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TIME TRACK 5 DA SPIATI A SPIE A …. SPIONI

12 maggio 2011

Spie, infiltrazioni, azioni sotto copertura, documenti e tessere false del governo ! Questo è quello che succedeva negli anni settanta e quello che il Guardian’s office aveva messo in atto allo scopo di scoprire cosa stesse facendo il governo per bloccare l’espansione di Scientology. Certo i mezzi utilizzati erano completamente illegali ed hanno fatto in modo che poi la cosa si ritorcesse contro la Chiesa. Ecco a cosa ha portato l’Operazione SNOW WHITE. James Bond al confronto è un dilettante.

CAMILLO BENZ

GIOCARE SPORCO

Omar Garrison

Capitolo 6

L’Incredibile Capriola

TRADUZIONE A CURA DI

SIMON BOLIVAR

Era una operazione super-segreta che sarebbe inimmaginabile alla maggior parte della gente. Un ufficiale del Governo commentò con timore che avrebbe dato lustro ad un servizio di spionaggio di uno dei principali paese civilizzati. Eppure, venne concepito e portato avanti da un piccolo gruppo di Scientologist decisi a salvare la loro chiesa da ciò che percepivano come una minaccia fatale alla loro mera esistenza da parte di una cospirazione di tutte le agenzie del governo federale.

Non sono stato capace di sostanziare e nemmeno di  trovare prove contrarie di tutti i presunti dettagli dell’eccezionale temerarietà; così semplicemente riporto qui i resoconti ufficiali del governo, che gli Scientologist non hanno negato ma tantomeno riconosciuto essere veri.

Forse il miglior punto in cui penetrare la scena sarebbe nei primi del 1975, quando Jane Kember, il Guardian Worldwide della chiesa, pubblicò un ordine (identificato come GO 1361), che delineava un programma di azione contro l’Internal Revenue Service (IRS).

Il progetto, stando alle asserzioni governative, doveva includere cause nei tribunali, una campagna di pubbliche relazioni, e l’infiltrazione nella divisione di spionaggio dell’IRS, nello staff dei servizi speciali, e nell’ufficio del Capo Consigliere degli Agenti Sotto Copertura.

Gli agenti del Guardian’s Office agendo sotto copertura dovevano ottenere fotocopie e fare fotografie di tutti gli archivi riguardanti la Chiesa di Scientology e il suo fondatore, che non erano stato consegnate quando vennero richieste tramite il FOIA. Doveva essere una sorta di capriola dietrofront in cui gli spiati a loro volta diventavano delle spie.

Gli obiettivi della direttiva GO 1361 includevano l’ufficio Nazionale dell’IRS a Washington D.C., e gli ufficiali del distretto di Los Angeles e Londra.

In conformità con l’ordine, il Guardian Office di Los Angeles, nell’estate del 1974, decise di reclutare uno Scientologist “fidato e molto ben inserito,” per cercare impiego presso l’IRS di Washington D.C., per poter avere accesso agli archivi di quella agenzia

Tuttavia, fu solo ad Ottobre, che Cindy Raymond, un Senior staff member del Bureau di Informazioni del Guardian’s Office di Los Angeles, informò Micheal Meisner, Assistente Guardian per le Informazioni di Washington, che aveva trovato uno staff idoneo per quel posto. Il suo nome era Gerald Wolfe, e sarebbe andato a Washington per fare domanda per essere assunto come impiegato all’IRS.

Nonostante il calo all’epoca nelle assunzioni nazionali per gli impiegati governativi, Wolfe ottenne il lavoro di impiegato dattilografo nella Divisione della Riscossione Tasse il 18 Novembre 1974.

Come agente segreto, comunque, il giovane Wolfe non fu un immediato successo. Riportò ai suoi superiori di non essere stato capace di avere accesso ai documenti che gli erano stati ordinati di ottenere.

Per poter stimare la difficoltà della missione e per far vedere al giovane Wolfe come doveva comportarsi, si fa per dire, Micheal Meisner e Mitchell Hermann (l’ultimo di questi Direttore del Ramo I del Bureau d’Informazione) entrarono nel palazzo dell’IRS alle 4 p.m. di un giorno infrasettimanale, e rimasero dentro fino alle 7 p.m. a quel punto, entrarono in un ufficio del Ramo Organizzativo Esenzioni al settimo piano e si appropriarono degli archivi su Scientology che erano all’interno di uno schedario.

Gli archivi “presi a prestito” vennero portati al Guardian Office di Washington D.C., dove vennero fotocopiati. Il giorno seguente, Hermann li rimise nello schedario dell’IRS senza che fosse scoperto.

Quindi telefonò a Duke Snider, Vice Guardian Informazioni (per gli USA), e lo informò dell’operazione segreta. Puntualizzò di aver provato in modo conclusivo come fosse facile ottenere documenti dagli archivi dell’IRS.

In un altra audace missione dai ruoli invertiti contro l’agenzia, Hermann entrò nel palazzo dell’IRS e sistemò dei dispositivi elettronici per le intercettazioni nella sala conferenze del Consigliere a capo dell’ufficio, dove dei grossi Ufficiali del Servizio Entrate dovevano tenere un importante meeting strategico concernente la Chiesa di Scientology.

Al mattino quando la conferenza doveva essere convocata , Hermann prese una spina elettrica multipla contenete un trasmettitore in miniatura e la piantò in una presa del muro della stanza dove si doveva tenere la discussione di alto livello.

Quindi lasciò il palazzo ed aspettò dentro ad un auto parcheggiata in un viale dello Smithsonian Institute, di fronte al palazzo dell’IRS, Hermann e un altro Scientologist che si faceva chiamare Don Alverzo, il quale aveva comprato il congegno per le intercettazioni a Los Angeles, monitorarono l’intero meeting attraverso la radio FM della loro auto. Registrarono anche su nastro la riunione.

Dopo che la felice compagnia finì, Hermann entrò nuovamente nella sala conferenze e rimosse l’attrezzatura per le intercettazioni. Si portò via anche alcune note, e l’agenda del meeting, che i partecipanti avevano per sua fortuna dimenticato.

Il team sotto copertura di Meisner, Hermann e Wolfe continuò con le incursioni per appropriarsi degli archivi dell’IRS. Un messaggio telex datato 4 Dicembre 1974, da Dukle Snider a Mo Budlong, Vice Guardian per le Informazioni Worldwide, riportava che lui e i suoi associati avevano ricevuto due spedizioni di documenti “di circa 25 cm di spessore” – da Hermann e Wolfe a Washington.

A Wolfe fu ordinate da Hermann di continuare a cercare degli archivi nell’ufficio di Barbara Bird, un avvocato dell’IRS della Sezione Cause di Rimborso. Successivamente, Wolfe trovò un modo per entrare nell’ufficio dell’avvocato Bird, dal quale prese molti documenti relativi a Scientology. Li fotocopiò utilizzando una macchina Fotocopiatrice Xerox del palazzo dell’IRS, quindi rimise a posto i documenti originali. Molti, se non quasi tutti i documenti erano quelli che Bird aveva acquisito dal precedente avvocato dell’IRS, Charlotte Murphy. (Si tratta della stessa Charlotte Murphy che, con il suo collega June Norris, informò Shirley Foley del Dipartimento USA per il Lavoro che Scientology faceva “uso rituale di LSD ed elettroshock”, e aveva sparato, “ma non ucciso” membri di famiglie in diverse parti degli USA).

Micheal Meisner, che aveva diretto l’operazione di Washington, assemblò i documenti fotocopiati, sottolineò quelle porzioni che credeva fossero importanti per gli alti ufficiali della chiesa, e riscrisse quelle che erano parzialmente illeggibili o scritte a mano. Quindi distribuì il materiale ottenuto sotto copertura, assieme a un memorandum di copertura, attraverso l’Assistente Guardian per il Distretto di Columbia, ai suoi superiori a Los Angeles e a Mary Sue Hubbard.

Nell’estate del 1975, venne ordinata a Wolfe di monitorare e di ottenere documenti di Scientology dagli archivi degliUffici Organizzazioni Esonerate. Di conseguenza, controllò ognuno di questi uffici ogni settimana, accuratamente come un pescatore di aragoste controlla le sue pentole. Tra i documenti che revisionò e fotocopiò c’erano quelli di Jeanne Gessay, capo dirigente della Sezione Uno, e dei suoi associati, Muriel Moritz; Assistente Commissario Alvin Lurie; Vice-Commissario Theodore Rademaker; Assistente Speciale dell’Assistente Commissario, Charles Rumph; Consulente Tecnico Howard Schoenfeld; e Direttore Joseph Tedesco.

L’Agente Wolfe, che all’inizio non riusciva nemmeno a trovare la strada per il bagno degli uomini, era diventato nel frattempo più famigliare con i file dell’IRS su Scientology di quanto non fosse il personale dell’agenzia stessa. Le sue acquisizioni furono veramente prodigiose. Durante i primi mesi del 1975 solamente, i documenti che localizzò e fotocopiò totalizzavano 5 metri in altezza.

Questi documenti provenivano tutti dalle stanze dell’ufficio del Capo Consigliere dell’IRS

(Il fatto che una divisione dell’IRS potesse avere cosi tanto materiale nei loro archivi concernenti la Chiesa di Scientology è sufficiente in se stesso a far alzare le sopracciglia di tutti eccetto quelli più stupidi).

In un CSW (Complete Staff Work) datato 7 Maggio 1975, mandato al Vice-Guardian per le Informazioni Worldwide Mo Budlong, l’executive della chiesa Greg Willardson informò i suoi superiori che l’ammontare dell’enorme mole di documenti raccolti aveva creato una crisi nel Bureau delle Informazioni, creando un rallentamento nel processo di raccolta, che doveva essere urgentemente eliminata. Spiegò che quasi 15.000 documenti erano stati inviati senza la solita analisi e scrematura per poter velocizzare il processo.

Uno degli obiettivi dell’ordine 1361 del Guardian era la Divisione Tasse del Dipartimento di Giustizia USA. Micheal Meisner, che dirigeva le attività di copertura, scoprì che gli uffici erano localizzati nello Star Building n° 1101 sull’11^ Street, N.W. ottenne una guida del Dipartimento di Giustizia e identificò all’interno della Divisione Tasse quegli uffici che potrebbero aver avuto documenti relativi alla Chiesa di Scientology.

Quindi orientò Wolfe riguardo alla loro posizione al quarto piano del palazzo, e lo istruì per ottenere delle copie di tutti i documenti concernenti Scientology.

Nei tre sabati successivi quindi, Wolfe entrò nello Star Building, usando la sua carta di identificazione di impiegato dell’IRS. Localizzò dodici archivi separati pertinenti alla chiesa, che fotocopiò su una macchina Xerox dentro agli uffici della Divisione Tasse. Dopo ogni entrata, i documenti rimossi vennero girati a Meisner, che Wolfe incontrò al Lums Restaurant nella vicina Arlington, Virginia.

Un altro compito ancora che Gerald Wolfe porto a termine durante la sua breve ma intensa carriera di agente sotto copertura fu la ricerca dell’archivio di Charles Zuravin, un avvocato che rappresentava l’IRS nelle sue battaglie legali contro la divulgazione dei documenti di Scientology sotto l’egida dell’Atto per la Libertà di Informazione.

Wolfe fece una serie di ingressi dentro gli uffici di Zuravin tra Luglio e Novembre del 1975. Vennero rinvenuti un numero sostanzioso di documenti e furono fotocopiati, come le altre volte, usando una macchina Zerox convenientemente situata sul posto. Come successivamente il governo utilizzò come prove e sottolineò scioccamente in seguito:

“Naturalmente, tutto questo fu fatto senza permesso.”

Mentre Wolfe compiva con successo le sue gesta impressionanti di raccolta dati in maniera non autorizzata, altri agenti della sicurezza della chiesa stavano eseguendo le loro operazioni sporche in altre agenzie federali. Queste includevano una giovane donna attraente chiamata Sharon Thomas, al lavoro presso lìUfficio di Spionaggio della Guardia Costiera; e un’altra, Nancy Douglass, che era riuscita ad entrare nella DEA: Drug Enforcement Administration.

Nel Dicembre del 1975, l’ufficiale per la raccolta informazioni Cindy Raymond, sviluppò un piano che richiedeva l’acquisizione di documenti dell’Interpol riguardanti la Chiesa di Scientology, che non erano stati dati alla chiesa dalle agenzie Governative quando furono richieste attraverso il FOIA.

(L’Interpol è l’organizzazione di polizia criminale internazionale, una lega semi-privata di agenti per l’imposizione della legge su 125 paesi in tutto il mondo, la cui adesione è sponsorizzata dai loro rispettivi governi. Essenzialmente, l’organizzazione è una stanza di compensazione delle informazioni attraverso un network internazionale di comunicazioni, il quartier generale è appena fuori Parigi, Francia. L’Interpol è completamente autonoma; non risponde delle sue politiche e delle sue azioni a nessun governo nazionale e tantomeno al potere sovrano. Durante gli anni della guerra, operava sotto al controllo della Gestapo di Hitler; e fino al 1972, il suo presidente era un precedente ufficiale Nazista della S.S. al momento non ci sono istruzioni che limitino il tipo e tantomeno l’ammontare delle informazioni che possono essere diffuse alle polizie straniere sui cittadini USA, incluse quelle dei suoi membri del blocco comunista.)

Per attuare il programma di ottenere il materiale dell’Interpol, Meisner decise di assegnare un agente sotto copertura all’ufficio dell’avvocato del Dipartimento di Giustizia Paul Figley, che rappresentava il Governo nella causa con la chiesa per la Libertà d’Informazione contro il Bureau dell’Interpol. A quel fine, istruì Sharon Thomas di lasciare il suo posto nell’’Ufficio di Spionaggio della Guardia Costiera e di cercare impiego nel Dipartimento di Giustizia.

D’accordo, la Thomas diede le dimissioni dalla Guardia Costiera degli USA il 28 Febbraio 1976, e poco dopo ottenne un lavoro come segretaria in un ufficio sullo stesso corridoio di quello di Paul Figley.

Meisner fu in grado di istruire Thomas sulla disposizione generale dell’ufficio di Figley perché lui e Wolfe avevano già fatto un ingresso clandestino nei locali due mesi prima. Avevano copiato documenti dai file di Paul Figley e Jeffrey Axelrad. Quest’ultimo era un altro avvocato della Divisione Civile d’Informazione e Unità per la Privacy.

Nelle due occasioni che Meisner e Wolfe avevano “revisionato” i file di Figley, erano entrati nel palazzo del Dipartimento di Giustizia durante le ore di lavoro usando la carta d’identificazione dell’IRS di Wolfe. Attesero nella libreria principale del Dipartimento facendo “ricerche legali” fino a che gli uffici chiusero alle 5.30 p.m. Quindi procedettero all’ufficio dell’avvocato Figley. Il resto fu facile come rubare le caramelle a un bambino. La porta dell’ufficio era aperta, e dentro c’erano file di Scientology ovunque – sulla scrivania di Figley, sullo stipite della finestra, nei suoi schedari aperti.

Meisner portò I file che gli interessavano alla macchina fotocopiatrice su al quarto piano del palazzo, fotocopiarono i documenti con la Zerox in metà tempo. Quindi riportarono gli originali nei rispettivi luoghi da dove erano stati rimossi.

Non fu molto dopo che Sharon Thomas ottenne l’impiego dall’altro lato dell’ufficio di Paul Figley che divenne una visitatrice abituale nelle ore dopo il lavoro dei file copiosi del suo vicino. Fu un lavoro gratificante. Figley era stato assegnato al trattamento dei casi che coinvolgevano la CIA; l’Ufficio Doganale USA; la Drug Enforcement Administration (DEA); l’Agenzia delle Comunicazioni della Difesa; Il Dipartimento dell’Esercito; Il Servizio Postale USA; e l’Interpol.

Per fornire al suo obiettivo con la precisione che meritava, Miss Thomas divenne presto la segretaria personale di Figley. Fu allora che apprese che la maggior parte dei documenti dell’Interpol che gli Scientologist stavano cercando non erano in possesso di Figley, ma erano in protezione e custodia dell’Assistente Avvocato USA Nathan Dodell.

Gli uffici di Dodell erano situati al terzo piano del Tribunale degli USA sulla 3a al John Marshall Place NW, a Washington D.C. – Meisner pianificò di fare un sopraluogo ai locali alla prima occasione, prima di entrare in maniera furtiva.

Meisner, nel frattempo, venne istruito di ottenere per se stesso una carta d’identificazione dell’IRS che gli avrebbe permesso di andare venire liberamente dal palazzo dell’IRS.

In accordo con questa direttiva, Meisner e Wolfe entrarono nel palazzo principale dell’IRS fuori dall’orario lavorativo, usando le legittimo credenziali di Wolfe. Wolfe portò Meisner nella stanza dove veniva conservata l’attrezzatura per fabbricare i tesserini d’identificazione. Forzarono la porta usando una piccola lamina di metallo. Dentro alla stanza buia, si mossero con cautela, con solo una piccola torcia per illuminare.

Meisner localizzò un libretto di istruzioni per usare una attrezzatura fotografica. Lo lesse con cautela. Il suo compagno selezionò due carte ID vergini e sopra ci stamparono i nomi fasulli di Thomas Blake e John M. Foster. Quindi Meisner piazzò le false carte ID di Wolfe nell’attrezzatura fotografica e fotografò Wolfe. Wolfe, a turno fece lo stesso servizio per Meisner.

Il numero del tesserino che venne messo sulle carte fu preso da un regisro tenuto nella stanza delle tessere, che elencava tutte le credenziali pubblicate dall’IRS. Il numero selezionato per la carta di Foster (che doveva essere usata da Meisner) era 800-00487, appartenente a William T. Lyons, Consigliere Regionale IRS di Cincinnati Ohio.

(Il Governo sostiene che tra Aprile e il tardo Giugno, altri cinque Scientologist seguirono l’esempio stabilito da Meisner e Wolfe, e fecero carte contraffatte simili.)

A Meisner venne ricordato dai suoi superiori che la proposta per la raccolta di documenti dall’Interpol era un ordine ad alta priorita, e che doveva darsi da fare nella sua esecuzione.

Nancy Douglass, l’operativo in copertura nella Drug Enforcement Administration apprese che l’Ufficio di Collegamento dell’Interpol era stato creato dentro al Dipartimento di Giustizia, come un primo passo per un eventuale trasferimento del Bureau Centrale Nazionale dell’Interpol dal Dipartimento del Tesoro. Douglass aveva provato senza successo ad ottenere un lavoro con il nuovo Dipartimento.

Non appena ricevettero questa soffiata, Meisner e Wolfe decisero di fare una incursione preliminare dentro al nuovo ufficio per vedere che documenti potesse contenere. Entrarono dall’ingresso principale del palazzo del Dipartimento di Giustizia al n° 9 di Pennsylvania Avenue NW, poco dopo le 5.30 p.m., usando il tesserino falso della IRS di Meisner.

Dopo che tutto il personale lasciò l’Ufficio di Collegamento dell’Interpol su al sesto piano, entrarono. Nella stanza c’erano parecchi schedari e due cassette di sicurezza, e tutte erano chiuse a chiave.

Meisner e Wolfe passarono la successiva mezz’ora cercando per le chiavi degli schedari e delle cassette di sicurezza. Non riuscendo a trovarle, i due lasciarono il palazzo.

Una settimana più tardi, comunque, fecero un secondo tentativo. Meisner provò invano ad aprire le serrature degli schedari e i due agenti dovettero una volta ancora lasciare il palazzo a mani vuote.

Imperterriti, un settimana dopo circa, Meisner entrò nell’ufficio una terza volta, in questa occasione in compagnia di Sharon Thomas. Questa volta volta fecero una ricerca accurata dell’ufficio, cercando la combinazione di una o di entrambe le cassette di sicurezza. Alla fine, trovarono ciò che stavano cercando su un piccolo schedario nella scrivania della segretaria. Aprendo una delle cassette, scoprirono le chiavi degli schedari e molto presto estrassero pile di documenti alte 8-10 centimetri. Le portarono giù per le scale al quarto piano dove c’era una macchina fotocopiatrice. Fotocopiarono con le Zerox il materiale dell’Interpol e rimisero i documenti originali al proprio posto negli schedari. L’intera operazione aveva preso meno di due ore.

Meisner e Thomas fecero più di un ingresso dentro l’Ufficio di Collegamento dell’Interpol, e poi Meisner assegnò a Thomas e ad un altro agente sotto copertura chiamato Micheal Baum il compito di fare incursioni settimanali e di esaminare ogni schedario per qualsiasi nuovo documento che fosse arrivato. Queste visite produssero una pila di documenti alta un metro.

Circa nello stesso periodo, secondo fonti del Governo, il Bureau delle PR del Guardian Office di D. C. scoprì che l’avvocato del Dipartimento di Giustizia chiamato John E. Shaw stava supervedendo il trasferimento del Bureau Centrale Nazionale dell’Interpol nel nuovo ufficio.

Meisner e Thomas a quel punto iniziarono a monitorare i documenti di Shaw in cerca di documenti dell’Interpol. In tre occasioni entrarono nel palazzo del Dipartimento di Giustizia dopo l’orario di lavoro, usando la carta d’identificazione di Sharon Thomas. Si diressero al gruppo di uffici di Shaw al primo piano, dove aprirono le porte chiuse a chiave inserendo una striscia di plastica per forzare la serratura.

Passarono attraverso l’area della segreteria e dentro l’ufficio privato dell’avvocato Shaw. Erano li, impilate ordinatamente sulla sua scrivania, una catasta di documenti alta 15 centimetri, ed erano tutti i materiali correlati all’Interpol che stavano cercando. Meisner li infilò tutti dentro la sua valigetta e, con Sharon Thomas, si riparò al quarto piano dove l’attrezzatura per fotocopiare e le vettovaglie erano state fornite, cortesemente dal Dipartimento di Giustizia.

I documenti originali vennero riportati sulla scrivania di Shaw, e le copie trasportate fuori dal palazzo nella valigetta di Meisner.

Meisner e Thomas ripeterono questa operazione tre volte, acquisendo materiale fresco durante ogni visita clandestina alla stanza 1103.

C’era ancora l’Ufficio di Dodell da affrontare. La sicurezza era stretta nel Tribunale degli USA, dove era locata, e gli intrusi sapevano che avrebbero dovuto procedere con molta precauzione.

Durante la prima settimana del Maggio del 1976, Meisner e Wolfe entrarono nel Tribunale durante le ore di ufficio per sorvegliare l’area e per localizzare gli uffici di Dodell.

Prima andarono al bar della Libreria dell’Associazione del Distretto di Columbia su al terzo piano e da lì esplorarono i corridoi vicini fino a che trovarono l’ufficio di Dodell nella sezione retrostante l’area della Divisione Civile, proprio ad un corto corridoio di distanza da un ascensore azionato con una chiave usato dal personale della corte dopo le ore di lavoro e nei week-end. Anche la porta del retro del bar si apriva in quel passaggio.

Trovarono una macchina che operava a monete nell’adiacente libreria, e due grosse copiatrici nell’ufficio dell’avvocato degli USA vicino alla Divisione Truffe.

Alle 5.30 p.m., dopo che tutti gli impiegati avevano lasciato il palazzo, Meisner e Wolfe ritornarono nell’ufficio di Dodell. La porta era chiusa a chiave. Provarono ad aprirla con una lamina di metallo che aveva funzionato bene in altre occasioni. Ma la serratura della porta di Dodell non si arrese. Alla fine rinunciarono e lasciarono il palazzo.

Meisner ordinò al suo compagno Wolfe di ritornare durante le ore d’ufficio per ispezionare con discrezione la serratura della porta per vedere come poteva essere forzata.

Poco tempo dopo, Wolfe telefonò a Meisner nell’ufficio di quest’ultimo della Chiesa Fondatrice di Scientology. Lo informò che stava chiamando dall’ufficio di Dodell. Sia l’assistente dell’avvocato USA che la sua segretaria erano apparentemente andati a pranzo, e la segretaria aveva lasciato le sue chiavi sulla scrivania.

Meisner istruì Wolfe di prendere le chiavi e di incontrarlo fuori dal palazzo. Una mezz’ora più tardi, i due avevano trovato un fabbro nella diciassettesima strada della Columbia Road NW, dove fecero fare un duplicato di quelle chiavi che apparentemente appartenevano al tipo di serratura che c’era nella porta di Dodell.

Ritornarono in tribunale e procedettero verso l’ufficio obiettivo. Nel corridoio proprio fuori della porta fecero cadere le chiavi sul pavimento, supponendo che quando venissero ritrovate, la segretaria di Dodell avrebbe creduto che le fossero cadute di tasca o dal portafogli.

Una settimana dopo, Meisner e Wolfe si incontrarono ancora alle 6.30 p.m. circa nel parcheggio dietro il palazzo dell’IRS. Da dove partirono verso il Tribunale degli USA.

Quando entrarono nel palazzo, Meisner firmò il registro con il nome di John Foster, usando la carta dell’IRS per farsi identificare. Dissero alla guardia della sicurezza che stavano andando al Bar della Libreria dell’Associazione per fare delle ricerche legali. Di conseguenza, la guardia gli diede una chiave dell’ascensore.

Dopo aver firmato all’ingresso della libreria, camminarono per il retro della libreria vicino alla porta che si apriva nel corto corridoio che dava sull’ufficio di Dodell. Presero diversi libri legali dagli scaffali della libreria, si sedettero fingendo di essere impegnati in ricerche. Quando l’addetto alla libreria distrasse l’attenzione da loro, scivolarono attraverso la porta e si diressero all’ufficio di Dodell. Uno dei duplicati delle chiavi che avevano fatto era adatto per la serratura della porta dell’ufficio, cosi non incontrarono difficoltà nell’avere accesso all’atrio oscurato. Gli intrusi lavorarono con le torce elettriche per evitare di venir scoperti da delle maestranze che fossero passate da quelle parti. Dopo aver esaminato i file di diversi cassetti, trovarono quelli che cercavano – i documenti dell’Interpol. In aggiunta, scoprirono alcuni file di Scientology contenente materiale originato dall’implacabile nemico della Chiesa, il Dipartimento di polizia di D.C.

Misero I documenti in una valigetta e s’incamminarono per il corridoio del terzo piano fino all’area dove si trovavano i macchinari per fare delle fotocopie. Seguendo la routine ormai stabilita, copiarono i documenti (un pila alta 13 centimetri), rimisero gli originali, e lasciarono il tribunale, trasportando le copie che avevano fatto nelle loro due valigette. Queste includevano i documenti che l’Interpol aveva trattenuto nella sua totalità dalla richiesta FOIA della Chiesa.

Una settimana più tardi, fu una volta ancora il solito lavoro per gli intrepidi collezionisti. Si incontrarono, come prima, alle 6.30 p.m. fuori dal palazzo dell’IRS e guidarono nell’auto di Wolfe fino al Tribunale degli USA. Là Meisner ancora una volta si firmò come John Foster, usando la sua falsa carta ID. Wolfe firmò il registro del palazzo questa volta come T. Haake, usando come identificazione la carta del Bar della Libreria che aveva preso a prestito da un compagno impiegato all’IRS.

Presero lo stesso ascensore azionato con una chiave che avevano usato nelle precedenti incursioni, e andò direttamente al terzo piano. Entrarono nella libreria attraverso la porta sul retro senza firmare, un allontanamento dalla precedente routine, e uno che più tardi avrebbero avuto ragione di rimpiangere.

Aspettarono dentro la libreria per un breve periodo, fino a che furono sicuri che nessuno fosse nell’area dell’ufficio di Dodell. Quando furono soddisfatti che tutto fosse libero, andarono presso l’ufficio di Dodell ed entrarono usando i duplicati delle chiavi. Presero dai file una pila di documenti di circa 40 cm di altezza, riempirono le loro valigette e li trasportarono alle macchine fotocopiatrici dove per le restanti un ora e mezza, fecero delle riproduzioni.

Mentre passavano attraverso la libreria sulla via del ritorno dall’ufficio di Dodell, Meisner e Wolfe vennero fermati dall’addetto notturno della libreria, che gli chiese se avevano firmato l’ingresso. Ammisero di non averlo fatto e l’addetto li fece firmare. Gli disse inoltre che in futuro non potevano usare la libreria a meno che non venissero autorizzati dal capo della Libreria.

Quando l’addetto fu fuori dalla vista, Wolfe e Meisner riportarono I documenti nell’ufficio di Dodell e lasciarono il palazzo. Dopo essersene andati, l’addetto notturno informò la guardia della sicurezza, che riportò all’ufficio degli avvocati dell’USA che due individui che si erano identificati come impiegati dell’IRS, erano stati visti usare le macchine fotocopiatrici nell’ufficio degli avvocati USA. Alla guardia e all’addetto venne ordinato di chiamare l’FBI se i due “ricercatori legali” fossero ritornati.

Meisner controllo accuratamente i documenti che avevano preso e decise che era necessario fare un altro ingresso di nascosto per completare la loro missione. In preparazione per l’intrusione finale, ottenne dal capo dell’Associazione della Libreria, una lettera che lo autorizzava ad usare la stanza di lettura per le sue “ricerche”.

L’atto finale (e fatale) dell’episodio di trasformismo venne compiuto l’11 Giugno 1976, quando Meisner e Wolfe ripeterono le loro precedenti performance. Si incontrarono al parcheggio dell’IRS, parcheggiarono l’auto di Meisner e andarono con l’auto di Wolfe al tribunale. Alla scrivania della guardia, Wolfe si firmò come Thomas Blake e Meisner come John Foster, entrambi usando le credenziali false dell’IRS.

Usando l’ascensore nel lato opposto del palazzo rispetto a quello che avevano sempre preso, andarono direttamente nella libreria, dove Meisner presentò la lettera di permesso che aveva ricevuto dal capo della Libreria. Il loro piano era di procedere immediatamente verso l’ufficio di Dodell; ma quando esplorarono l’area, scoprirono che le donne delle pulizie erano ancora al lavoro nell’ufficio.

Presero alcuni libri dagli scaffali e si sedettero al solito posto, ad un tavolo nel retro della libreria per aspettare fino a che la squadra delle pulizie avesse completato le loro formalità.

Nel frattempo, l’addetto di notte della libreria aveva telefonato all’FBI per dire che I due giovani uomini che avevano usato le macchine fotocopiatrici degli avvocati degli USA erano ancora una volta in scena. Gli agenti speciali dell’FBI Dan G. Hodges e Christine Hansen arrivarono mentre Meisner e Wolfe stavano ancora aspettando che le donne del carretto finissero il loro lavoro e si spostassero in un altro piano del palazzo. Gli ufficiali federali chiesero di vedere le loro identificazioni.

Meisner mostrò la carta contraffatta con il nome di John foster, ma informò gli agenti che aveva dato le dimissioni dall’IRS, non appena sentirono ciò, confiscarono le credenziali. Mentre per l’ID falso di Wolfe, era vero che un Thomas Blake aveva infatti lavorato per l’IRS. Quando questo venne confermato per telefono agli agenti, gli fu permesso di tenere la sua carta.

Meisner diede il suo indirizzo di casa dicendo che era sulla stessa strada, ma in un diverso numero alcune porte più lontano dalla sua attuale residenza. Spiegò che lui e Wolfe erano venuti alla libreria per fare ricerche legali e avevano usato le macchine fotocopiatrici dell’ufficio degli avvocati USA per copiare alcuni passaggi da dei libri di legge.

Dopo essere stato interrogato per circa un quarto d’ora dagli agenti dell’FBI, venne dato a Meisner e Wolfe il permesso di andarsene. Corsero giù per le scale al primo piano, lasciarono la chiave dell’ascensore, e andarono via dal palazzo. Per poter seminare ogni inseguitore che avrebbe potuto stargli addosso, camminarono frettolosamente, facendo cambi di direzione veloci in strade laterali.

Quando videro che non erano seguiti, presero un taxi e procedettero verso la Taverna di Billy Martin all’angolo della Wisconsin con la NW Street. Da un telefono pubblico sul posto, Meisner chiamò Mitchell Hermann al Guardian’s Office di Los Angeles. Senza essere troppo esplicito, concordò con Hermann che qualcosa era andato storto e che servivano azioni urgenti e immediate.

Hermann gli diede il numero di un telefono al di fuori dell’ufficio di Scientology e lo istruì di richiamare dopo alcuni minuti. Nella sua seconda chiamata, Meisner disse a Hermann nel dettaglio cosa successe. Hermann ordinò a Meisner e Wolfe di rimanere alla taverna e di iniziare a scrivere un rapporto sull’incidente, mettendo nei dettagli ciò che era successo. Poi doveva richiamare Hermann entro un ora, nel frattempo i membri dello staff di Los Angeles si sarebbero consultati con i loro superiori per determinare che corso avrebbero dovuto seguire per maneggiare ciò che potrebbe diventare una situazione molto scomoda.

Quando Meisner riagganciò la sua chiamata a Los Angeles, fece un numero locale e raggiunse Joseph Alesi, il Direttore del Ramo 1 (Ufficio Informazioni) della chiesadi DC. Ordinò ad Alesi di venire al ristorante. Quando quest’ultimo arrivò, gli vennero date le chiavi dell’auto di Wolfe, che era rimasta al tribunale, e gli venne detto di riportarla indietro alla Taverna di Martin. Venne anche detto ad Alesi di telefonare alla moglie di Meisner e chiedergli di passare a prendere l’auto di Meisner, che era ancora nel parcheggio dell’IRS.

Quando l’ora passò, Meisner chiamò ancora Los Angeles. Venne informato che Hermann aveva discusso le complicazioni recenti con il Vice-Guardian per le Informazioni Dick Weigand, che aveva ordinato a Meisner di tornare a Los angeles il mattino seguente per un briefing.

Meisner non tornò a casa, ma, con sua moglie, passò la notte in un Motel di Arlington in Virginia. Il mattino seguente, un membro dello staff del Guardian di Washington gli portò del denaro e lo portò all’aeroporto nazionale, dove si imbarcò per Los angeles.

Le fonti del Dipartimento di Giustizia asseriscono che durante l’intero anno successivo, il Guardian Office della chiesa di Los Angeles trattenne Meisner come un prigioniero virtuale, mentre elaboravano vari piani, per fornirgli un alibi per le sue attività sotto  copertura a Washington.

I fatti che sono stato in grado di verificare, e il metodo dell’eventuale allontanamento di Meisner da Los Angeles, tuttavia, non tornano con la sua accusa. Meisner potrebbe essere stato controllato con la persuasione o la minaccia delle conseguenze di una defezione, ma ci sono prove che sostengono la sua accusa, almeno per una volta, lui era desideroso come chiunque altro di trovare dei modi per evitare l’arresto e l’azione giudiziaria per le sue attività clandestine nella capitale. Per un breve periodo dopo il ritorno di Meisner a Los Angeles, si tenne in movimento, non rimanendo mai più che pochi giorni in vari motel dell’area di Los Angeles. Per evitare di essere riconosciuto, Meisner si tagliò i baffi, tagliò i capelli e se li tinse di rosso; e trovò delle lenti a contatto per rimpiazzare gli occhiali che indossava normalmente.

Nei primi di Ottobre, il Guardian Office affittò un appartamento per Meisner che stabilì una routine giornaliera, passando la maggior parte del suo tempo nelle librerie locali. Là secondo testimonianze fece ricerche legali sulla sicurezza dei palazzi governativi per sostenere una degli alibi che avrebbe potuto usare per spiegare le sue azioni dentro il palazzo federale che era stato la scena delle sue intrusioni. Avrebbe affermato che era entrato nel palazzo per smascherare la carenza di sicurezza.

Nel frattempo, a Washington l’FSM, Gerald Wolfe era stato arrestato e accusato del possesso e uso di credenziali falsificate di un ufficiale degli Stati Uniti. Fu accusato davanti al Magistrato USA Henry H. Kennedy, e rilasciato dopo il riconoscimento, in attesa di una udienza preliminare.

Quell’udienza si tenne il 28 Luglio 1976, nella quale il Magistrato Kennedy scoprì che una probabile causa esisteva, e ordinò che il caso fosse indirizzato per la causa al Gran Jury

Una settimana più tardi, Kennedy pubblicò un avviso di garanzia per l’arresto di Micheal Meisner con le stesse accuse per le quali Wolfe veniva trattenuto.

Benché l’ordine di arresto fosse segreto, Sharon Thomas (che ancora era la segretaria personale di Paul Figley) udì una conversazione dove venne svelato che tale ordine era stato pubblicato. Prontamente informò il Guardian Office di Los Angeles.

Come precauzione, venne detto a Meisner di tagliare le sue connessioni con il Guardian Office, benché gli fosse permesso di continuare nelle sue funzioni con la chiesa in un modo informale. Lui ubbidì, ma rimase in stretto contatto con le attività del Guardian Office, e qualche volta offrì le sue opinioni e consigli per trattare con dei problemi, non solo suoi, ma anche di altri.

L’esibizione delle prove governative sostengono che Meisner scrisse una lettera a Mary Sue Hubbard dove sostenne che indipendentemente da quale storia di copertura venisse usata per maneggiare la sempre crescente investigazione dell’FBI di Washington, lui avrebbe dovuto spiegare dove aveva vissuto dopo aver lasciato Washington. Ad ogni modo, disse, l’FBI gli avrebbe chiesto come avrà fatto a mantenersi durante il lungo periodo che si è nascosto. Aggiunse che lui e Cindy Raymond avevano elaborato un piano dove avrebbe dovuto dire all’FBI che aveva vissuto con un amico in Canada. In un post scrittum alla lettera dichiarò che “nella mia opinione, non importa quale storia usiamo, più a lungo aspettiamo a dirla, meno credibile sarà è più il governo sarà incline a credere che dietro a tutto ci sia la Chiesa”.

Il fatto fu che Meisner stava iniziando ad essere inquieto e meno cooperativo nel suo ruolo di fuggitivo dalla giustizia. Espresse il suo malcontento per il ritardo nella soluzione della sua difficile posizione. Verso la fine di Marzo, scrisse al vice-Guardian Henning Heldt, chiedendogli di mettere una mano personale nel trattare con la situazione perché i ritardi stavano iniziando a diventare intollerabili. Disse che era pronto per ritornare a Washington D.C. per prendere la questione nelle sue mani.

In una occasione, fece un viaggio non annunciato a Las Vegas, dove i membri della chiesa lo persuasero a ritornare a Los Angeles. (la dichiarazione giurata di un agente dell’FBI asserisce che “ritornò sotto la loro custodia a Los Angeles dove venne rimesso agli arresti domiciliari.”), ma forse, questa, è una esagerazione.

I rapporti del governo sull’affare dicono che “Mr. Meisner, ancora agitato e confuso, concordò, tuttavia, di ritornare a Los Angeles.”

Il 13 Maggio 1977, Gerald Wolfe andò di fronte al giudice distrettuale USA Thomas A. Flannery e si dichiarò colpevole dell’unica accusa di uso illegittimo di un sigillo governativo. Alcune settimane dopo venne condannato ad un periodo di prova e gli fu richiesto di svolgere 100 ore di servizio alla comunità.

Tuttavia, immediatamente dopo la sentenza, nella stesso tribunale gli venne consegnata una citazione che gli ordinava di apparire nello stesso pomeriggio davanti al Gran Jury Federale, che stava investigando gli ingressi dentro al tribunale degli USA.

Tra le cose che il Gran Jury cercava di sapere da Wolfe c’era l’identità del John M. Foster che lo aveva accompagnato nelle sue visite al tribunale. Gli venne anche chiesto come avevano ottenuto, lui e “Mr. Foster” le credenziali IRS contraffatte che avevano usato per avere accesso al tribunale.

Wolfe riferì al Gran Jury la stessa storia di copertura che aveva precedentemente fornito all’FBI e all’ufficio degli avvocati USA. Aveva incontrato Foster in un bar e con lui era andato alla libreria della Associazione  a studiare per migliorare le sue aspettative di ottenere un lavoro meglio pagato. Aveva usato la macchina fotocopiatrice Xerox per copiare delle casistiche dai libri di legge. Non conosceva Mr. Foster con nessun altro nome e non sapeva dove viveva.

Dopo questa comparizione davanti al Gran Jury, Wolfe venne istruito da ufficiali del Guardina Office di Washnigton. Una trascrizione dell’istruttoria fu mandata a Los Angeles, dove fu analizzata e valutata dal Bureau legale della Chiesa.

Fonti del dipartimento di giustizia dicono che a Meisner fu data una copia dell’istruzione trascritta da leggere cosi che potesse iniziare ad aggiustare il suo racconto di copertura per conformarlo a quello dato da Wolfe al Gran Jury.

Brian Andrus si incontrò con Meisner nell’appartamento di quest’ultimo il 17 Giugno per discutere con lui la sua difesa legale che era stata elaborata dal Bureau legale. Per sua impressione, Meisner era di buon umore e meglio preparato ad affrontare il suo calvario.

Aveva torto. Tre giorni dopo – il mattino del 20 Giugno – Meisner mise le sue cose in una valigia e se la svignò. Sali su un autobus e andò in una sala da bowling, dove chiamò da un telefono pubblico Garey Stark un Assitente Avvocato degli Stati Uniti a Washington D.C. si identificò all’operatore che rispose, come Gerald Wolfe. Disse più tardi che lo fece perché era spaventato che la chiesa potesse avere una “talpa” nell’ufficio degli avvocati USA.

Quando  Stark, che stava lavorando sul caso degli ingressi al tribunale, rispose al telefono, Meisner si identificò con il suo vero nome e disse a Stark che desiderava tornare a Washington, per affrontare le accuse penali contro di lui, e cooperare con le autorità federali che ancora stavano investigando sulle incursioni negli uffici degli avvocati USA.

Stark ordinò a Meisner di rimanere nella sala da bowling, mentre si accordava con degli agenti dell’FBI di Los Angeles per andarlo a prelevare. Dopo circa due ore, tre agenti dell’FBI arrivarono (esagerare probabilmente è una standard policy del Bureau) e presero lo scientologo disertore in custodia. Venne portato immediatamente all’aeroporto di Los Angeles, e messo su di un volo per l’aeroporto internazionale di Baltimora-Washington.

Là si incontrò gli agenti speciali dell’FBI Robert S. Tittle e James R. Krasmarsic, che lo presero in custodia. Durante la notte venne tenuto in un motel, e al mattino seguente venne portato negli uffici di Stark.

Ci sono prove che sostengono che Stark era attivo già da prima di quella data nel complotto governativo contro la Chiesa di Scientology. Nei file della chiesa c’era un rapporto fatto da Micheal Meisner al Guardian Office nel Febbraio del 1974. Nel memorandum, Meisner parla di una intervista fatta a Earl Gold dell’Unità Truffe del Dipartimento di Polizia di D.C. L’ufficiale di polizia non sapeva di star parlando con uno Scientologist. Espresse la sua opinione che Scientology era una truffa, un tipo di “schema piramidale di marketing” come il caso “Osare per Essere Grandi”, perseguito dal Dipartimento di Giustizia. Gold riferì a Meisner di un Gary Stark dell’ufficio  Corporazione dei Consiglieri, riguardo a Scientology, dicendo che aveva lavorato con Stark sul caso“Osare per Essere Grandi”.

Benché Meisner nel suo rapporto scrisse il nome di Stark con una “e” quando vennero controllati i documenti, venne trovato che non c’era nessun Gary Stark e tantomeno Garey Stark nell’ufficio della Corporazione dei Consiglieri di D.C. nel 1974. L’Avvocato Garey Stark, tuttavia, in quel periodo era nello staff dell’Unità Truffe degli avvocati USA.

L’11 Ottobre 1976, a Kendrick L. Moxon, il Direttore degli Affari Legali della chiesa di Washington, venne consegnata una citazione firmata da Stark, che gli ordinava di comparire davanti al Gran Jury del Distretto di Columbia il 14 Ottobre, e di portare con lui certi documenti.

Moxon raccolse i documenti che erano stati citati e, con il suo avvocato, comparve nell’ufficio di Stark alla data designata. Diede a Stark i documenti, ma non venne chiamato davanti al Gran Jury. La settimana seguente, Moxon telefonò a Stark e chiese se il materiale era andato al Gran Jury. Apprese che i documenti non solo non erano andati al Gran Jury, ma che il Gran Jury non aveva ottenuto il caso. L’abuso di Stark del potere di citazione era apparentemente diventato un tipo di pratica accettabile nel Dipartimento di Giustizia degli USA

Dopo l’interrogatorio di Stark, la sostanza del quale ancora non è conosciuta al di fuori dei circoli ufficiali, Meisner conferì con un avvocato nominato dal tribunale. Si accordò per una accusa di colpevolezza di cospirazione, un crimine punibile con una sentenza massima di cinque anni di prigione e una multa di 10.000$.

Il governo usò la solita azione di negare che a Meisner fosse stata offerta una sorta di immunità dall’azione giudiziaria in cambio del suo indispensabile aiuto per condannare i suoi ex complici. Tali negazioni, naturalmente, non ingannarono nessuno eccetto gli irrimediabili ingenui. È un principio stabilito (se è la parola giusta da usare) nel Sistema Americano di giustizia che se un criminale reo confesso scopre i piccioni rubati e rende il lavoro del querelante facile, i suoi peccati verranno perdonati. Il querelante e non la corte ha la prima scelta e il potere di dispensare assoluzioni.

Dopo la partenza furtiva di Meisner da Los Angeles, i suoi colleghi del Guardian Office non sospettarono che li avesse traditi. Conclusero, piuttosto, che si stava nascondendo da qualche parte nell’area di Los Angeles, facendo ricerche legali in libreria per la sua possibile difesa nel caso di Washington D.C.

Ci fu qualche dubbio sulla sua salute fisica e mentale, dato che aveva una storia di strani svenimenti e convulsioni che datavano alla sua infanzia.

La “traccia del tempo” di Meisner (la sua storia personale) venne verificata per vedere se c’era un qualsiasi indicatore che potesse diventare un traditore. Non ce n’erano. La storia della sua famiglia, delle esperienze educative, e della relazione matrimoniale seguivano tutte un normale schema. Era nato a Chicago il 3 Agosto del 1950, da dei genitori cattolici di classe media. Quando Mike aveva quattro anni, la sua famiglia si spostò a Hinsdale, nell’Illinois, una sobborgo di Chicago. Passò dalla scuola della parrocchia Cattolica alle superiori. Quando aveva 17 anni, venne arrestato per aver bevuto e fumato come minorenne, un crimine minore a quel tempo.

Più tardi andò all’Università dell’Illinois, dove incontrò e si sposò con Patsy Bell. Come la maggior parte dei compari, sperimentò una volta o due la marijuana, ma non divenne un consumatore abituale di droghe.

Si interessò a Scientology nel 1970, e nel 1971, lasciò l’Università per aggregarsi allo staff della Mission dell’Illinois. In seguito venne designato al Guardian Office, dove percorse la sua strada fino al posto di responsabilità di Assistente Guardian per le Informazioni di Washington D.C. Là cercò di scalzare il suo superiore con lamentele sulla sua inefficienza. Gli attacchi convulsivi di cui era stato vittima ad intermittenza per tutta la sua vita continuarono. Sua moglie segnalò che aveva una paura morbosa per gli aghi e il sangue. Era spaventato dai gatti e si considerava uno scommettitore compulsivo.

Nessuno di questi dati, naturalmente, metteva in dubbio la sua lealtà alla chiesa.

Secondo delle testimonianze, Mary Sue Hubbard ordinò al Bureau delle Informazioni di non sprecare risorse per cercarlo nella zona di Los Angeles. Disse che credeva che si fosse nascosto in una comunità tipo quella di San Francisco o di Berkeley, dove c’erano a disposizione delle buone librerie.

Una nota da Meisner a Brian Andrus sembrava supportare quest’ultima speculazione. Era stata scritta, senza dubbio su ordine del Dipartimento di Giustizia, dopo che avevano preso in custodia Meisner; ed era stata spedita per suo conto da San Francisco, cosi avrebbe avuto il timbro di quella città. C’era scritto:

“Brian –

Conosco e capisco cosa sta succedendo, ma ho ancora bisogno di tempo per me. Sto ancora guadagnando abbastanza soldi per sostenermi cosi non ci sono problemi.

Mi farò risentire tra un paio di settimane.

Herb (il nome in codice di Meisner.)”

L’ufficio degli avvocati USA avrebbe avuto buone ragioni per fuorviare gli Scientologist sulla reale posizione e attività di Micheal Meisner. Sulla base di una lunga confessione e dettagliate informazioni concernenti gli affari interni della sua chiesa, l’FBI stava preparando una dichiarazione giurata di 33 pagine, giurata dall’Agente Speciale Robert Tittle, richiedente l’emissione di un mandato di perquisizione che avrebbe autorizzato la più massiccia irruzione della storia del Bureau, in tre centri religiosi della Chiesa di Scientology.

Il 4 Luglio (una data significativa nella storia degli USA) alle 2 p.m., il magistrato Henry H. Kennedy jr., della Corte Distrettuale USA, firmò il mandato che permise all’FBI di condurre una ricerca nei locali della Chiesa Fondatrice di Scientology a Washington D.C. La descrizione delle proprietà da sequestrare sotto l’autorità del mandato includeva 162 obiettivi. Tutti meno uno di questi erano documenti di vario tipo – memorandum, lettere, files, messaggi via cavo, ecc… propriamente identificati da delle descrizioni che includevano tali indicative come nomi, date, e contenuti, hanno chiaramente soddisfatto il requisito particolare del Primo Emendamento.

Il 162esimo e ultimo obiettivo, tuttavia, non era specifico, diceva: “qualsiasi cosa che sia frutto, o strumento, e prova (a quel tempo sconosciuta) di crimini di cospirazione, ostruzione alla giustizia, furto di proprietà governativa in violazione del Codice 18 degli USA Sezione 371, 1503 e 641 che i fatti descritti nella dichiarazione giurata hanno portato in luce.”

La formulazione di questo obiettivo stato basata intelligentemente su di un caso precedente dove la Suprema Corte si era similmente arrogata il potere di sostituirsi alla Costituzione nell’approvare una ricerca esplorativa generalizzata.

Due altri mandati di perquisizione con identiche formulazioni vennero pubblicati dal magistrato James J. Penne del Distretto Centrale della California. Ordinavano una ricerca nei locali delle due chiese di Los Angeles. Una era un palazzo vittoriano di sette piani conosciuto come Fifield Manor, al 5930 di West Franklin Avenue, a Hollywood. L’altro era un complesso di palazzi distribuito su più ali di otto piani conosciuto come Cedar Sinai, che occupavano un intero quartiere cittadino e si affacciavano su Fountain Avenue, anche questo a Hollywood.

Dopo un quarto di secolo di tentativi, il governo federale alla fine aveva “qualcosa” sugli Scientologist. Qualcosa di grosso.

 Manor, scena di uno dei massici raid dell’FBI avvenuti a Hollywood California.

Il Complesso Sedar Sinai, occupa un intero quartiere. Gli agenti dell’FBI dissero che il loro mandato li autorizzava a cercare nell’intera area. L’incursione durò 21 ore continuative e coinvolse 175 agenti.

 Agenti dell’FBI che si preparano a rompere una serratura con una mazza durante il raid al Complesso Cedar.

“Non ci sono prove dell’eccessivo uso di forza da parte degli agenti nell’eseguire il mandato.” (Giudice Malcom M. Lucas.)

“Gli agenti non usarono forza eccessiva nel corso delle ricerche.” (Giudice Charles R. Richey.)

 Gli agenti dell’FBI saccheggiarono I file della chiesa al Complesso Cedar. L’agente Speciale Norbert Linker più tardi testimoniò che tra i sei e gli otto agenti spesero 15 ore cercando in un singolo ufficio.
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4 commenti leave one →
  1. Tiziano Marzotto permalink
    13 maggio 2011 8:35 AM

    Il clima a quei tempi era di guerra aperta e, da un certo punto di vista, qualsiasi organizzazione avrebbe avuto delle valide ragioni per compiere le azioni che ha fatto il Guardian Office per didendersi dalle nefandezze delle agenzie governative. Nonostante ciò compiere quelle azioni illegali è stato un errore perchè un movimento come Scientology non può implicarsi in questo genere di situazioni, per varie ragioni, tant’è che Ron in varie policies lo ribadisce. Ma evidentemente Ron in quel frangente ha ceduto, perchè è impensabile che non ne fosse al corrente, e lo pagato a caro prezzo negli ultimi anni della sua vita, come tutti sappiamo.
    Un atteggiamento più gandhiano entro i confini della legalità, apparentemente molle e da punto effetto, avrebbe sortito degli esiti diversi nel tempo e sopratutto difficilmente avrebbe permesso ad un Sp di impadronirsi di Scientology.

  2. Orlando Furioso permalink
    13 maggio 2011 1:52 PM

    Sono d’accordo con te Tiziano.
    Quando il libro di Dianetics venne pubblicato sappiamo bene tutti il successo che ha avuto.
    Ron conosceva molto bene chi c’era dietro ai governi ma ciònonostante mi sembra di ricordare che tentò di far conoscere la tech al governo degli USA,forse addirittura al presidente stesso.
    Mi sembra di ricordare che gli risposero”se funziona certamente nel futuro ne sentiremo parlare”.
    Ne hanno sentito parlare eccome!!!
    Sono sicuro che in DN e SCN pura non c’è nulla che vada a ricadere nella illegalità,quindi se ci fosse limitati ad applicarle in maniera standard,nessun governo,nessun SP,nessun apostata,ecc.ecc,sarebbe riuscito a fare dei danni.
    Ora DN e SCN sarebbero riconosciute in tutto il mondo per quello che sono e per fare solo un esempio…altro che solo 10 mila su solo nots………..SAREBBERO MILIONI!!!
    Che dite…Ron ci avrebbe mentito quando ha detto che solo continuando con quello che abbiamo già e senza cambiare nulla raggiungeremo i nostri scopi in questa vita???
    Ron non ha mai mentito.
    ML a tutti

    • Orlando Furioso permalink
      13 maggio 2011 2:36 PM

      Qualcuno potrebbe dire…beh lo stiamo già facendo no?
      Ideal Orgs,guerra alla psichiatria,programmi di educazione nel campo della droga e del crimine,campagne x i diritti umani,ecc.ecc.
      IL PIANETA SI CHIARISCE CON GLI AUDITORS CHE PRONUNCIANO LE PAROLE “QUESTA E’ LA SEDUTA”!!!
      E CON GLI SCIENTOLOGIST LIBERI VERAMENTE DAL BANK E DAL CASO CHE OPERANO NEI LORO GRUPPI;NEL LAVORO;NELLA SOCIETA’;NELLE LORO CITTA’,NELLA PROPRIA NAZIONE,NEL LORO PIANETA,COME DEI VERI ESEMPI DA SEGUIRE E DA AMMIRARE!!!
      Questa è la strada.
      Qualcuno potrebbe dire..beh lo stiamo già facendo.
      MA COSA …COSA???
      CONOSCO PERSONALMENTE OT CHE NON LO STANNO FACENDO ANZI STANNO MALE FISICAMENTE E PURE FINANZIARIAMENTE.
      IO SONO UNO SCIENTOLOGIST E SULLE LINEE DA ANNI,MENO ATTIVO DI PRIMA MA NON PER SCELTA,DEVO LAVORARE COME UN DISGRAZIATO TUTTI I GIORNI PER PAGARE I DEBITI FATTI PER I SERVIZI E NON PER AIUTARE ME,LA MIA FAMIGLIA,LA MIA ORG,ECC.ECC
      NON NE STO VEDENDO ORA DI THETANS SULLE LINEE CHE SONO DA PRENDERE DA ESEMPIO E DA AMMIRARE ,UN PO DI ANNI FA,SI!!
      VUOL DIRE CHE QUALCOSA E’ CAMBIATO….MA NO IN LORO..MA NELLA CHIESA!!
      STO OSSERVANDO LA CONFERMA DA CHI NON NE FA PIU’ PARTE,CHE MAGARI HA SPESO UN PATRIMONIO PER FARE UN PAIO DI LIVELLI OT ALLA MECCA SENZA AVERNE I GIUSTI BENEFICI,ANZI IL CONTRARIO,E CHE POI CON LA TECH STANDARD USATA DA UN AUDITOR STANDARD E CON POCHI SPICCIOLI LI HANNO CONSEGUITI CON ENORME SUCCESSO.
      QUESTI SONO I THETANS CHE ORA POTRANNO OPERARE COME DETTO SOPRA E PIU’ CE NE SARANNO IN GIRO E PIU’ LE METE DI RON SARANNO RAGGIUNTE,NON C’E’ ALTRO MODO PER ME:
      ML

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