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TIME TRACK parte 6 – FBI PARTE 1

22 maggio 2011

Ed ecco un altro capitolo di “Giocare Sporco” di Omar Garrison in italiano grazie all’incessante lavoro di Simon Bolivar. Ci porta indietro nel tempo in un momento cruciale per Scientology ovvero quando l’FBI fa irruzione nelle sedi americane. Come ci dice Garrison una delle più grandi irruzioni mai compiute dall’FBI con 156 agenti!

Buona Lettura.

CAMILLO BENZ

GIOCARE SPORCO

Omar Garrison

Capitolo 7

L’FBI una Gang di arroganti

TRADUZIONE A CURA DI

SIMON BOLIVAR

PARTE 1

Arrivarono all’alba, in una lunga processione di grandi macchine scintillanti piene di uomini cattivi dalle facce torve vestiti in giacca e cravatta.

In tutto, ce n’erano 156 – il più grande numero di agenti dell’FBI che si sia mai radunato per una sola irruzione, nella storia del Bureau.

Durante il lungo giorno che c’era avanti a loro, e per tutta la notte (21 ore continuative), avrebbero usato enormi arieti, mazze e seghe elettriche per fracassare e tagliare la loro strada dentro le stanze e gli uffici del palazzo della chiesa, dove avrebbero condotto una massiccia ricerca e confisca, senza precedenti nella storia legale americana. In viaggio per l’obiettivo della loro missione, gli agenti parlavano in tono sommesso del lavoro che gli avevano dato da svolgere. Benché gli fossero stati fatti due briefing dall’assistente avvocato USA Raymond Banoun e altri, erano comunque ancora perplessi dalla grandezza dell’incursione.

Gli avevano detto che dovevano eseguire un mandato di perquisizione in due località della Chiesa di Scientology di Los Angeles. Avrebbero dovuto trovare copie di documenti rubati dagli Scientologist dalle agenzie federali di Washington. Secondo gli avvocati del dipartimento di giustizia, giovani Scientologist si erano infiltrati in vari uffici governativi, avevano preso dei documenti riguardanti la loro chiesa, fatto delle copie, e rimesso a posto gli originali.

Una capriola criminale, per esserne certi. Le prove devono essere trovate per metterli tutti in gattabuia. Questo si era capito.

Ma perché era necessario portare agenti dell’FBI da tutto il paese e inscenare una enorme manovra militare solo per sequestrare 160 circa documenti e file?

Quel tipo di operazioni rendeva gli agenti più anziani ed esperti un po’ inquieti. Recenti divulgazioni nei media di atti fuorilegge di agenti dell’FBI aveva lasciato parecchi di loro molto apprensivi riguardo alla loro immagine pubblica, cosi attentamente nutrita in tutti quegli anni dall’ultimo direttore. Il morale del Bureau era per tutto il tempo basso.

“Che diavolo è Scientology, comunque?” chiese uno di loro.

“Un qualche tipo di culto religioso,” un compagno agente volontario dal sedile di fronte. “Ho avuto l’impressione che sia un qualche tipo di truffa.”

“SI, è lo stesso tipo d’impressione che ho avuto anch’io.”

Quella era, per davvero, l’impressione che l’avvocato USA che aveva tenuto il briefing agli agenti voleva trasmettere. Se la Chiesa di Scientology non era una religione in buona fede, non sarebbe stato necessario per gli incursori prendere precauzioni per sequestrare documenti protetti dai diritti del primo emendamento sulla religione e l’assemblea.

“A noi non interessano le pratiche di Scientology,” aveva detto l’AUSA Raymond Banoun agli agenti durante il briefing del giorno precedente. “Loro possono chiamarsi una religione e passarsi le pillole per il fegato di Carter che non mi interessa. Ciò a cui siamo interessati è l’esecuzione del mandato di perquisizione.”

Un convoglio di auto e van si tagliava la via nelle quasi deserte strade di Los Angeles e svoltò in Fountain Avenue, appena dopo Vermont Street. Un corto vialetto li portò ad un massiccio complesso di palazzi che occupavano un intero quartiere della città, confinante a Est con Sunset Boulevard e a Ovest con Fountain Avenue, e Nord e Sud con Catalina e Berendo Street.

La struttura a multiple ali di sette piani prima era stata l’ospedale Cedars of Lebanon, ma recentemente era stata venduta alla Chiesa di Scientology, che ancora era nel processo di traslocare nella proprietà elefantiaca.

Benché il palazzo principale del complesso si affacciasse su Fountain Avenue, la chiesa stava usando un altro ingresso su Catalina Street nel momento in cui si svolse il raid. Il portone della cancellata che circondava il precedente ospedale veniva tenuto chiuso durante le ore notturne.

La lunga fila di auto parcheggiò sul marciapiede lungo Fountain Avenue e la Catalina Street, alcune di loro parcheggiarono nelle zone rosse di rimozione. Muovendosi furtivamente per evitare di allarmare i membri della chiesa ancora dentro al palazzo, gli agenti emersero dai loro veicoli ed iniziarono ad assemblarsi con le loro attrezzature secondo il piano prestabilito.

Molti avevano dei walkie-talkies sintonizzati ad un elaborato network di comunicazioni che li connetteva ad incursioni simili che venivano condotte in simultanea in un altra Chiesa di Scientology a Hollywood, e a Washington D. C., 3.000 miglia dall’altra parte del continente.

Uno degli agenti dell’FBI era equipaggiato con un “accalappiacani” un lungo palo con un anello alla fine. Era per occuparsi del cane pastore tedesco che la sorveglianza pre-incursione aveva indicato, a controllo del terreno. L’FBI aveva fatto un gran lavoro di attenta pianificazione riguardo al cane, sull’eco della teoria che, mentre l’apatico pubblico americano sarebbe rimasto indifferente alla devastazione dei diritti umani degli Scientologist, ci sarebbe stato un inferno da pagare se non avessero trattato il cane con umanità.

Di conseguenza, un agente era stato assegnato allo speciale obiettivo di procurarsi la necessaria attrezzatura per prendersi cura del canino senza ferire l’animale.

Andò all’associazione per la prevenzione della crudeltà sugli animali, che gli procurarono il palo con il congegno a laccio e istruirono attentamente il pistolero nel suo utilizzo. Come aiuto al suo accessorio di difesa, il Servizio Postale degli USA fornì all’agente uno spray repellente per cani che il Servizio Postale teneva pronto per i postini che dovevano affrontare canini ostili nei loro itinerari di consegna.

La bizzarra banda di incursori si mosse con cautela fino al cancello come se si aspettassero che le persone dentro al palazzo aprissero all’improvviso il fuoco su di loro con delle mitragliatrici. Ad aprire la strada, a fianco dell’agente accalappiacani, quello con un grosso piede di porco, mazza a due mani e cesoia, c’era un gruppo di agenti armati preparati a trattare con decisione gli Scientologist, in caso fossero eroicamente determinati a resistere a questo ultimo assalto alla loro chiesa.

Le cesoie vennero usate per aprire il cancello chiuso, il che gli aprì la strada come se avessero usato una chiave. Gli invasori si riversarono attraverso l’apertura ed iniziarono a risalire il vialetto curvo fino all’ingresso del palazzo.

L’agente Speciale incaricato Elmer Linberg, ha affermato in una dichiarazione giurata che a quel punto, pigiò il campanello fuori dal cancello per attirare l’attenzione della guardia notturna.

“Un uomo bianco fu visto uscire fuori dall’ingresso del palazzo e dopo aver camminato per alcuni metri si fermò. Io gridai, ‘ Siamo dell’FBI e siamo qui per eseguire un mandato di perquisizione.‘ La persona rimase ferma, dopo di che ordinai agli Agenti Speciali Jerome K. Crowe e Gary Lincoln di tagliare il lucchetto del cancello con lo scopo di entrare nella struttura.”

Il “maschio bianco” – lo Scientologist Dennis Young – la racconta in modo diverso, anche lui in una dichiarazione sotto giuramento:

“Il mattino dell’8 Luglio 1977, ero seduto alla mia scrivania battendo a macchina all’interno dell’ingresso che precedentemente veniva usato per le ambulanze nel palazzo principale. Il cane da guardia, Goldie, si avvicinò alla posta dell’ufficio ed iniziò a ringhiare.

“Lascia velocemente l’ufficio per vedere chi c’era fuori, e non appena arrivai in vista del cancello, vidi un gran numero di persone dietro l’ingresso, ed altre che venivano su dal lato Sud.

“Avevano appena iniziato a svoltare dentro al cancello, e come camminai verso di loro, l’intero gruppo entrò nel vialetto, aprendo entrambe le ante del cancello di colpo. Erano appena passate le 6.00 am. Non avevo ricevuto nessuna notifica da loro o chi erano o quali fossero le loro intenzioni.

“Ero perplesso, dato che il cancello veniva sempre tenuto chiuso la notte. Dissi, ‘Chi siete e come avete fatto ad entrare?’ l’uomo più avanti rispose, ‘Siamo l’FBI ed abbiamo un mandato di perquisizione.’ Mi mostrò il suo identificativo; credo il suo nome fosse Linberg.

“Ripetei la mia domanda sul perché del loro ingresso, e lui disse, ‘ Abbiamo tagliamo Il lucchetto – ce ne metteremo uno nuovo.’”

Non appena gli agenti arrivarono vicini a young, Goldie il cane da guardia abbaiò ferocemente. Gli agenti assegnati a trattare col cane si prepararono al peggio. Il cane, tuttavia, si fermò vicino agli invasori e li studiò con incertezza, emettendo brontolii occasionali.

“A Young venne chiesto di tenere il cane sotto controllo,” riferì più tardi l’Agente Speciale Incaricato Linberg. “E lui rispose che il cane era amichevole.”

Il resoconto di Dennis young continua:

“Il primo uomo del gruppo (la prima ondata sembrava ci fossero 50 uomini) era entrato nella lobby dell’edificio principale. Mr Linberg chiese il mio nome e titolo, che io gli fornì.

“Quindi volle sapere chi era l’incaricato responsabile del posto, chiesi di poter andare a chiamare Sandy MacDonald o Phil Harley, I legali rappresentanti del complesso. Mr. Linberg chiese se qualcuno di loro era l’incaricato. Dissi di no, e gli feci il nome di Vic Selza.

“Poi urlò, ‘Dovete aprire tutte quelle porte o le tiriamo giù. Corse su alla porta del Burerau delle Informazioni e chiese, ‘Voglio che si apra questa porta!’ e gli uomini con le mazze e le barre iniziarono ad avvicinarsi a quella porta

“Ero spaventato dale sue domande, e pensando che potessero iniziare a rompere la porta, dissi, ‘Aspettate, non ho la chiave di quella porta. Lasciatemi chiamare la guardia notturna per aprirla. Formai il numero di telefono che suonò dieci volte prima che John Lake rispondesse.

“Dissi a Lake che c’erano gli agenti dell’FBI nella lobby che minacciavano di rompere le porte se lui non le avesse aperte. Mi girai verso Mr. Linberg e chiesi di vedere il mandato di perquisizione (Lake mi aveva chiesto di fare cosi al telefono). Linberg mi diede il mandato e io gli diedi una scorsa veloce. Dissi a Lake, ‘Si, hanno un mandato di perquisizione, cosi puoi aprire loro la porta altrimenti la sfondano.’

“A questo punto, Linberg iniziò ad urlare nel telefono. ‘Trenta secondi! Hai trenta secondi per smetterla di bloccarci e per aprire la porta, altrimenti entriamo! Trenta secondi!’ Mr. Linberg poi avanzò ancora verso la porta velocemente e disse ai suoi uomini qualcosa di effetto tipo ‘Forza prendiamola.’ Dissi, ‘Aspettate! Sta arrivando per aprire la porta.’ Si fermarono e sembravano delusi che la porta venisse aperta.”

Dall’altra parte, John Lake, un giovane Scientologo che supervisionava il mantenimento dei documenti della chiesa, chiese agli agenti di far scivolare il mandato sotto la porta.

“No,” risposero seccamente gli uomini del governo. “Hai trenta secondi per aprire la porta o sfondiamo.”

Lake pensò per un attimo, meravigliandosi se avesse avuto un ricorso legale per rifiutarsi di aprire la porta senza vedere un mandato di perquisizione. Concluse che non lo avrebbe fatto e aprì la porta.

“Tutta la situazione era irreale,” disse dopo. “Non potevo credere che stesse succedendo, e nemmeno ci poterono credere gli altri quando lo seppero in seguito. Anche gli staff che chiamarono durante il giorno pensarono fosse un qualche tipo di scherzo quando gli venne detto cosa stava succedendo. Non volevano credere che tali cose potessero capitare in America.”

Una volta dentro, gli agenti chiesero le chiavi di tutti gli uffici interni. Lake spiegò che le persone che ci lavoravano si portavano le chiavi nelle proprie stanze e non sarebbero ritornati al lavoro fino alle 9 del mattino.

Le affermazioni di Lake riguardo alle chiavi vennero confermate da John Mettle, un ufficiale degli affair pubblici per la chiesa, che scese dalle scale dopo essere stato svegliato dal guardiano del palazzo che lo chiamò sul telefono di casa per informarlo che gli agenti dell’FBI erano entrati nel complesso.

“Spiegai a Mr. Linberg che avrei cooperate pienamente per ottenere le chiavi degli uffici,” l’executive della chiesa dichiarò più tardi in una deposizione giurata. “chiamai in seguito i quartieri generali della chiesa al Manor volevo che il centralinista provasse a trovare le persone con le chiavi che venivano richieste. Non ci fu risposta a nessuno dei numeri chiamati.

“Mr. Linberg agì come se io fossi in possesso delle chiavi richieste o sapessi dove si trovavano le chiavi o le persone che le avevano e che volontariamente gli trattenessi queste informazioni, nonostante le mie ripetute spiegazioni che non avevo familiarità con chi lavorava negli uffici o sapevo dove vivevano o come contattarli. Informai ripetutamente Mr. Linberg che stavo cercando di localizzare le chiavi e che, andando tutto al peggio, la persona con le chiavi sarebbe arrivata al lavoro alle 9 del mattino.”

A questo appello alla ragione, l’agente Linberg replicò che gli agenti avrebbero sfondato le porte alle 8 del mattino; questo per dire, un ora prima che potessero ottenere le chiavi per farli entrare.

I critici dell’FBI videro in tutto questo episodio dell’interrogatorio sulle chiavi, un semplice onore alla parola piuttosto che un dovere di procedere, un po’ di fondotinta legale per il protocollo, per far sembrare buoni gli incursori quando il caso sarebbe finito in tribunale.

Dopo tutto, gli agenti erano scesi sulla chiesa alle 6 del mattino, equipaggiati con le loro “chiavi”, mazze, Trapani e piedi di porco – per effettuare l’ingresso e allo stesso tempo per causare più danno possibile alle proprietà della chiesa.

L’Agente Speciale Francis Calley testimonierà più tardi che “Non sono a conoscenza che sia stato fatto un tentativo da parte dell’FBI per chiamare un fabbro e minimizzare il danno.” Fu cosi, ammise l’Agente Calley, anche se due fabbri esperti – gli agenti Altheid e Snell – erano sulla scena.

Inoltre, gli agenti dell’FBI si erano portati con loro l’equipaggiamento per trapanare le serrature delle porte con minor danno. Preferirono le mazze, i piedi di porco e le seghe elettriche.

Dall’area della lobby, il primo contingente di invasori entrò nei corridoi dell’edificio ed iniziò a spargersi su tutti I piani dell’intero complesso. Nonostante il fatto che nel loro mandato di perquisizione e nella dichiarazione giurata a supporto, non ci fosse il minimo indizio o suggerimento che dovessero perquisire casualmente qualsiasi parte del complesso Cedar invece del solo ufficio informazioni, descritto nei loro documenti come “in particolare al primo piano che ospita gli uffici occupati dal vice-Guardian per le Informazioni e il suo staff.”

La pessima spiegazione offerta più tardi dall’FBI per questa ricerca esplorativa, generale fu che loro desideravano “proteggere i locali”, cioè, di assicurasi che non ci fossero Scientologist armati in altre parti del palazzo, che avessero potuto aprire il fuoco sui federali.

Nel periodo del raid, comunque, quando un ufficiale della chiesa obbiettò che gli agenti vagabondassero su tutto il complesso, venne bruscamente informato che il mandato copriva gli interi locali.

Alle 6.15 am, due agenti dell’FBI colpirono pesantemente la porta di Luis Ymaz, al secondo piano nell’ala opposta all’ufficio informazioni. Ymaz era un giovane architetto messicano, la cui posizione con la chiesa concerneva solamente con le ristrutturazioni del palazzo.

Come molti Scientologist dedicate, Ymaz aveva lavorato fino a tardi la notte precedente e aveva deciso di dormire nel suo ufficio.

È un giovane bene educato, di costituzione snella e animo amichevole, che parla Inglese fluentemente. Si pulì il sonno dagli occhi e aprì la porta, pronto ad accogliere ogni visitatore con cortesia, anche a quell’ora mattutina.

I due uomini entrarono e si identificarono come agenti dell’FBI. Poi, senza ulteriori spiegazioni, uno dei pistoleri acchiappò Ymaz e lo spinse contro il muro del suo ufficio. Qui mise, allo sconcertato giovane uomo, le mani sopra la testa, contro al muro.

Ymaz, che era vestito solo con la biancheria, non fece resistenza, mi disse durante una intervista a seguito del raid che pensò che forse l’FBI l’aveva preso per qualcun altro, – qualcuno che aveva commesso un crimine serio.

Nei seguenti cinque minuti, gli agenti, che possedevano tutti gli istinti che una volta, venivano lodati dal capo della Gestapo Heinrich Himmler, forzarono l’architetto a rimanere nella sua scomoda postura mentre loro frugavano tra i documenti della sua scrivania. Questi erano per lo più progetti di palazzi, rapporti di lavoro e istruzioni dei superiori di Ymaz riguardo alle ristrutturazioni che dovevano essere fatte al complesso Cedar.

Mentre erano occupati, un terzo agente si unì a loro e iniziò a martellare sul pavimento. Luis Ymaz si meravigliò di quale fosse lo scopo di questo sondaggio. Forse, rifletté, pensavano che gli Scientologist nascondessero droga o merce d contrabbando sotto al pavimento. Forse il nemico della chiesa gli aveva dato una falsa “soffiata” per imbarazzare il movimento. Era già successo prima, non una ma molte volte.

“Qui ci sono i progetti,” annunciò uno degli agenti dopo aver cercato in mezzo a tutti i fogli nella scrivania di Ymaz.

L’architetto ricorda che gli agenti che salirono da lui erano mentre lui era ancora appeso al muro chiesero al giovane di indicare il punto dove si trovava il suo ufficio nel gruppo di progetti che gli invasori avevano trovato.

“Lo feci chiesi di portemi rivestire. Mi venne permesso di farlo mentre un agente mi seguì nell’ufficio principale.”

A quel punto arrivò un quarto intruso, con un walkie talkie. Iniziò a fare domande a Ymaz riguardo alle strada che circondavano il complesso. Gli chiese se c’erano altri cancelli all’infuori di quello da dove erano entrati. Quali porte erano chiuse e chi aveva le chiavi? Voleva sapere anche dove conduceva la porta anti incendio e quante guardie c’erano nel complesso a quell’ora.

Dopo che Ymaz soddisfò la sete di conoscenza concernente le caratteristiche fisiche dei loro presenti confini, iniziarono a fargli domande personali che non avevano la più remota relazione con il preteso scopo della loro ricerca.

“Volevano sapere quale fosse la mia posizione con la chiesa, che occupazione avevo avuto in Messico; se in Messico molte persone sapevano della Chiesa di Scientology; dove avevo sentito per la prima volta su Scientology; da quanto tempo ero coinvolto con la chiesa; dove vivevo, e cosi via.

Alla fine della grigliata, Ymaz venne accompagnato fuori dal suo ufficio da uno degli agenti che portò una sedia e gli ordinò di sedersi nel corridoio mentre la ricerca nel suo ufficio continuava.

Alle 6.30 am, la prima ondata di agenti federali era penetrate al sesto piano del palazzo principale. Questa area del complesso era usata solamente come quartieri residenziali privati per lo staff della chiesa.

I residenti, quelli appena alzati e quelli ancora a dormire, furono spaventati nel sentire un gran rumore attraverso i corridoi fuori dalle loro stanze. C’erano urla chiassose e una marea di voci maschili in tutti i corridoi.

Gli agenti non si attenevano agli standard dell’ordine o della legge nella loro incursione. Aprivano le porte senza bussare e irrompevano nelle camere da letto dove delle persone o delle coppie sposate stavano dormendo o si stavano vestendo per la giornata. Allo stesso modo irruppero dentro ai bagni, dove degli Scientologist si stavano facendo la loro doccia mattutina.

In una o due occasioni, gli agenti vennero segnalati muoversi con più deliberazione. Aprirono porte con circostanza facendo capolino dentro, suggerendo agli Scientologist di nascondere i loro pipini.

Jenny Strasser, un membro della chiesa la cui privacy venne violata, ricordò in seguito in una dichiarazione giurata.

“Ero nella mia camera da letto con mio marito. In quel momento ero nuda e distesa sotto a un lenzuolo, e mio marito era in bagno. La porta della nostra camera da letto iniziò ad aprirsi lentamente, e quando fu tutta aperta, un uomo entrò nella stanza di colpo, tese qualcosa con la mano e disse, ‘FBI, stiamo eseguendo un mandato.’ “

Le camere dei Strasser erano situate al sesto piano lontane dall’ufficio Informazioni, l’area nominate nel mandato di perquisizione e nella dichiarazione giurata a sostegno.

Chris Linch, che lavorava come custode del Cedar arrivò nel corridoio tra il palazzo Lebanon e l’edificio principale del complesso, ignaro che ci fosse un raid in atto.

Come si avvicinò alla stanza delle comunicazioni telefoniche, si fermò come morto e fissò incredulo tre uomini che distruggevano una porta con mazze a due mani. Il suo primo pensiero fu che erano della compagnia telefonica, e che dovevano entrare nella stanza per una emergenza. Gridò:

“Hey, cosa diavolo state facendo?”

“FBI,” disse seccamente uno degli uomini. “Stiamo eseguendo un mandato id perquisizione. È lei l’incaricato qui?”

“Non ancora, sto arrivando adesso.”

“Ha la chiave di questa porta?”

“Si, ma prima che gliela dia, voglio vedere il mandato di perquisizione.”

Il gruppo d’assalto non aveva una copia del mandato. Informarono Linch che era “dietro l’angolo.”

Linch andò a consultarsi con un suo superiore su che corso d’azione intraprendere. Quando un po’ più avanti ritornò alla Stanza delle Comunicazioni, trovò la porta sfondata che stava socchiusa. Dentro la stanza, i pistoleri erano di già impegnati come Johnny il topolino a leggere i documenti della chiesa e a fotografare ogni cosa a parte la porta la porta danneggiata.

Il custode li lasciò al loro arduo compito e corse giù per il corridoio verso le porte a vetri che conducevano in un altra serie di uffici quando vide cinque altri agenti che si dirigevano in quella direzione con le mazze.

“Arrivai prima che potessero fare dei danni a quella porta,” disse più avanti con soddisfazione. “Ma non avevo le  chiavi degli uffici del MEAM e loro iniziarono a tirar giù la porta prima che qualcuno potesse recuperarle. Fecero a turno per fracassare la porta con le mazze a due mani fino a che cedette – poi andarono dentro e iniziarono a passare le casse di documenti. Aprirono gli schedari e tirarono fuori i documenti ed iniziarono a leggere i materiali. Andai via dopo che fui sicuro che non rompessero altre porte.”

Un altro Scientologist testimone del violento ingresso dichiarò: “Sembravano divertirsi a sventolare quelle mazze.”

Alle 7.00 am, l’orda degli incursori aveva preso controllo degli interi locali. Agenti stazionavano all’ingresso del complesso dove potevano creare guai a chiunque decidesse di entrare o di andarsene. I membri dello staff della chiesa venivano esclusi dai loro uffici o gli veniva ordinato di rimanerci dentro a seconda di chi era il capo del gruppo di ricerca in quella particolare area.

Membri della chiesa che non avevano nessuna relazione con il Guardian Office, coperto dal mandato, furono interrogati su questioni personali, qualche volta fotografati; e i loro nomi vennero scritti giù se decidevano di entrare o di lasciare il Cedar.

Gli agenti non avevano autorità statutaria di nessun tipo per imporre limiti sulle persone per entrare o lasciare I locali, e di controllare ogni singolo punto di accesso all’intero complesso.

Come l’avvocato della difesa Philip Hirschkopf ha osservato in seguito alla corte, fu seriamente una vera incursione al Quarto Emendamento.

“Prendono controllo di una intera struttura e poi indagano sulle affiliazioni religiose e gli affari con la chiesa, per poter permettere a qualcuno l’ingresso o l’uscita. Il magistrato, il neutro e distaccato magistrato, non pose quel limite. Quel limite venne imposto dall’FBI stessa.”

Anche cosi, gli Scientologist diedero all’FBI del duro lavoro da fare. Realizzando sensibilmente che erano senza speranza, fisicamente, per opporsi agli sgherri federali che avevano senza motivo, illegalmente e oltraggiosamente invaso la loro libertà, scelsero l’arma degli oppressi – la beffa e il sorriso.

I membri dello staff entrarono in azione in tutto il complesso. Come uno dei partecipanti me lo descrisse:

“C’erano 260 staff fuori dal palazzo che cantavano canzoni, con un suonatore di banjo che suonava come un pazzo; e persone tagliavano il prato e pulivano le rocce e lavavano il pavimento come matti. E c’erano queste incredibili corse con le scope – correvano avanti e indietro con le scope. Tante persone avevano un pezzo di lana d’acciaio, e stavano vicino al cancello, lungo la ringhiera dove gli agenti dell’FBI stazionavano e pulivano ostinatamente delle piccole macchie di ruggine. Uno diceva, ‘Oh, guarda! Hey Harry, vieni qua, c’è una piccola macchia.’ E la pulivano vigorosamente. Fischiettando nel frattempo – a soli 10 centimetri dalla faccia dell’FBI. E tutto questo alle 7 del mattino! L’FBI diventava matta. Gli agenti incaricati gridavano: ‘Ma cosa ci fanno tutte queste persone qui fuori!’

Questa scena tragic-comica richiama immediatamente alla mente un passaggio di Fulop-Miller, La Mente e il Volto del Bolscevismo, dove descrive come la gente in Russia trovava sollievo dall’oppressione del Cremlino con forza e tirannia in una crescente risata e ironia:

“Per primo, una persona sorrise, poi altri in numero crescente. Presto i sorrisi si unirono in una organizzazione mistica e alla fine l’ilarità si espanse in una incontrollabile elementare risata. La prima rivolta contro l’oppressione del Bolscevismo fu la ribellione dei disperati; sempre più di frequente l’ira nascosta divenne ironia, sempre più ad alta voce si gonfiò uno allegria perturbante, che minacciava di scuotere le stesse fondamenta dell’intera struttura autoritaria statale …”

Lo scenario degli Scientologist era una variante dello stesso tema. E proprio come i rossi padroni dispotici del Cremlino si trovarono senza difese contro “l’elementare esplosione di gioia dissolutrice del tutto,” cosi i federali “combattenti del crimine” che sciamarono nel complesso del Cedar erano impotenti contro il raptus delirante degli oppressi.

Minacce di metterli tutti sotto arresto per ostruzione di un ufficiale del Governo degli Stati Uniti nello svolgimento dei suoi doveri si perdevano in mezzo alle buffonerie della folla.

Né fu questa beffa esilarante l’unica ricompensa a cui gli Scientologist ricorsero. Un membro dello staff delle pubbliche relazioni della chiesa concepì un’altra idea brillante. Con le sue parole:

“Prendemmo sei-otto ragazze e le vestimmo al loro meglio – e le donne Scientologist sono belle, le mandammo giù alla cantina a prendere del caffè, con crema e zucchero. Misero queste cose su un vassoio, con della frutta fresca. Poi passarono in tutto il palazzo e quando un agente dell’FBI sfondava una porta con tutta la sua potenza, demolendo ogni cosa con le mazze, queste bellissime ragazze si avvicinavano, dicendo, “Vuole del caffè, signore?”

“Bene, gli agenti non sapevano cosa fare. Era totalmente al di fuori della loro realtà. Non avete idea. I tipi balbettavano: ‘Oh, caffè – hu – beh – io – hu…’

“E mentre servivano, le ragazze chiedevano piacevolmente, come se stessero facendo conversazione: ‘E’ la prima volta che avete fatto irruzione in una chiesa?’

Heber Jentzsch, Direttore delle Pubbliche Relazioni della chiesa, arrivò all’ingresso principale del Cedar verso le 7.45 am. Un uomo capace e pieno di immaginazione con un fiuto per il drammatico, era stato responsabile di alcune delle dimostrazioni di più successo per attirare l’attenzione sulla cattiva amministrazione del Governo dei cinque anni precedenti.

Come si avvicinò all’ingresso, notò che alcuni giornalisti stazionavano nell’area di fronte al cancello, evidentemente gli era stata rifiutata l’ammissione al complesso dall’FBI. Cinque uomini che indossavano dei tesserini di plastica con scritto “FBI” controllavano l’accesso al vialetto. Molti altri si stavano muovendo dentro e fuori dal cancello. Alcuni agenti avevano piccoli walkie talkie, e un uomo operava una unità di commutazione che li metteva in contatto con la centrale di comunicazione dell’FBI.

Jentzsch camminò fino ad uno degli agenti che monitoravano l’ingresso e chiese di entrare. Il tirapiedi federale era tutto fuorché lo stereotipo di Ephram Zimbalist, “l’immagine” cosi cara al cuore dell’ultimo Direttore. Piuttosto, aveva il vestito, si comportava e parlava – come il tipico poliziotto rude. La fondina a spalla che rigonfiava il suo cappotto blu lo identificava come un membro di ciò che gli Scientologist chiamavano la squadra di fuoco, e l’FBI la definiva “un gruppo di arresto.” Il suo viso aveva uno sguardo di assurda pomposità, che un paio di baffi rossi poco curati non faceva nulla per sminuirlo. La sua insolenza nella voce voleva intimidire quando rispose allo Scientologo.

“Lei chi è?”

Imperterrito della ferocia dell’uomo del governo, Jentzsch rispose: “Beh, chi è lei? Questa è la mia chiesa e non so lei chi sia.”

“Io non devo identificarmi, io sono dell’FBI.”

“Come faccio a saperlo?”

“Mi faccia vedere la sua carta d’identità.” Chiese l’agente.

“Mi faccia vedere la sua.”

Conformandosi alle regole del Bureau, l’uomo dell’FBI prese la sua carta ID da dentro la giacca e la sventolò in aria, poi velocemente la rimise in tasca.

Jentzsch protestò. “Aspetti un minuto; è stato troppo veloce. Non ho visto il suo nome. Ancora non so chi è lei.”

“Senti culo saggio,” disse l’agente, parlando da un lato della bocca. “Vuoi finire dentro?”

“Si, mi piacerebbe.”

“Quindi è meglio se ti calmi, uomo, perché questo show lo guidiamo noi.”

Jentzsch fece un cenno col capo verso il gruppo dei giornalisti che si affollavano vicino all’ingresso. “Ho alcuni amici qui dei media. Gli piacerebbe entrare per vedervi all’opera.”

“Non è permesso!” disse torvo all’obbiettivo tenuto da un cronista fotografo che stava sopraggiungendo, il cerbero federale aggiunse: “Porta quella macchina fotografica dentro e te la prendo e la rompo e prendo la pellicola e la sbriciolo. Hai capito?”

“Sono un ministro di questa chiesa e questo è il nostro palazzo, e io voglio che questo uomo entri e veda voi che fate il vostro lavoro.”

“Bene, lui non può entrare.”

“Quale legge dice che non può entrare?”

“Noi siamo la legge.”

Jentzsch si giro verso l’amico giornalista. “Mi piacerebbe che voi ragazzi entriate per vedere cosa sta succedendo. Ma come potete vedere – non posso farvi entrare.”

Scortato da tre agenti dell’FBI, il ministro di Scientology entrò nel complesso. Dentro la porta il cane da guardia pastore Tedesco, che precedentemente aveva accettato il cibo corrompente e disertato al nemico, ora abbaiava al solo componente del gruppo dei quattro uomini che apparteneva a giustamente quel luogo. Jentzsch si fermò per protestare.

“Goldie, non sono uno di loro,” spiegò, ma senza servire.

“Sapete, disse in seguito, “Per mesi a seguire, quel cane mi ha sempre abbaiato quando entravo dalla porta.”

Mentre Jentzsch entrava nella lobby dell’edificio principale, senti uno schianto di porte che venivano abbattute dai colpi delle mazze e degli arieti.

“Gli agenti stavano ridendo e si divertivano a rompere le porte,” dichiarò il ministro in seguito durante una deposizione giurata. “Andai dall’uomo in comando, Elmer Linberg, e chiesi che gli agenti venissero identificati. Lui mi disse che non dovevano essere identificati, che tutto ciò che dovevo sapere era il suo nome, dato che era lui l’incaricato. Fu molto fermo sul fatto che nessuno degli agenti venisse identificato.”

Se la polizia segreta che stava demolendo le proprietà della chiesa non si volevano identificare, il Reverendo Jentzsch pensò che il modo migliore per redigere una infrazione di chi era entrato sarebbe stata quella di fotografare i sabotatori dal cuor leggero al lavoro.

Discusse questa cosa col Reverendo David Butterworth, che era l’incaricato dello staff del Cedar che immediatamente approvò.

“Mandò tutto il suo staff al piano superiore e questi ritornarono con 25 macchine fotografiche, in un attimo,” il Reverendo Jentzsch in seguito asserì. “Mandammo molte persone a comprare della pellicola extra. Poi trovammo altri quattro o cinque ragazzi che possedevano un registratore. Scesero coi registratori e li mandammo dentro al complesso. L’FBI li rimandò indietro, e noi li rimandammo dentro. E andò avanti cosi. Ma registrammo del materiale interessante lo stesso.”

Alle 8 am, Henzel Boyer, un venditore di uova, si fermò col suo furgone fuori dall’ingresso del complesso del Cedar, per consegnare un ordine. Era all’oscuro che c’era una incursione in progresso fino a che due agenti dell’FBI gli chiesero di identificarsi. Lo interrogarono riguardo al suo lavoro, le sue relazioni personali, se mai ne avesse avute, con Scientology, e cosi via.

Sulle proteste di Boyer, gli agenti fecero una perquisizione del suo furgone, benché non avessero un mandato di perquisizione e tanto meno autorità legale per farla.

Dopo che l’uomo delle uova fece la sua consegna al complesso, venne sottoposto ad un altra perquisizione prima che gli fosse permesso di andarsene.

Cinque agenti dell’FBI, uno che trasportava una mazza e un altro un piede di porco, si fermarono davanti a una porta chiusa vicina al Bureau delle Informazioni della chiesa nel palazzo principale. Uno degli agenti provò ad entrare e scoprì che la porta era chiusa a chiave. Girandosi verso uno Scientologo che aveva seguito gli incursori, per tutto il corridoio, chiese:

“Cosa c’è dentro?”

“E’ solo la stanza delle pitture,” gli disse il membro dello staff sinceramente. “Non c’è nulla dentro, solo secchi di vernice.”

“Ah, si?” l’agente in carica guardò lo Scientologo senza alterare il freddo ghigno di cinismo che aveva nell’angolo della bocca. “Sfondala!” ordinò.

L’uomo dalle braccia muscolose, atleta biondo dagli occhi blu, indossava un vestito blu scuro da uomo d’affari, caricò e mise a segno un potente colpo di mazza.

Il primo colpo rimbalzò sul solido pomello come se fosse fatto di roccia. Era una porta robusta. L’agente incaricato annuì consapevolmente.

L’uomo del governo muscoloso continuo a piroettare la pesante mazza. Dopo ogni colpo sobbalzante, un altro membro del gruppo provò a controllare se la porta si apriva. Il pomello dovette essere fatto saltare completamente dal pannello prima che la porta cedesse.

“Okay, fatevi indietro!” ordinò il capo gruppo, precipitandosi all’interno della stanza. Guardandosi intorno, ordinò: “Fermi tutti.”

Intorno a lui c’era un secchio di vernice pieno di sporcizia, un telone con gocce di vernice e pezzi di carta.

Era il contenuto totale della stanza. Tuttavia, mentre gli altri agenti irrompevano dopo di lui, il capo degli agenti gli ordinò di “impolverare tutta la stanza.” (per le impronte).

Fu un atto di imbecillità cosi bizzarro che un membro dello staff della chiesa che aveva osservato tutta l’operazione, scosse la testa incredulo.

“Dio, Oh Dio!” esclamò. “Non è vero. È totalmente pazzesco!”

Andò via disgustato, lasciando l’agente speciale ad eseguire il suo mandato di perquisizione tra secchi di vernice, stracci gocciolati e rifiuti sparsi sul pavimento.

Ian Shillington, un impiegato della chiesa, fu assegnato dal suo superiore a un conteggio degli agenti ingaggiati nel raid al Cedar. Era vestito ordinatamente in giacca e cravatta  e a prima vista poteva facilmente essere preso per uno degli incursori.

Con un clipboard in mano iniziò a enumerare attentamente I detective federali che cercavano negli uffici e nelle stanze del complesso. Mentre si muoveva lungo un corridoio, osservò che in quel momento gli agenti gravitavano tutti verso una stanza. Si avviò con gli altri e li seguì dentro a una grande stanza dove erano assemblati per un briefing di Elmer Linberg, il direttore delle forze d’assalto dell’FBI.

“Bene, uomini, questo è quanto,” disse ai pistoleri. “Se qualcuno vi chiede perché siete qui, voi state cercando dei documenti rubati al Governo. Ora ciò che dovete realmente cercare sono tutti i file sull’FBI, l’IRS, l’associazione medica o il BBB (Better Bussiness bureau).”

L’infiltrato Scientologo scrisse tutto. Un agente dell’FBI li vicino gli chiese: “Cosa stai facendo?”

“Sto solo prendendo appunti,” replica Shilling.

“Oh, vedo,” disse l’agente. Sembrò soddisfatto di questa spiegazione, credendo senza dubbio che l’impiegato della chiesa fosse parte del gruppo di federali.

Elmer Linberg, tuttavia, venne anche lui attratto dal giovane uomo che prendeva nota. I suoi occhi si soffermarono brevemente sull’intruso, prima di chiedere:

“Chi diavolo sei?”

“Oh, sono solo qui che prendo appunti.”

“Non sei uno di noi.”

“No, sto solo prendendo appunti.”

“Portate quel figlio di puttana fuori di qui!” irruppe l’agente speciale incaricato. Shillington venne scortato alla porta.

I giornalisti continuavano ad arrivare, solo per venire informati all’ingresso che non potevano entrare nel complesso fino a che il raid era in corso. Furono ridotti a prendere le informazioni che potevano dagli agenti federali dell’FBI che stazionavano fuori dai locali, e da uno all’altro di loro.

Quando il reporter Leo McElroy del Canale 7 di Los Angeles arrivò con la sua troupe per I filmati, chiese a uno degli Scientologist all’ingresso per il Reverendo Jentzsch, che, sapeva, essere il collegamento per i media, se poteva farlo uscire per parlare con i componenti affamati di notizie del Quarto Potere.

Il Rev. Jentzsch costretto dalla sua consueta genialità – e intraprendenza. Dopo caldi saluti di benvenuto ai nuovi arrivati, e con un occhio armato verso il direttore della forza d’assalto, Elmer Linberg, che stava non molto lontano, disse:

“Certo che mi piacerebbe vedervi entrare dentro dove c’è l’azione.”

“Beh, da ciò che ho capito dal mio cameraman non ci lasceranno entrare,” gli disse Leo McElroy.

“Si, questa è la scena,” convenne il Rev. Jentzsch. “Ma c’è Mr. Linberg, che l’incaricato.” Poi, alzando la voce, “Mr. Linberg, perché non viene qui e noi due assieme non dividiamo la telecamera per discutere la situazione.”

“Non verrò vicino a lei!” sbuffò il direttore del raid dell’FBI. “Non ho nulla da dire a voialtri.”

Il Rev. Jentzsch allargò le braccia rassegnato e si indirizzò al giornalista televisivo ancora una volta. “Ah, questo non è bello Mr. Linberg non verrà.”

“Capisco, Rev. Jentzsch,” disse McElroy. “Ma facciamo lo stesso una intervista.”

La troupe televisiva preparò la macchina da presa, e I portavoce della chiesa aveva tutto il campo libero per sé. Fece un resoconto accurato e diretto di ciò che stava succedendo, mentre l’agente dell’FBI restò un burbero spettatore.

Dopo l’intervista, mentre la troupe stava mettendo via l’attrezzatura, il reporter TV prese il Rev. Jentzsch da parte.

“Senti,” disse, “Ho parlato ad un pao di agenti dell’FBI. A loro non piace Elmer Linberg. Mi hanno detto che ciò che fa impazzire Linberg è se lo si chiama Elmer. E hanno detto di non far sapere chi ha fornito l’informazione.”

“Grazie davvero,” disse il Rev. Jentzsch con un genuino entusiasmo, e partì da lì.

Per il resto della giornata, un sempre più crescente numero di Scientologist si indirizzavano all’agente speciale incaricato usando il suo nome di battesimo.

“Gli chiedevo,” disse il Rev. Jentzsch, “gentilmente, naturalmente, ‘Elmer, mi può dire sotto quale legge opera?’ Era un tale somaro, sapete, inveiva delirante minacciando la gente. Una volta, suonò il telefono dell’area della lobby e io risposi. Qualcuno voleva parlare con Elmer Linberg – sul nostro telefono, con tutti i mezzi di comunicazione che avevano e il tremendo sistema di supporto. Dissi ad un agente dell’FBI che stava vicino, ‘Chiama Elmer; lo vogliono al telefono!’ e il tipo ridendo gridò, ‘Elmer è voluto al telefono!’

“Più tardi quel giorno, mi stavo preparando per entrare in uno degli uffici ed ero vicono all’ingresso. Dissi, ‘Elmer, posso parlarle per un minuto?’ era livido. Si aggrappò alla porta e me la chiuse in faccia, cosi non potei entrare. Mi fronteggiò a tre centimetri dal viso e disse tra i denti, ‘La smetta di chiamarmi Elmer!’ dissi, ‘Okay, Elmer; ogni cosa che desidera. Guarda, le dico cosa faremo. Lei mi può chiamare Heber e io la chiamerò Elmer.’ “

“No,” ringhiò il pistolero, “Io la chiamo Heber e lei mi chiamerà Mister Linberg!”

Il ministro Scientologo aspettò che l’agente Linberg togliesse il suo piede che stava bloccando la porta, poi continuo a modo suo, dicendo da sopra la spalla mentre entrava nella stanza “Okay, Elmer.”

Il capo dell’FBI esasperato lo guardò con cipiglio pesante, e mormorò:

“Le raddrizzerò il suo gesto!”

Il custode del Cedar, Christopher Lynch, accompagnò 5 agenti dell’FBI mentre forzavano la loro via dentro agli uffici del primo piano che contenevano gli archivi dei documenti del confessionali religiosi della chiesa. Erano file altamente confidenziali pertinenti le consulenze spirituali sulle vite private dei membri della chiesa. Non erano nemmeno remotamente collegate agli obiettivi della ricerca dell’FBI e si presumeva fossero protetti dal Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti.

Gli agenti rimasero sbigottiti per l’enorme ammontare di folder che gli stava di fronte.

“io sicuramente non vorrei essere quello che dovrà esaminarli tutti e poi rimetterli a posto in ordine alfabetico,” commentò uno degli invasori.

Gli impiegati della chiesa gli spiegarono che questi erano i folder delle consulenze e che la chiesa agiva semplicemente come custode per i membri.

Visionando il massiccio accumulo, uno degli agenti chiese da quanto tempo la chiesa forniva questo servizio per I parrocchiani.

“Fin dal 1950,” gli disse Linch.

Benché fossero pienamente informati della natura e del contenuto legalmente protetto dei documenti, due degli agenti iniziarono a leggere il materiale. A causa della terminologia usata nei rapporti – termini peculiari a Scientology – si trovarono in difficoltà. Dopo aver sfogliato alcuni documenti, gli agenti iniziarono a rimettere i folder al loro posto.

“Avete trovato ciò che stavate cercando?” gli chiese Linch.

“No,” disse uno dei ricercatori, “non sono riuscito a leggere il maledetto materiale.”

“Lasciarono il palazzo dei servizi un po’ insoddisfatti,” relazionò più Avanti il custode testimone.

Anche altri agenti che conducevano intense ricerche da altre parti, tra gli uffici della chiesa, incontrarono dei documenti confessionali, ma fecero su di essi esami più esaurienti.

Secondo Marc Ingber, circa 15 uomini che avevano il cartellino dell’FBI presero e ricercarono intensamente nel suo ufficio e in quelli adiacenti. Guardavano sistematicamente dentro agli oggetti personali, lettere e corrispondenza nei cassetti della scrivania e lessero molti folder confessionali, incluso quello della moglie di Ingber, anche se vennero informati che la chiesa stava lottando per mantenerli confidenziali.

In una dichiarazione giurata successiva, Marc Ingber aggiunse: “Osservai anche un altro uomo dell’FBI che guardava nei contenuti di uno schedario di un ufficio adiacente il mio. Guardò al file etichettato “Jazz” e ad un altro etichettato “Cosmic.” Disse, ‘Questo sembra interessante.’ (Cosmic e Jazz sono dei codici telex usati nelle comunicazioni d’affari della chiesa.)

“Quest’uomo portò il file all’uomo che sembrava l’incaricato e chiese se doveva prenderli. L’uomo incaricato gli disse: “No, abbiamo già tutti i loro codici.’ Il capo del Team quindi disse ad un altro uomo di prenderli e gli chiese se fossero stati da prendere.

“poco dopo ritornarono e un uomo dell’FBI disse che li avrebbero tenuti. Gli chiesi di mostrarmi in che punto del mandato erano listati questi materiali, tirò fuori una lista fotocopiata lunga sei pagine e disse:

“Noi abbiamo sempre una clausola prendi-tutto per coprire ogni cosa che vogliamo prendere.”

Questo ampliamento del mandato di perquisizione venne confermato più tardi dall’agente dell’FBI Francis Calley, che, come l’assistente N°1 dell’Agente Speciale incaricato, rimase presente dall’inizio alla fine del raid. Testimoniando in tribunale, l’agente Calley ammise:

“Venne ordinata una ricerca frettolosa degli interi locali per localizzare qualsiasi area dove c’erano documenti.”

L’uso della parola “frettolosa” da parte dell’uomo del governo per descrivere l’esplorazione confusionale durata 21 ore durante la quale gli agenti scrutinarono un milione di pezzi di carta, fa sembrare la “licenza poetica” un rigido termine matematico di paragone.

L’agente Calley sembrava avere una predilezione per delle grossolane attenuazioni. Durante una testimonianza seguente in tribunale, si riferì ai 156 agenti che presero parte al raid del Cedar, come a “diversi agenti”.

Un agente dell’FBI che aveva un walkie talkie sentì un uomo delle pubbliche relazioni della chiesa che stava organizzando una conferenza stampa per informare tutti I media sul raid. Immediatamente riportò al posto di comando dell’FBI:

“Stanno organizzando una conferenza stampa. Stanno organizzando una conferenza stampa alle 2 del pomeriggio.

“Bene, dov’è?”

“E’ al Club Dei Giornalisti di Los Angeles.”

“Bene, manda un uomo là.”

“Si, signore.”

Questo scambio tra il ficcanaso e l’FBI venne sentito dallo Scientologo che era stato ficcanasato. Fece mente locale di controllare per l’intruso che sarebbe stato mandato ad infiltrare la conferenza stampa.

Appena arrivato al Club dei giornalisti, tuttavia il rappresentante della stampa della chiesa scoprì che la “talpa” dell’FBI era già stata notata.

“Fu molto divertente,” ricordò lo Scientologo in seguito. “Tutti i ragazzi dei media si stavano salutando tra di loro – ‘Ciao, Joe, come stai? Hey, che bello rivederti, Leo; grande, uhu? E tutti stavano parlando ed erano in comunicazione, e c’era questo tipo che stava nel mezzo del Club di Los Angeles da solo, in giacca e cravatta con gli occhiali scuri. E nella tasca aveva una di quelle unità radio, che si vedeva.

CONTINUA

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10 commenti leave one →
  1. spartacus permalink
    23 maggio 2011 8:24 PM

    Caro Orlando,
    bello il tuo Avatar.

    Riguardo a DM penso che non dovremmo dargli tanta attenzione. Cosa abbia fatto o non fatto sul Ponte non è poi così rilevante come non è rilevante per chiunque. Quello che conta sono le AZIONI che uno fa e le intenzioni che le precedono.

    Fiorisci e prospera Orlando e non preoccuparti…..prima o poi verrà la sua ora.

    SPARTACUS

    • Orlando Furioso permalink
      23 maggio 2011 9:04 PM

      Grazie Spartacus.
      A me sinceramente non mi interessa di DM,prima o poi(meglio sicuramente PRIMA) verrà certamente la sua ora.
      Sto solo cercando di far mettere l’attenzione di chi legge il blog e che vuole informarsi,su situazioni a me e agli indi molto reali riguardo al loro caro leader.
      Se lui fosse veramente uno scientologist sarebbe come minimo OT8 visto che è il capo della baracca.
      Poi come minimo se avesse raggiunto veramente gli ep di quel livello,sarebbe una persona BUONA e con un ARC ai massimi livelli no??
      Ma x favore…..l’unico esempio che da e che tantissimi OT ciechi come orbi stanno seguendo è la ricerca di $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$.GRAN SOLDONI….GRANDI BUSINESS!!!
      E il più delle volte usando maniere subdole,minacce,coercizioni e chi più ne ha più ne metta.
      Mi fanno solo una gran pena quelli che ancora credono che le policy di LRH postate nel loro gran bel sito etica e verità,siano di RON.
      Ma che si rileggano il rapporto Green prima parte oppure la storia di
      Robert
      Vaughn Young.’
      Eccovene un stralcio;
      Nella Sezione 29 di questa Dichiarazione Giurata si legge:
      “Ho conoscenza personale che del materiale venne scritto e pubblicato con il nome di L.
      Ron Hubbard che non era stato scritto da lui. Mentre lavoravo ad ASI, io personalmente ho
      scritto del materiale per essere pubblicato con il suo nome ed ho fatto questo per parecchi
      anni. Queste cose andavano dal semplice messaggio che doveva essere mandato ai vari staff
      delle organizzazioni ad event tipo il suo compleanno o per una vacanza, sino al comporre
      intere direttive che venivano pubblicate a suo nome. In questi casi, questo veniva fatto
      senza che lui lo sapesse e senza il suo consenso. La direttiva che ho scritto aveva a che fare
      con la policy di Scientology riguardante la “Disconnessione”. L’ordine di farlo venne da
      David Miscavige. Miscavige disse che dovevamo ripristinare la Policy della Disconnessione e
      che io dovevo scrivere una policy che riguardasse quello. La scrissi e passò attraverso
      parecchie revisioni. Non venne mandata ad Hubbard per la sua approvazione, ma venne
      pubblicata nella Chiesa di Scientology. Voglio anche far notare che al tempo non stavo
      lavorando per la Chiesa di Scientology, ma lavoravo per una società che aveva scopo di
      lucro (n.d.t. ASI ovvero Author Services INC l’organizzazione diretta da Miscavige mentre
      era in carica dello Special Project).”

      FIORIAMO E PROSERIAMO….certamente,ma non mi va ancora giù che altri scientologist non lo possano fare.
      E comunque anche se per ora molti di loro continuano a credere alle linee ufficiali e a sostenerle,sono loro che si ritroveranno comunque a fare una vita da schiavi,a pagare cifre esorbitanti x il bridge,fare donazioni x le org ideali,ecc.ecc e ritrovarsi senza nulla in cambio.
      Ma si tanto questi scientologist se lo possono permettere,sono miliardari ed hanno soldi da buttare e vedrai che nel giro di un anno sono tutti OT8!!!
      Ma va la va la va la…..e poi credono alla gran cazzata che si fà auditing via skipe ha ha ha ha ha!!!
      ML a tutti

  2. Diogene permalink
    23 maggio 2011 11:52 PM

    Dal momento in cui la prima diventa seconda e la seconda diventa terza, l’essere umano scopre il meccanismo del withold mancato…

    Da sempre intere società (e, per estensione, l’umanità intera) si controllan0 vicendevolmente col ricatto…

    Basta fissare delle regole…farle accettare…farle trasgredire…

    Le regole, comunque. sagge o arbitrarie, non reggono ai tempi e agli eventi… e l’uomo, che è fondamentalmente buono, si ritrova nel vortice della sequenza overt/motivatore… una pacchia per preti, profittatori ed implanters… loro stessi travolti, da tempo immemorabile, nella stessa spirale discendente, che vorrebbero risalire aggrappandosi alle anime degli altri…

    Mente chiara… Mani pulite… Coraggio-&-Competenza…
    Si può tentare…

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