’agente che stavano cercando di localizzare Mrs. Meisner. A quel punto, l’uomo del governo venne raggiunto da altri due che trasportavano attrezzi per forzare le porte. Gli ordinò di salire al quarto piano. Vennero subito seguiti da altri sei uomini vestiti con delle tute verdi che trasportavano delle mazze a due mani, seghe, trapani e altro armamentario per entrare usando violenza dentro alle stanze chiuse, gli archivi e le scrivanie.

Tutti gli invasori salirono direttamente dalle scale frontali e dalle scale del retro, fin sul pianerottolo retrostante il quarto piano dove erano situati l’ufficio del Guardian, il Service Bureau, l’ufficio Pubbliche Relazioni, l’ufficio Legale e cosi via.

Il solo impiegato della chiesa che era arrivato al lavoro su quel piano era Gregory Taylor, assistente direttore degli affair pubblici. Si era appena seduto alla scrivania per iniziare la sua giornata di lavoro quando sentì bussare alla porta che dalle scale dava sul corridoio dove erano situati il gruppo degli uffici. La porta era tenuta sempre chiusa e le persone che lavoravano a quel piano avevano la loro chiave. I visitatori degli uffici venivano annunciati al telefono dall’area di portineria e si incontravano alla porta con la persona che desideravano vedere.

Dato che Taylor non aspettava una visita, ignorò chi bussava alla porta. Tuttavia, quando si fecero più insistenti e i colpi divennero violenti, andò alla porta per investigare.

Scrutando attraverso un buco sopra il pomello, dove prima risiedeva la serratura, si trovò occhi negli occhi con chi aveva bucato la serratura che guardava dentro dall’esterno. Sentì una voce dal lato opposto della porta dire:

“FBI. Abbiamo un mandato di perquisizione. Fateci entrare o abbattiamo la porta.”

Testimoniando in tribunale dopo il raid, Taylor disse: “Tornai nel mio ufficio e provai a chiamare alcune persone della sicurezza, che si trovavano in un altro piano, cosi che potessero venire per parlare a questa gente.”

Nessuno della sicurezza rispose; ma non appena Taylor mise giù il telefono, ricevette una chiamata da un altro ufficiale della chiesa che gli disse che c’erano degli agenti dell’FBI vicini alla porta del corridoio e che avrebbe dovuto farli entrare prima che rompessero la porta. Quando Taylor uscì dal suo ufficio, tuttavia, scoprì che avevano già abbattuto la porta e ora si trovavano nel corridoio.

Molto presto la schiera di intrusi si gonfiò fino a 25 agenti. Secondo la testimonianza giurata di un testimone oculare, in meno di un minuto dopo che avevano fatto irruzione nel corridoio del quarto piano, imperversarono dal passaggio, irrompendo dentro ad ogni ufficio che c’era lungo la via.

Per le seguenti dieci ore, aprirono meticolosamente gli archivi della chiesa, gli schedari e le scrivanie, passando su centinaia di documenti confidenziali che si credeva fossero protetti dal Primo Emendamento.

Quando Kendrick Moxon, l’ufficiale legale della chiesa, informò J.F. Higgins, l’agente dell’FBI incaricato del raid, che i documenti stavano per essere rubati, i quali non erano nella lista del mandato di perquisizione, il capo dei G-man (Goverment-Man = Uomo del Governo) replicò:

“Guardi, non so dirle cosa c’è nella testa degli altri 20 agenti. Lo discuta col tribunale.”

Tra I documenti legali sequestrate dagli incursori c’erano degli archivi concernenti le cause sulla Libertà d’Informazione e altre cause esistenti o pianificate dalla chiesa contro varie agenzie del Governo Federale.

Venne anche prelevata dall’agente dell’FBI Joel Dean la discussione di una causa di 750.000$ portata da Gregory Taylor contro l’FBI e altri per falso arresto e imprigionamento.

L’azione legale venne portata contro il governo dopo che Taylor fu circondato da 17 agenti dell’FBI e dell’IRS fuori dall’asilo della chiesa e falsamente arrestato col presunto sospetto che fosse un’altra persona. Nonostante il fatto che al momento dell’arresto Taylor aveva con sé 13 documenti validi di identità – incluso la patente, la carta elettorale, l’identificativo dei veterani dell’amministrazione, la carta della Previdenza Sociale, l’ID come ricercatore per gli Archivi Nazionali, ecc… – venne ammanettato e trasportato in galera dentro a una delle sette auto anonime che stavano perlustrando l’area attorno alla chiesa.

Taylor venne forzato a passare 14 ore in galera. Solo il pomeriggio seguente venne rilasciato sotto la custodia del suo avvocato, che più tardi lo dovette accompagnare nell’ufficio dell’avvocato USA, dove il governo ammise ufficialmente che avevano arrestato l’uomo sbagliato.

Vedendo questo abbaglio criminale, non ci si dovrebbe sorprendere che Taylor fosse riluttante ad ammettere immediatamente gli incursori che bussavano alla sua porta, senza prima controllare con la sicurezza della chiesa.

Durante una udienza della corte post-raid, quando all’agente Dean venne chiesto di spiegare perché sequestrò la causa di Taylor, ci degnò con la seguente logica straordinaria:

“La ragione per cui presi quel particolare oggetto durante la ricerca fu che Gregory Taylor era presente mentre entravamo al quarto piano di Scientology (cosi). Era un individuo che aveva accesso al posto. Era un individuo, che io credo – per ciò che ricordo, penso che fosse l’IRS che l’aveva arrestato, credendo che fosse Mr. Wolfe (l’agente segreto lo aveva invece confuso con Micheal Meisner).

“Questo, infatti, mostrava l’interesse che la Chiesa di Scientology aveva per lui.

“Il fatto è che era nei locali dell’area dove erano conservate le carte di sicurezza, e la chiesa aveva un interesse per lui come individuo, pensai che avrebbe potuto certamente partecipare ai piani della chiesa per ostruire la giustizia riguardo ai furti delle proprietà del governo.”

I G-man di Washington reagirono alle macchine fotografiche nello stesso modo delle loro controparti che conducevano I raid sincronizzati in California. Poco prima di di sera, un agente che proveniva dalla porta principale dell’ufficio del Guardian, osservò un membro dello staff che era fuori con in mano una macchina fotografica. Lo Scientologist non la stava usando in quel momento, la stava semplicemente tenendo in mano per la cintura lungo il fianco.

L’agente fece dondolare la macchina fotografica gettando a terra il flash. Poi si girò e viziosamente calciò l’unità flash contro un vicino parapetto nel tentativo di romperla.

“Cosa stai facendo?” domandò lo Scientologo.

“Nessuno ha visto cosa è successo,” rispose l’agente. “Hai semplicemente fatto cadere la tua macchina fotografica, tutto qui.”

Sommando:

Agendo sotto la pretesa autorità di un mandato di perquisizione che interpretavano come senza limiti nello scopo, gli agenti dell’FBI condussero tre raid sincronizzati sulle Chiese di Scientology di Hollywood, California e Washington D.C.

Nella magnitudine e brutalità dell’esecuzione, queste incursioni furono senza precedenti nella storia legale americana. I detectives federali passarono 21 ore in una località, 17 ore in un’altra, e 10 ore nella terza.

Dopo aver scrutinato ogni pezzo di carta deigli archive della chiesa – incluso quelli protetti dal Primo e dal Quarto Emendamento – gli agenti sequestrarono e portarono via 48.149 documenti, consistenti in 100.124 pagine. Due terzi di questo sconcertante bottino in seguito venne scoperto essere innocuo – questo è al di fuori del mandato, dato che non contenevano nessuna connotazione criminale. Loro, tuttavia, approvvigionarono l’FBI e, molto verosimilmente, altre agenzie governative, con un tremendo ammontare di informazioni confidenziali che potrebbero essere usate contro la chiesa il altre cause.

Per apprezzare l’enormità di questi raid, devono essere paragonati con le presunte offese al governo per giustificarle. Quali erano i crimini commessi dagli Scientologist, cosi mostruosi che chiamavano per questo grosso inciampo alla Costituzione, la ricerca più brutale e l’operazione di sequestro nell’insieme, storia vergognosa dell’FBI?

Bene, prima ci fu la denuncia che gli imputati avevano localizzato e ottenuto illegalmente “informazioni e documenti in possesso degli Stati Uniti.” Che tipo di documenti – piani top-secret della bomba a neutroni? Carte di stato sensibili, vitali agli interessi nazionali? Archivi del Pentagono di alto livello, la cui divulgazione poteva mettere a repentaglio la sicurezza della nazione?

No, nulla di cosi remoto. I documenti trafugati “erano relativi a Scientology e a individui, che organizzazioni e agenzie percepivano come nemici.” In altre parole, erano, per la maggior parte, dei dossier, rapporti falsi, lettere, e memorandum sulla Chiesa di Scientology e sui suoi membri, che le agenzie del Governo USA avevano compilato negli ultimi 25 anni. Impiegando falsità, tattiche di ostruzione, le agenzie federali avevano eluso di divulgarli lecitamente come richiesto dall’Atto per la Privacy e la Libertà d’Informazione.

L’accusa afferma – e al Gran Jury venne apparentemente detto – che gli imputati avevano di fatto rubato i documenti e convertiti a loro uso. Più tardi, in tribunale, l’avvocato USA ammise che gli Scientologist avevano rimosso i file, copiati e poi rimessi nei rispettivi posti. I documenti originali non vennero presi.

La discrepanza tecnica provocò alcune agili acrobazie legali al pubblico ministero.

Il dilemma del Governo era che il furto comprendeva la privazione permanente del possessore del suo diritto di possedere. L’accusa, tuttavia, non poteva provare che qualcosa fosse stato preso permanentemente perché gli originali dei documenti in questione erano stati riportati dopo che gli imputati li avevano fotocopiati. Come il giudice Charles R. Richey osservò:

“Primo, c’era un chiaro precedente che la copia di qualsiasi documento non costituisce conversione. Secondo laddove ci sono penalità per le violazioni al copyright, il Congresso ha esplicitamente fornito che non c’è copyright sui documenti governativi.”

Ma aspettate. Nella legge, c’è sempre un espediente, un dispositivo, una clausola per districarsi, se sei intelligente a sufficienza da trovarla. Il pubblico ministero la trovò nel caso degli Stati Uniti contro Digilio, dove l’Alta Corte aveva dichiarato che usare le risorse del governo per copiare documenti governativi rende le copie duplicate proprietà governativa e “cosa di valore” all’interno della prescrizione dello statuto.

Dato che gli Scientologist avevano usato macchine fotocopiatrici del Governo per copiare i documenti, erano colpevoli di furto perché, disse il giudice Richey, “le copie possedute dal governo vennero prese con l’intento di privare il possessore del posseduto.”

è proprio questo tipo di logica torturata e di ragionamento sornione-deduttivo da parte del giudice che ha reso l’uomo comune sprezzante della legge e di coloro che la amministrano.

Secondo la dottrina dello stare decisis (la teoria che ogni caso deve essere deciso nello stesso modo come uno simile che lo precede), un reperto idiota o parziale  di una corte d’appello diventa vincolante per i giudici quando giudicano casi simili da quel momento in poi.

Avvocati e giudici, che sono connessi pienamente al sistema, trovano difficile capire che gli argomenti delimitati, a circuito chiuso del tribunale non prevalgono agli occhi della pubblica opinione, dove il senso comune è il giudice, e il verdetto è “ciò che un uomo ragionevole penserebbe sia giusto.”

I profani, da parte loro, sono sconcertati da un sistema di giustizia che non uguaglia giustizia con verità, ma con l’abilità nelle arti forensi. Il verdetto finale di una battaglia legale dipende su quale team ha i migliori giocatori. La vera colpevolezza o innocenza dell’accusato ha poco a che fare con essa. Sono le regole del gioco che contano. Come un osservatore legale a Chicago recentemente osservò: “Se dal sistema esce giustizia questa è puramente casuale.” Il giudice Distrettuale USA Charles R. Richey disse lo stesso dal suo banco durante l’udienza di Scientology:

“Ora, questo non è diretto a voi,” disse agli avvocati che rappresentavano entrambi i lati della disputa; “è diretto a tutti coloro che sono alla sbarra in tutti gli Stati Uniti. Sono molto turbato per queste. Persone distinte, con tutto il rispetto, continuano a parlare di giustizia penale, del sistema di giustizia penale o, dell’intero processo: legge civile o legge penale, ma sembra che loro si rivolgano al sistema di giustizia penale – in ricerca della verità. È robaccia, assoluta, pura robaccia.

“E’ solo una ricerca per la giustizia; non è una ricerca per la verità. È solo se il governo potrà provare ogni e tutti gli elementi del presunto crimine al di fuori di ogni ragionevole dubbio. Se non ci riescono, quella persona può essere colpevole come il diavolo – ma è solo il nostro sistema, è questa è la genialità del nostro sistema. Può funzionare in entrambi i modi.

La mente poco avvezza al sistema legale continuerà a vedere la giustizia come basata sulla verità – questo perché, si basa su una accurata conoscenza delle circostanze degli eventi di un caso, piuttosto che sull’argomento più convincente del consigliere o del pubblico ministero, benché l’argomento sia specioso.

Conta da uno a 23 i carichi d’accusa del governo a carico degli imputati di cospirazione e di vari reati nel quadro di questa cospirazione. E quali furono i mezzi e gli obiettivi di tale presunto complotto? Per fare cosa avevano cospirato gli Scientologist – bombardare la Casa Bianca, rubare segreti atomici e per darli ai Russi?

No, no; nulla di tutto ciò. Aveva cospirato “per raccogliere, con mezzi nascosti, dati relativi alla Chiesa di Scientology, il suo fondatore, L. Ron Hubbard, e altri membri della Chiesa, che erano in possesso del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, del Dipartimento della Tesoreria, l’Internal Revenue Service (IRS). E l’Ufficio degli avvocati degli Stati Uniti del Distretto di Columbia.”

Cospirazione, come notò giuridicamente una volta Jackson della Suprema Corte di Giustizia, è un crimine “cosi vago che quasi sfida la definizione. Malgrado certi elementari ed essenziali elementi, è anche, camaleontico, ci vuole una colorazione speciale per ognuno dei molti reati indipendenti (più di uno nelle imputazioni a Scientology) sui quali si sovrappone. È sempre ‘mentalmente predominante nella sua composizione’ perché consiste di un incontro tra le menti e un intento.

“Il crimine ci cade addosso avvolto in vaghe ma piacevoli connotazioni. Suona come tradimento in tono sommesso, pianificazione segreta e violenza su di una scala che minaccia la stabilità sociale e la sicurezza stessa dello stato… “Tale accusa si conforma mirabilmente all’obiettivo del Governo, tuttavia, dato che era “una affermazione virtuale  a tempo indeterminato,” che ha fornito agli agenti dell’FBI un pretesto per cercare a volontà delle prove – “non importa quanto futili o manifestamente innocue” (Giudice Bryant) – che potessero essere connesse alla presunta cospirazione.

In una parola, fu uno stratagemma con il quale il Dipartimento di Giustizia riuscì ad ottenere un mandato generalizzato.

E sarebbe servito in seguito anche al pubblico ministero in tribunale, per, come il Capo Distretto USA giudice William J. Brant ha osservato: “le regole della prova pertinente al caso sono vaghe nonché flessibili… Le prove di cospirazione dovrebbero includere anche prove di qualsiasi azione fatta da ognuno degli accusati confederati.”

Gli imputati vennero anche accusati di intercettazione di un meeting di agenti e impiegati dell’IRS, che si riunirono nei quartieri generali dell’IRS di Washington nel 1974 per valutare lo stato attuale della guerra continua dell’agenzia contro Scientology. L’accusa nello specifico addebita a tre degli imputati (identificati come “agenti” di Scientology) “piazzarono un dispositivo elettronico di ascolto in una sala conferenze dell’IRS e registrarono un incontro dell’IRS concernente l’applicazione dello stato di esenzione dalle tasse a Scientology ematerie correlate.” (Enfasi aggiunta) L’indignazione dell’IRS a questa accusa di intrusione elettronica nelle loro discussioni a porte-chiuse ha un buco nero quando uno ricorda le attività vergognose della stessa nel campo delle intercettazioni e dello spionaggio.

Le operazioni dell’agenzia in tutta la nazione erano in grande scala il che, se paragonata, fa davvero impallidire la piccola invasione degli Scientologist.

Molti anni fa, una udienza del Senato produsse prove costernanti che l’IRS aveva installato dei microfoni nascosti e degli specchi a due vie in tutte le sale conferenze dell’IRS della nazione. Venivano usati illegalmente per monitorare le conversazioni privilegiate tra i contribuenti e i loro avvocati o i consiglieri finanziari per intrappolarli se fosse stato possibile.

Gli agenti dell’IRS ammisero sotto giuramento che erano stati impegnati in diffuse intercettazioni telefoniche senza mandato; e che avevano messo delle cimici in casa di cittadini, nelle auto e nei luoghi di lavoro. Nessuno di questi agenti venne mai accusato e portato in tribunale per i loro atti criminali.

Apparentemente con questi fatti in mente, Mike Cleveland, scrittore della Paissac, N.J. Herald News, ammonì gli Scientologisat:

“Mai usurpare le prerogative del Governo.”

Quando si depose tutto il polverone legale, gli Scientologisti furono accusati di 4 reati principali: piccoli furti di proprietà del governo fotocopiate; ingresso illegale negli uffici federali; cioè infrazione; il vago crimine di cospirazione; ed intercettazioni elettroniche.

Anche se gli imputati fossero stati colpevoli di ognuna di queste quattro infrazioni alla legge, era pur sempre una piccola cosa di roba mista. Guardandoli nella giusta prospettiva, è ragionevole chiedere: come hanno potuto questi, ordinari reati, citati nelle imputazioni, in teoria rendere necessario lo smistamento di 175 agenti da tutti gli Stati Uniti per condurre le più massicce ricerche e sequestri nella storia del Governo?

Anche il più stupido può capire che c’era qualcosa di marcio in Danimarca.

Non fu necessario soffrire la noia del prolisso procedimento legale che segui – gli argomenti tediosi, i piccoli battibecchi tra gli avvocati avversi, le sciocche battute e le pedanti lezioni dalla panchina – per capire il reale significato dei raids.

Uno doveva solo richiamare alla mente I seguenti fatti: per più di vent’anni la Chiesa di Scientology è stata una spina nel fianco del Grande Governo. Gli Scientologist hanno esposto la corruzione delle posizioni alte, e combattuto una battaglia legale in corsa virtualmente con ogni agenzia complessiva del potere federale. Nel periodo delle incursioni dell’FBI, la chiesa aveva compilato una causa contro il governo di 750 milioni di dollari per molestie nelle sue attività religiose. Sia la CIA che l’FBI erano tra le agenzie nominate come imputati della causa. Anche le cause per la Libertà d’Informazione pendevano contro un numero di agenzie federali e di Bureau.

Un ufficiale del Dipartimento di Giustizia disse a uno Scientologo che la chiesa era “il gruppo più odiato” tra quelli con cui i procuratori avevano a che fare.

La giustizia aveva provato senza successo “a far ricadere qualcosa sugli Scientologist” sin dal 1958. Con il caso contro la chiesa provvisto dallo Scientologist decaduto, Mike Meisner, i procuratori pensarono di vedere una opportunità di piazzare il colpo finale al controverso “culto”.

L’assistente avvocato USA, Henry Schulke III, che accompagnò il raid al complesso del Cedar, disse a uno Scientologist:

“Sono l’esecutore sommario del Governo.”

James J. Kilpatrick, un cronista mondano del sindacato nazionale, vide la luce molto chiaramente: scrisse:

“Ciò che mi disturba in questo affare e il potere schiacciante. Totale, che il nostro Governo può mettere in campo quando vuole. Anche se alla fine gli Scientologist hanno prevalso, sono rimasti storditi dalle spese legali. Le loro normali operazioni sono rimaste turbate per mesi. E tutto per cosa? Lo scopo dell’FBI è prosecuzione o persecuzione?

La risposta corta a questa domanda retorica è, ovviamente: persecuzione.

Res ipsa loquitur – la cosa parla da sola.

La Cabana sul tetto del Manor, fisicamente isolata e del tutto separata dall’ufficio nominato nel mandato di perquisizione. L’FBI l’ha comunque saccheggiata.

Migliaia di archivi della chiesa vennero sequestrate e portati via da agenti dell’FBI, agendo dietro ad un mandato di perquisizione che nominava nello specifico solo 161 oggetti

Agenti dell’FBI che emergono dal Fifield Manor, dopo una intensiva ricerca che durò dal primo mattino fino a tardi nella giornata.
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4 commenti leave one →
  1. Zorro permalink
    9 giugno 2011 8:31 AM

    Non si capisce chi è la voce narrante di questi fatti, cioè il presunto testimone che racconta ciò che è avvenuto.

  2. Diogene permalink
    9 giugno 2011 1:01 PM

    Se l’arguto contadino che diceva “chi la fa l’aspetti” aveva ragione… il riflusso della seconda ondata sarà simile a uno tsunami, tante sono le fesserie che la DammyMoneyChurch ha accumutato dagli anni 80…
    Certo non le si può negare una certa intraprendenza nel costruirsi buone paratie… ma se si fanno gli accordi col diavolo, prima o poi il tappo salta…
    State a riva… arriva… arriva…

  3. Luca permalink
    9 giugno 2011 2:40 PM

    Quando gli altri capitoli di blown for good ?

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