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BLOWN FOR GOOD CAPITOLI 9-10-11-12

10 aprile 2011

Intanto che finiamo di elaborare e mettere in sequenza le foto dell’INDI DAY che abbiamo ricevuto leggetevi questi capitoli di Blown For Good, vi metteranno senza dubbio nell’animo giusto per assaporare l’aria di libertà che invece hanno respirato tutti quegli INDI che hanno partecipato alla scampagnata di Domenica.

Anzi se avete del materiale, foto, vostre considerazioni e-o successi che volete che postiamo domani mandateceli a:

centralfile@hushmail.com

Sappiamo che il numero di Indi che hanno partecipato è stato consistente, quindi se la mail sarà intasata ed il vostro messaggio respinto riprovate dopo poco perchè la svuoteremo di continuo.

Cos’è l’INDI DAY ??? Cos’è l’INDI DAY????? E’ come chiedere CHI E’ TATIANA!!!

Un caloroso ringraziamento a Simon Bolivar per il costante ed incessante lavoro di traduzione che sta facendo!!

JO BERTI

Traduzione a cura di

Simon Bolivar

§§§§§§§§§

Capitolo nove

Il mio giardino segreto

Mi venne detto dove andare e che avrei incontrato una ragazza di nome Clarisse. Arrivai nel Building 36 in quel che chiamavano la linea Gauss. Clarisse era una ragazza bassa di circa 30 anni e, la maggior parte delle volte, aveva un look da cagnolino triste. Mi guidò nel tour di tutte le strutture che producevano le audio-cassette. La linea Gauss era la struttura di Golden Era Production che produceva le audio-cassette ad alta velocità. Avevano due gigantesche macchine master, entrambe le quali avevano montato il rullo master della produzione che girava su di un enorme anello. Il segnale delle macchine master veniva trasferito a 16 macchine “schiave” sulle quali erano montati enormi rulli di nastro per audio-cassette chiamati “frittelle”. Sia il master che le macchine secondarie facevano scorrere il nastro ad una velocità di 32 volte quella originale. In 30 minuti potevano produrre 30 cassette per ogni macchina. Con 16 macchine, variabile dalla lunghezza del nastro che si stava copiando, potevi sparar fuori 400-500 audio-cassette ogni ora, inclusa la preparazione e la ricarica delle macchine con un nuovo nastro.

Gli enormi rulli venivano quindi controllati da una macchina della Studer nuova di zecca, che era stata disegnata appositamente per verificarli.

Le frittelle venivano caricate nei gusci delle audio-cassette e quindi venivano etichettate, impaccate dentro a delle custodie, avvolte nel cellophane, inscatolate e spedite fuori. Mentre entravamo nell’area di imballaggio, vidi pile e pile di audio-cassette ovunque. Ci saranno state più di duecentomila nastri, facilmente. Si trovavano dentro dei bidoni di plastica rossa, in pile altissime per tutta la stanza. Neanche una era nella custodia, solamente cassette sparse ovunque e impilate dentro grossi bidoni di plastica.

Dopo che Clarisse mi aveva mostrato la struttura di produzione, non potei fare a meno di notare che il posto sembrava come una città fantasma. Ovunque io sia stato nella proprietà c’erano persone che lavoravano e scrivanie con basket pieni carta e cestini dell’immondizia con carta straccia dentro. In questo luogo non c’era nulla. Non c’era carta e nemmeno scrivanie, nessuno che ci lavorava, nessuna borsa sotto le scrivanie con un paio di scarpe occasionali abbandonate, nulla. Era inverosimilmente sterile.

Clarisse, o “CB” come disse che preferiva essere chiamata, aggiunse che lei qui era la sola persona assegnata a questo posto e che io avrei assunto il posto di incaricato dell’imballaggio dei nastri. Altra gente sarebbe venuta a riempire gli altri dieci posti che erano rimasti vuoti.

Okay, strano ma okay.

Quando arrivai a cena, dissi a Tom che ero stato assegnato alla produzione dei nastri. Disse che lo sapeva già. Mi disse che tutti quelli che arrivavano a Gold dalle missioni a LA venivano assegnati là.

“Questo è il perché venne mandata una mission a prendere un gruppo di persone su da LA”, disse Tom, “per riempire il settore nastri di nuovo personale”.

“Dove sono andate tutte le persone che ci lavoravano prima?” chiesi.

“O dichiarate o inviate al Progetto Forza di Riabilitazione”, disse Tom sulla questione mentre mangiava l’ultimo boccone della sua cena.

“Cosa?” gli chiesi mentre ci alzavamo per dirigerci verso la stazione di pulizia, “Come?”

“Beh, fecero circa 300 mila cassette prodotti overt”, disse Tom, “E un sacco in più che furono spedite al pubblico e che non scopriremo mai”.

“Santa merda!” esclamai. “Ma di quante persone parliamo?”

“Oh, non lo so, forse otto o nove, CB è ancora là penso, vero?”

Finimmo di pulire i nostri piatti e uscimmo per fumare.

“Si, è stata lei che mi ha guidato in giro per il posto”, risposi, pensando a tutto quello che mi aveva appena detto.

“Si, bene, lei di grado era un luogotenente junior. Fu l’unica che non venne inviata all’RPF o dichiarata. Venne retrocessa di grado a Chief Petty Officer e deve fare cento ore di ammenda e poi verrà mandata al Progetto Forza di Riabilitazione comunque”, mi spiegò Tom.

“Perché non venne dichiarata o mandata all’RPF come tutti gli altri?” chiesi.

“Beh, lei è la cognata di David Miscavige”, finii Tom.

Dopo l’adunata ritornai al settore nastri.

“Cosi, cosa dovrei fare?” chiesi a CB mentre entravo dentro.

“Beh, ci servono tutte le mani stanotte”, disse CB mentre ci incamminavamo dentro l’area di rifinitura. “Si devono rimuovere le etichette da tutti i nastri dentro a questi bidoni”. Agitò le mani verso tutti i bidoni rossi che avevo visto precedentemente durante il mio giro.

“Tutti quanti?”

“Si, tutti”, disse. “Lo abbiamo fatto con l’intero equipaggio già per alcuni mesi. Ogni notte per almeno un ora, tutta Gold viene quaggiù e pela queste etichette di carta dai nastri a mano. Poi i residui di colla vengono tolti e i nastri vengono portati al magazzino su al terzo piano”.

“Perché non semplicemente buttarli?” chiesi, terrorizzato di dover passare il resto della mia vita adulta pelando delle etichette dalle audio-cassette.

“Perché ogni nastro vale almeno 1,50$. Non possiamo gettarli via. E’ quasi mezzo milione di dollari di materiale”, disse CB, cosi lievemente che potevo a malapena sentirla.

Capivo totalmente CB ora. Fu l’unica dell’intero posto che non venne cacciata e lei sapeva che questo fu solo perché aveva una parentela con la moglie del Boss. La avrebbero potuta macinare in ogni altro giorno della settimana se non fosse stato per quel fatto.

Spiegava anche la faccia lunga che aveva costantemente. Era triste. Era nella Sea Org da tutta la vita e aveva realmente lavorato per L.Ron Hubbard nel 1986, quando morì. Era salita di grado ed era diventata un ufficiale e dopo 20 anni era qui, nuovamente indietro come l’ultimo degli staff.

Chiesi a CB se c’era un qualche scritto o direttiva su come togliere le etichette.

“No, ogni cosa fu bruciata”, replicò CB.

“Huh?”

“Ogni cosa che apparteneva all’equipaggio precedente venne bruciato, ogni oggetto che potesse essere bruciato venne bruciato, libri di istruzioni, piani di battaglia giornalieri, direttive e procedure, materiali d’addestramento, tutta la corrispondenza, ogni cosa. Tutte le scrivanie vennero svuotate su di un fuoco e bruciate. Non c’è più un frammento che apparteneva alle persone precedenti. E’ come se non fossero mai esistite”, disse CB.

“Okay”, replicai, non sapendo cosa dire a risposta. Quella era pazzia pura. Bruciarono ogni cosa, come se il male si potesse trasferire sul prossimo gruppo di persone attraverso della carta.

Passarono le settimane, toglievamo le etichette dai nastri ogni notte insieme all’intero equipaggio. Sembrava ci volesse una eternità. Ne facevamo alcune migliaia circa ogni notte, con alcune centinaia di persone che ci aiutavano. Poi un giorno successe una cosa. Un tipo chiamato Luigi entrò nell’area di imballaggio e mi disse di accompagnarlo dentro la stanza dove c’erano tutti i macchinari per la duplicazione.

“Tienimelo fermo”, disse mentre saldava alcune parti di una scheda elettronica che mi aveva messo in mano.

Uno avrebbe pensato che con un nome come Luigi, potrebbe essere stato un italiano grande e grosso. Luigi era ben lontano dall’essere ciò che avete immaginato. Era un asiatico magro e piccino, con dei capelli neri come l’inchiostro e un paio di baffi alla Fu Manchu.  Parlava un inglese perfetto e aveva nell’accento una lieve sfumatura di “atteggiamento di Los Angeles”.

Bruce, il tecnico che avevo incontrato in precedenza nell’ufficio di Ray Reiser, era con noi nella stanza. Bruce sembrava sul punto di cadere addormentato ogni minuto. Entrambi, lui e Luigi, erano stati dentro e fuori la stanza della duplicazione per settimane. Stavano cercando di riparare le macchine che producevano le audio-cassette. Che era l’esatta parte della linea che fece tutte le cassette avariate.

“Questa è la linea Gauss”, disse Luigi mentre continuava a saldare. “Tutte queste macchine sono state costruite da una ditta chiamata Gauss”.

“Come mai non funzionano?” chiesi.

“Beh, non stanno copiando il suono dei nastri cosi bene come dovrebbero”, rispose Luigi.

“Perché non fate risolvere il problema alla ditta che le ha costruite?” chiesi, pensando che fosse solo una questione di garanzia.

“Perché il problema non è che non funzionino, queste macchine non funzionano cosi bene come il Presidente del Consiglio Amministrazione vorrebbe”, proruppe Bruce. “Dobbiamo rendere le macchine migliori facendo noi stessi le modifiche”.

Entrò CB e chiese per il mio aiuto nella stanza vicina e cosi tornai a spostare bidoni nell’area di rifinitura.

“Quanto tempo ci vorrà a quei tizi per riparare le macchine?” chiesi a CB.

“Sono mesi che ci lavorano, non lo so”, replicò. “Il COB è stato qui un mare di volte a chiedergli la stessa cosa. Loro gli rispondono sempre che stanno facendo il massimo e poi gli viene assegnata una condizione di Dubbio per aver fornito falsi rapporti”.

Il giorno dopo mi venne detto che non sarei stato assegnato all’area d’imballaggio finale ma che invece sarei diventato il controllo di qualità della linea Gauss. Questa era grossa. Il tipo che c’era prima era quello che causò l’intero flop che mandò tutti a gambe all’aria. Wow, non sapevo di questa cosa. Poteva sembrare un gran affare ma poteva finire in una catastrofe.

Dovetti studiare un mucchio di manuali dell’equipaggiamento tecnico con cui avrei operato. Nella Sea Org, se operi un qualsiasi pezzo di macchinario sul quale non hai ricevuto dei test, ti viene assegnata una bassa condizione. Devi leggerti i manuali dall’inizio alla fine e trovare qualcuno che ti faccia dei quiz su come opera l’equipaggiamento. Il primo dei manuali che dovevo studiare era lungo alcune centinaia di pagine. Era di un analizzatore di spettro 8562A della Hewlett Packard.

Mi ci vollero alcune settimane solo per passare attraverso a questo unico manuale. Il manuale in sé venne scritto da un ingegnere e io non avevo nessuna possibilità, anche solo per tentare di leggere questa cosa. Alla fine riuscì a finire questo manuale. Dopo aver imparato come operare la macchina ed ero pienamente conscio delle sue possibilità, provai a farmi dare un checkout. Scoprii che nessuno a Gold aveva mai letto il manuale di questa macchina e quelli che lo avevano iniziato non lo avevano mai finito.

“Non è nemmeno la nostra”, mi disse Luigi. “La Church of Spiritual Technology ce l’ha mandata quando ci serviva una cosa che fosse ben al di sopra dell’usuale analizzatore che avevamo qui prima. Questi analizzatori costano circa 85.000$. Vengono usati dalla NASA per testare le stronzate dello Space Shuttle”.

“Cosi io sono l’unica persona che ha letto il manuale per questo coso?” Esclamai, dopo aver passato tre settimane con la testa ficcata in cinque diversi dizionari tecnici leggendo cose sulla lunghezza d’onda, demodulatori e frequenze radar!

Dopo quel primo manuale, mi ci volle solo un giorno per passare attraverso tutto il resto che dovevo leggere e ricevere i checkout. Erano altoparlanti pre-amplificati, centralina controllo nastri della Studer, stampante dati OKI e un test di generatore/analizzatore della ditta Guass M2.

Dopo aver letto tutti i manuali, mi venne detto di andare giù da Luigi e Bruce per aiutarli a riparare le macchine.

Quel che Luigi e Bruce stavano facendo non era alcunché di scientifico. Luigi provava qualcosa, e poi lo verificava per vedere se funzionava. Quando non funzionava, provavano qualcos’altro. Mettevamo a punto tutte le macchine spendendo una intera nottata per renderle perfette. Dopo, dormivamo sul pavimento per due o tre ore, proprio vicino alle macchine, il mattino seguente facevamo dei test alle macchine e quelle erano nuovamente fuori fase del tutto. Questo andò avanti per intere settimane e non importa cosa facessimo, le macchine erano imprevedibili e mutavano durante la notte.

Alla fine, dopo settimane e settimane a provare ogni possibile cambiamento, la faccenda si ridusse ad alcuni punti precisi:

  1. I Master di produzione – La linea di produzione che faceva i master aveva degli errori che introducevano bassa qualità direttamente nei master che erano usati per fare le audio-cassette.
  2. Le macchine che riproducevano i master nella struttura di duplicazione – Le macchine che effettivamente riproducevano i master prodotti alle macchine schiave avevano dei difetti che bisognava modificare.
  3. Smistamento nastri – Il nastro per le audio-cassette lasciava cadere delle particelle mentre passava attraverso le testine di registrazione delle macchine schiave e questo creava una perdita nella riproduzione del suono.
  4. Temperatura – Le macchine schiave avevano una risposta in frequenza che si basava sulla temperatura della stanza. Anche il cambiamento di 1 solo grado poteva cambiare drasticamente la qualità delle registrazioni che venivano duplicate.
  5. Controllo di qualità – Il controllo di qualità veniva fatto su decisioni obiettive e non era computerizzato.

David Miscavige era stato nell’area dei nastri almeno 50 volte durante il corso di tutte queste scoperte. Ci aveva detto che una volta riparato tutto, dovevamo essere capaci di produrre 50.000 cassette la settimana per poter recuperare gli arretrati di audio-cassette di cui il pubblico scientologo aveva bisogno.

Ora che la linea di produzione funzionava dovevamo documentare tutto e fare delle fotografie di tutti i componenti elettronici e di ogni singolo pezzo di equipaggiamento. In modo che se qualcosa si rompeva nuovamente, si poteva far riferimento alla documentazione originale. Se qualcuno cambiava una qualche procedura, modificava un qualunque pezzo di macchinario o cambiava qualcosa della linea di produzione in qualsiasi modo, sarebbe stato dichiarato istantaneamente una persona soppressiva. L’accusa sarebbe stata di “Alto Crimine” e atto soppressivo – Per aver distrutto una installazione di lavoro.

Dopo aver documentato tutto e fatto funzionare le macchine perfettamente, iniziò ad arrivare sempre più gente di LA. Anche mia sorella finalmente si fece viva. Sembrava che ora avevamo persone a sufficienza per entrambi i turni del giorno e della notte e potevamo far andare la linea per 24 ore al giorno. C’erano:

  1. Rosi Kamman
  2. Clarisse Brousseau (Barnett)
  3. Tony Cifarelli
  4. Agnese Bertolina Johnson
  5. Lynnea Baker
  6. Marc Hadley
  7. Bob Ferris
  8. Stephanie Hadley
  9. Dan Crocini

10.Jessica Thompson

11.Caroline Buri

12.Carlo Russo

Io mio lavoro era quello di controllare le frittelle di nastro dopo l’uscita dalla linea di copia.

Il mio posto ufficiale era Ufficiale del Controllo di Qualità delle frittelle. Il mio capo era una ragazza di nome Lynnea Baker. Lei essenzialmente faceva la stessa cosa che facevo io ma doveva anche controllare del materiale nell’area dell’imballaggio finale. Stavamo facendo funzionare la linea per 24 ore al giorno e non riuscivamo a produrre più di 25.000 cassette la settimana. Jason Bennick era il Manager Generale ed era quello che faceva rapporto al COB su quante cassette stavamo producendo. Anche se c’erano più di 10 persone che lavoravano nell’area, venne deciso che sarebbero state sufficienti tre persone per il turno di notte. Eravamo io, Tony e Clarisse.

Dovevamo arrivare col bus alle 4.45 p.m. circa e lasciare alle 8.00 a.m. per tornare a casa. La nostra schedula piena era come segue:

4.45 – 5.00 ARRIVO ALLA BASE

5.00 – 5.30 CENA E ADUNATA

5.30 – 6.30 PRODUZIONE

6.30 – 9.00 STUDIO

9.00 – 11.30         PRODUZIONE

11.30 – 12.00       RAZIONE DI MEZZANOTTE (MID RATS)

12.00- 7.30 PRODUZIONE

7.30 – 8.00 COLAZIONE

8.00 – 8.15 RITORNO AL DORMITORIO

Basandosi su questa schedula, se andavi direttamente a dormire appena arrivato a casa e quando ti alzavi facevi una doccia veloce e ti vestivi in fretta, potevi in qualche modo dormire per almeno sette ore. Lavoravamo un centinaio di ore la settimana. Sulla carta sembrava okay se lo paragonavi ai turni della schedula giornaliera. Ma c’erano alcune cose non considerate.

La luce del giorno – quando andavamo a dormire, era giorno pieno. Mettevo delle lenzuola sopra le finestre della mia stanza provando ad oscurarle il più possibile. Tuttavia, la luce trapelava da alcuni punti e questi raggi illuminavano senza sforzo l’intera stanza. In più, Hemet, California, in estate era completamente immune da nuvole. Durante il giorno era molto luminosa.

Temperatura – Quando tornavamo dal turno notturno a Hemet, la temperatura durante il giorno estivo si aggirava tra i 39 e i 48 gradi. Non importa che tipo di condizionatore d’aria avevi, non era stato concepito per contrastare temperature cosi alte. Mi ricordo di aver dormito sopra alle lenzuola con il condizionatore posizionato su 21°  e comunque sudavo sette camicie.

Attività durante il giorno – L’area in città dove avevamo la casa era in pieno sviluppo. Una intera comunità stava costruendo dall’altra parte della strada e durante la settimana, c’erano mazze, martelli pneumatici, camion del calcestruzzo in retromarcia, o bambini che urlavano e giocavano in giardino durante le ore che avrei dovuto usare per dormire.

Dopo esser rimasto sul turno notturno per un po’ di tempo, avevo perfettamente capito come tenermi fuori dai guai e volare al di sotto dei radar. Stavo anche mettendo su una discreta abbronzatura! Da quando ero sul turno di notte, tornavo a casa ogni giorno e dormivo all’aperto su uno sdraio vicino alla piscina dell’edificio dove si trovava l’appartamento in cui vivevo. Non c’era nessuno della Base che mi potesse vedere e, finché mi rigiravo una volta ogni tanto, riuscivo a prendere una buona quantità di sole ogni giorno. Pensavo di andar bene. Si, dovevo lavorare per tante ore, ma era meglio di non poter parlare alla mia famiglia e non ero nel Progetto Forza di Riabilitazione. Era l’unico modo per evitare di diventare pazzo alla Base Int. Invece di pensare a quanto brutta fosse, dovevi pensare a quanto brutta potrebbe diventare se decidevi di andare contro corrente e provare a scappare.

C’era sempre un pacco di persone che spesso perdeva la pazienza e, o faceva blow o diceva che voleva lasciare ed andarsene. I pochi che riuscirono ad andar via non li vedemmo più. Si sentivano voci che li avevano imprigionati o che vivevano per strada. Quelli che venivano acchiappati finivano a lavare piatti o venivano assegnati ad un lavoro che nessuno avrebbe mai voluto fare oppure finivano al Progetto Forza di Riabilitazione.

Come pubblico scientologo non avevo fatto molti servizi e non avevo completato alcun livello maggiore. Avevo fatto il Purification Rundown ed alcuni altri servizi introduttivi prima di diventare un impiegato e questo era tutto. Un giorno, mi venne detto che potevo ricevere un po’ di auditing. Non fui un granché eccitato all’idea, avrei preferito andare a scuola guida. Pensavo che guidare sarebbe stato più divertente di fare auditing. Venni pressato per fare prima l’auditing e mi venne detto che questa era una opportunità che capita solo “una volta nella vita”. Mi venne fatta un corta intervista su quel che stavo facendo e su come andava il lavoro; venni istruito per andare su alla Villas. La Villas è dove a quel tempo era localizzato il Religious Technology Center. Venni indirizzato all’Ispettore Generale per l’Etica, Marty Rathbun! Quando arrivai lassù, mi venne incontro un membro dello staff che mi introdusse a vedere Marty. Mi sedetti di fronte alla sua scrivania. Iniziò dicendomi che ero uno di due persone dell’intera Base ad essere qualificate per ricevere quel tipo di auditing. Mi disse che non mi era permesso di dire a nessuno del mio auditing. Non dovevo dirlo ai miei compagni di lavoro, non dovevo dirlo ai membri della mia famiglia, nessuno. Sarei dovuto andare in session ogni giorno e dovevo essere sessionabile ogni giorno non importavano le circostanze. Lo avrei fatto per settimane e dovevo fare ogni cosa di cui ci fosse bisogno per essere in session alla stessa ora ogni giorno. Mi disse che tutti i miei senior sarebbe stati istruiti che ero sullo “studio” di uno speciale programma e che il Religious Technology Center avrebbe direttamente supervisionato i miei progressi.

Era tanto da mandar giù in un solo boccone. Ero un po’ shoccato da tutto questo, ma non di meno, ero in gioco. Oh, si, un’altra cosa, il mio auditor sarebbe stato Tom Cruise. Mi cadde il mento. Lo staff aveva lavorato giorno e notte per settimane a preparare le case (G Units) dove Tom Cruise avrebbe alloggiato. Questo spiegava tutte le piante di fiori interrate vicino alle G Units. Si supponeva rimanesse a vivere alla Base per molte settimane o mesi e avrebbe portato con sé Nicole Kidman. Tutto iniziava ad avere un senso ora. Tom Cruise veniva per studiarsi i livelli dell’accademia. Doveva fare il suo addestramento come auditor e aveva bisogno di qualcuno da audire e questa persona doveva essere molto in basso sul ponte. Questa persona ero io.

Tornai al mio posto e lavorai tutta la notte come avevo sempre fatto. Il giorno dopo fu il gran giorno. Arrivai a pranzo come sempre. Mangiai e dopo l’adunata del pranzo invece di andare in classe come tutti gli altri, m’incamminai verso lo Studio One.

Mentre camminavo verso la sala conferenze, Tom era in piedi che mi aspettava nel corridoio.

“Ciao, sono Tom”, disse. Mi prese la mano con la sua e con l’altra si aggrappò al mio braccio. Doppia stretta di mano. Okay.

Pensai tra me e me, certo che lo sei, come se stessi per chiedere, “Come ti chiami?” di certo tu sei Tom Cruise! Tutti sanno chi sei.

“Sono Marc”, dissi.

“Hey, Marc, piacere incontrarti. Vieni dentro”. Tom mi guidò dentro la sala conferenze. I miei occhi scannerizzarono la sala per vedere chi altro c’era dentro. La sala conferenze era stata trasformata in una classe e in una stanza per l’auditing. In una parte della sala su di un grande tavolo stavano studiando Kirstie Alley e Nicole Kidman. Bruce Hines dell’ufficio del Senior Supervisore del Caso faceva da supervisore dei corsi. Un’altra ragazza dello stesso ufficio, Heidi Stahli, un sorta di piccante ragazza europea con un grande paio di poppe e lunghi capelli biondi aiutava nella supervisione. Nicole e Kirstie stavano leggendo quando feci la mia comparsa. Non c’era nessun altro.

Segui Tom all’altro lato della sala dove era stato allestito un e-meter sopra un piccolo tavolo. L’ultima volta che ero stato messo su un e-meter fu quando stavo ottenendo il mio nullaosta. Non avevo nemmeno studiato tanto da quando ero arrivato alla Base.

Tom mi fece sedere. Mi chiese se la stanza andava bene o se era troppo caldo o troppo freddo. Mi allungò le lattine metalliche che erano agganciate all’e-meter. Mi fece stringere le lattine alcune volte. Questo viene fatto cosi l’e-meter può essere impostato per l’individuo che stai audendo. Quindi mi chiese di prendere un profondo respiro e di rilasciarlo. Questo mostra se hai mangiato e dormito a sufficienza. Viene chiamato test del metabolismo. Se l’ago dell’e-meter non ha una caduta verso destra sul quadrante di una certa quantità, non puoi andare in session.

Tom mi diede uno sguardo perplesso. “Proviamolo ancora una volta”, disse.

Presi un profondo respiro e lo lasciai andare.

“Ummm. Non c’è il metabolismo”, disse Tom.

“Hai dormito abbastanza?” chiese.

“Si”, annuendo col capo.

“Hai mangiato abbastanza?” chiese Tom.

“Si”.

“Hai preso le vitamine?”

Ma questo tipo mi sta prendendo in giro? Pensai. Non prendo mai le vitamine.

“No”, scrollando il capo.

“No? Oh, bene, questo può essere il problema”, disse Tom sorpreso mentre si alzava dalla sedia e giro attorno al tavolo.

“Non prendo mai le vitamine”, dissi mentre ci incamminavamo verso l’area della cucina vicina alla sala conferenze.

“Bene, abbiamo qualcosa qui che può aiutare”, disse mentre entravamo nella cucina.

C’era più cibo nella cucina di tutto quello che avevo visto durante l’anno. Panini, snacks, bevande, tre tipi diversi di antipasti, riso, vegetali, frutta. Nominatene uno e in questa stanza lo avevano. E solo in caso che “qualcuno avesse un languorino”.

Chissà con cosa li rimpinzavano per cena? Furtivamente ingurgitai un dolce alla crema e formaggio mentre Tom stava rovistando tra alcune scatole di vitamine.

Tirò fuori una piccola scatola di plastica con dentro 4 o 5 vitamine.

“Queste dovrebbero aiutare”.

“Fantastico”. Le afferrai e andai a prendere dell’acqua.

“Assumi parecchio polline d’api?” Chiese Tom mentre con calma sceglievo quale drink usare sciacquare il dolce alla crema e le vitamine amare.

“Cosa dalle Api? Mai”. Risposi prima di bere un sorso di Snapple.

“Mai preso il polline d’Api?” Disse, quasi eccitato. “Oh, quello farà il miracolo di sicuro”.

Wow, questo è il tizio di Top Gun e il polline d’Api è ciò che lo eccita.

“Dove possiamo prendere un po’ di polline d’Api?” Urlò a Heidi dalla cucina.

“Credo ne abbiano un po’ in Cantina”, disse lei. “Possiamo mandare qualcuno a prenderlo”.

“Oh, è okay, possiamo andare noi a prenderlo”, disse Tom indicandomi di seguirlo fuori.

La sua moto Yamaha TW200 nera era parcheggiata proprio fuori le porte dello studio. Ci Sali sopra e la avviò.

“Salta su. Possiamo volare laggiù, prendere un po’ di polline d’api e ritornare in pochi minuti”, disse Tom senza la minima preoccupazione al mondo.

Salii su. Al diavolo la parte confidenziale che dovevo essere audito da Tom Cruise. La gente mi avrebbe visto seduto sulla moto con lui all’andata e al ritorno dalla Cantina. Infatti, era ora di pranzo e sarebbero stati tutti dalle parti della Cantina. Bene, se questo fatto diventa una qualche sorta di flop, getterò Tom sotto all’autobus per questo scherzo.

Ci dirigemmo verso la Cantina. Ogni volta che sorpassavamo qualcuno, pensai che poteva diventare un flop e a come me lo avrebbero detto.

Parcheggiammo alla Cantina. Tutti ci fissavano. Tom camminò dentro la Cantina e chiese alla persona alla cassa se avevano delle barrette di polline.

“Si”, disse la persona, stordita, “Sono là sopra”.

“Grazie”, disse Tom e prese la barretta, me la allungò e ci dirigemmo di nuovo fuori.

Non pensò nemmeno di pagarla. Mi meravigliai di doverla pagare io. Ritornai fuori guardando questa cosa che chiamavano barretta di polline d’api. Avvio la moto, la gente ci fissò, salii e ripartimmo. Almeno 50 persone mi avevano visto cavalcare la moto con Tom Cruise. L’intera Base lo avrebbe saputo prima che la notte fosse finita dal quanto la gente era chiacchierona.

Ritornammo nella sala conferenze. Mangiai la barretta. Aveva il sapore della merda. Ora sapevo perché non ne avevo mai mangiata una. Avrei mangiato barrette di Snickers tutto i giorni della settimana piuttosto che una di queste. Mi lavai la bocca dal sapore del polline con il resto della Snapple.

Parlottammo per alcuni minuti per lasciare che il polline facesse effetto. Mi chiese cosa facevo e dove lavoravo. Poi la conversazione prese una certa piega.

“Conosci Greg Wilhere?” mi chiese Tom.

“Si”, dissi, non sapendo dove questo potesse condurmi.

Greg Wilhere era il padre di un bimbo che veniva a scuola con me, Darius.

Darius era a Gold ora e vivevo ad alcuni appartamenti di distanza da lui.

“Si, ora, quando girammo ‘I Giorni del Tuono’, sai, era con noi durante le riprese e lo chiamavamo come il dottore del film”. Disse Tom ridendo. La sola cosa a cui potei pensare era che Greg Wilhere era un compagno di Tom Cruise nei film, bello.

“Bene, proviamo ancora?” chiese Tom.

“Certo”, dissi mentre ci dirigevamo verso il tavolo per l’auditing.

Presi le lattine in mano. Rifacemmo la stretta delle lattine e provai nuovamente a prendere il respiro. Ne presi uno enorme e lo rilasciai.

“Questo è buono”, disse.

“Okay”, dissi sorpreso che ci fosse un trucco chiamato polline d’api, sapendo molto bene che probabilmente il trucco l’aveva fatto il dolce alla crema e formaggio.

Continuammo ed iniziai l’auditing che andò avanti per circa un ora. Per metà del tempo vagavo con la mente pensando a come fosse possibile che Tom Cruise audisse me. Infine, terminammo e Heidi si accostò per darmi un esame di fine session. Dopo ogni session di auditing devi ricevere uno di questi esami per far vedere che l’auditor non sta falsificando le note della session o dica che la session è stata magnifica mentre invece faceva schifo. Andò bene per quel che potevo dire io.

Ci salutammo e me ne andai. Ero a posto per la giornata. Potevo tornare al lavoro con la speranza di non dover avere a che fare con nessuno del mio dipartimento che potesse avere sentito qualche cosa sulla mia piccola precedente escursione alla Cantina.

Tornai dentro al settore nastri e tutti volevano sapere com’era andata. Sapevano. Gli dissi che non ero autorizzato a parlarne e che se lo avessi fatto sarei finito nei guai. Tornai al mio lavoro pretendendo che tutto fosse sempre com’era sempre stato.

Questa cosa andò avanti ogni giorno della settimana per mesi finché non ebbe finito con l’addestramento all’auditing introduttivo. Fu un periodo molto interessante. Dopo di che mi tennero d’occhio per assicurasi che non mi cacciassi in qualche grosso guaio, perché dopo tutto ero il ragazzo che era stato audito da Tom Cruise. Se fossi andato giù di testa, o avessi imitato Dio, significava che si era verificata una qualche out-tech; avrebbero incolpato il mio Auditor, Tom Cruise. E questo non doveva succedere.

Tom andava e veniva dalla Base. Lo capivi quando c’era perché dovevamo pulire per una intera settimana ed assicurarci che il luogo fosse perfetto.

Una notte nel tardo mese di Giugno, circa l’una a.m., vedemmo un trasporto mezzi entrare dal cancello principale e tutto ciò che trasportava era una singola auto. Era una Mercedes nuova di zecca. Non appena la vedemmo, capimmo di chi era. Domande non ce n’erano nel modo più assoluto. Il mattino seguente mentre stavamo andando per la colazione, vedemmo Nicole Kidman che guardava l’auto. Era un regalo di compleanno per lei. Tom arrivò a bordo della sua moto come un razzo e frenò a pochi centimetri da Nicole facendola urlare. Apparentemente Tom era un burlone. Quella fu l’ultima volta che vidi Tom e Nicole negli anni 90.

In seguito smise di venire alla Base del tutto.

Le voci erano che qualcuno della Base aveva detto ad una sorgente esterna che Tom, non solo era in Scientology, ma che veniva alla Base Int per addestrarsi in Scientology. Era vero, ma David Miscavige non voleva che il vasto pubblico lo sapesse. Parte dell’idea di avere Tom che si addestrava e faceva tutti i corsi era che, quando gli altri avessero scoperto che era in Scientology, lui sarebbe stato sufficientemente in alto che le critiche spietate non lo avrebbero toccato e sarebbe rimasto dentro.

Dopo alcuni giorni, la talpa venne scoperta. Un tipo di nome Brad Kugler dell’unità centrale per il marketing era stato messo alle strette. Conoscevo Brad perché andai alla Delphi con suo fratello più piccolo Ryan. Quando ero a ABLE conoscevo suo padre, Ben, perché era una fonte di  donazioni a molti zeri. Cosi Brad venne messo sui Sec Cherck a tempo pieno. Brad venne sottoposto a verifiche di sicurezza di punto in bianco e allo stesso tempo la fuga di notizie su Tom Cruise, era un segnale certo che qualcosa era successo. Le voci di corridoio sostenevano che mentre stava parlando con sua madre al telefono gli disse delle visite di Tom. Quindi lei a sua volta, forniva i dati a qualche giornale di bassa lega. Brad sparì in pochi giorni. Venne scaricato dalla Base e sua madre fu dichiarata un SP. Alla moglie di Brad, Thasa, venne ordinato di divorziare da lui. Se qualcosa di tutto questo fosse stato vero, quando accadevano dei flop si doveva sempre mettere “una testa sulla picca”. Questo era la maniera di Dave di mettere la parola fine. Potevi contarci che trascinasse l’agonia e la pena fino a che qualcuno veniva spedito all’RPF o dichiarato soppressivo. Poi ci saremmo tutti concentrati sul prossimo atto di Dave per un flop.

Chiunque aveva accesso ai telefoni in quel periodo lo perse. Dato che un tizio aveva segretamente usato il telefono per fornire a sua madre alcuni dati, nessuno della proprietà poteva più chiamare l’esterno senza passare attraverso il centralino.

Ciliegina sulla torta, anche Tom Cruise non si fece più vedere. Il suo giardino segreto non era più cosi segreto.

Capitolo dieci

Mare del peccato

Era il 2 di Agosto 1990. Era come ogni altro giorno. Eravamo tornati a casa alle 8.00 a.m. e mi stavo affrettando per andare a dormire. Nel pomeriggio venni svegliato, non da qualcuno, ma dal rumore della pioggia. Era stato caldo da morire fuori, essendo Agosto, la pioggia era l’ultima cosa che mi sarei aspettato. Misi un paio di calzoncini ed usci fuori. Sembrava come l’inferno che avete sempre immaginato se questo fosse posizionato sopra la città di Hemet. Il cielo era letteralmente nero di nuvole. La pioggia scendeva a secchi. L’acqua non aveva un posto dove defluire. Lì dove cadeva creava delle pozzanghere. Il parcheggio del complesso di appartamenti era allagato e i marciapiedi erano coperti d’acqua e stava iniziando ad entrare dalla porta principale dell’appartamento. Una cosa da pazzi. Non credevo stesse succedendo. Tornai dentro. Gettai un mucchio di asciugamani sul pavimento all’interno della porta per tenere l’acqua fuori ed asciugai quella che era già scivolata dentro.

Tornai a dormire, mi alzai alle 4.30 p.m. e tornai fuori. Tony e CB erano lì e parlammo della pioggia che ci aveva svegliato tutti. Il bus che ci veniva a prendere come al solito alle 4.45 p.m. non era ancora arrivato ed erano le 5.00 p.m. Alle 5.15 p.m., chiamai da un telefono a pagamento l’ufficio del manager. Avrebbero mandato qualcuno a prenderci.

Alle 5.45 p.m. arrivò questo ragazzo italiano con la sua auto. Il suo nome era Marcello. Non parlava inglese molto bene, ma per la maggior parte riuscivi a capire cosa diceva.

“Cosa diavolo sta succedendo?” gli chiesi. “Perché l’autobus non ci è venuto a prendere?”

“Sono venuto io”, disse Marcello. “La Base è tutta allagata. Le strade sono chiuse”.

Oh, ragazzi, non era buono. Marcello era appena stato in città a prelevare le cose di qualcun altro ed è finito arenato qui perché non poteva ritornare alla Base per via delle strade chiuse. Quando chiamò, gli dissero di venirci a prendere e di provare a rientrare in qualche modo alla Base. Sanderson Street era allagata vicino a Hemet e non era praticabile. L’altra strada che portava alla Base, State Street, era allagata ma non cosi tanto, ma la strada che andava verso la Base da quella direzione era completamente bloccata da una montagna di fango.

Dopo circa un ora, finalmente riuscimmo a passare dal lato della Sanderson e ad arrivare al lato Ovest della Base. Sembrava il territorio di un paese in guerra. C’erano alberi caduti ovunque. Non solo rami e foglie, interi alberi rovesciati con le radici esposte. C’erano fronde di palma dappertutto.

Non appena girammo il cancello principale, rimasi colpito. C’erano persone coperte di fango dappertutto. Tutti erano bagnati e sporchi e sembrava che il caos fosse ovunque. Ci fermammo alla cabina principale. La sicurezza prese parecchie borse dal baule di Marcello. Appartenevano a Jacques Boucher. Stava seduto nel retro della cabina della sicurezza e sembrava abbastanza abbattuto. Stava partendo per il Progetto Forza di Riabilitazione a Los Angeles. Era il tizio della divisione audio che fece tutta la produzione dei master per la linea Gauss, non sembrava buono per Jacques.

Andammo direttamente al reparto nastri. Lo staff del turno di giorno ci aggiornò su cosa era successo. L’intera Base si era allagata completamente. The Villas erano allagate. La montagna sopra le G Units si era trasformata fango ed era scivolata giù oltre l’autostrada fin sopra le G’s. Si supponeva che almeno due o tre Unità erano andate distrutte. C’erano danni ovunque alla Base, alberi caduti sulle auto, edifici e altre strutture. La pioggia aveva causato danni per milioni di dollari.

Non appena venimmo aggiornati, ci venne detto che c’era una adunata obbligatoria per tutto l’equipaggio nella sala da pranzo.

Non era un buon segnale, le uniche volte dove venivano chiamate adunate occasionali di tutto l’equipaggio era quando qualcuno doveva essere arrostito.

Quando arrivammo, centinaia di persone stavano già pulendo i tavoli e spostandoli verso il lato dell’equipaggio. Noi dovevamo allinearci tutti in gruppo sul lato ufficiali; il lato dell’equipaggio venne usato per immagazzinare sedie e tavoli. L’intera Base era nella sala da pranzo. Ognuno era in fila con le persone della sua organizzazione individuale. Gold era davanti e tutti gli altri allineati dietro. Di fronte a noi c’era un podio e un set microfonico. Era per David Miscavige – COB RTC. Ci doveva fare un discorso.

Dopo che tutti vennero contati ed allineati, aspettammo sull’attenti per quel che sembrò una eternità. Probabilmente furono 10 minuti, ma mentre eri lì col cappio al collo aspettando che il boia tiri la leva che apre la botola sul pavimento sotto ai tuoi piedi, il tempo si ferma.

La porta sul lato ufficiali tremò lievemente. David Miscavige entrò come un furia. Salì sul podio ed iniziò ad urlarci addosso. Noi eravamo i pagani responsabili, avevamo causato noi l’allagamento, eravamo feccia, avevamo sabotato qualsiasi cosa che LRH aveva provato a costruire, eravamo il motivo per cui venne sviluppata la verifica di sicurezza, eravamo il motivo per cui venne sviluppato il rundown delle droghe, eravamo il motivo per cui venne sviluppato il rundown di purificazione, eravamo feccia, e all’intera org venne assegnata una condizione di Confusione! 15 minuti di pausa per i pasti, nessun privilegio della Cantina, nessun momento di libertà, niente. E automaticamente tutti perdemmo due Team Share cards e non potevamo riscattarle finché l’intera organizzazione non fosse uscita dalle basse condizioni.

Sbraitò un sacco di altre cose mentre eravamo lì. Fu cosi intenso e forte che molti membri dell’equipaggio svennero mentre gridava. Letteralmente caddero da in piedi, svenendo al contatto col pavimento.

Degli staff del Religious Technology Center entrarono da tutte le parti e passarono di mano una pubblicazione adornata d’oro che avevano stampato.

Era la versione ufficiale stampata della flagellazione di David Miscavige priva delle volgari profanità lanciate in precedenza. C’era anche una lista delle cose che voleva facessimo per poter risalire dalle basse condizioni. Era la lista di tutte le cose che aveva provato a realizzare per anni. Ora che c’era stato un allagamento, la lista conteneva anche la riparazione a tutti i danni che l’acqua aveva creato. Una voce della lista diceva che la linea Gauss doveva produrre 50.000 nastri la settimana.

Dopo che la pubblicazione venne consegnata, il COB marciò fuori e noi restammo là, immobili. Eravamo tutti sotto shock. Questo luogo era schifoso quando avevamo tutti i “privilegi” al loro posto. Ora avrebbe fatto veramente schifo. L’ufficiale comandante disse a tutti di ritornare alle loro aree e di scrivere le loro formule delle condizioni. Ci disse energicamente che se avessimo fatto le cose in modo standard, saremmo usciti da questa situazione in poche settimane.

Ci fu un’altra adunata al Building 36 quella notte. Tutti dovevamo star svegli per la notte a togliere il fango dal basamento del palazzo che si era allagato e sistemare altri danni. Lo staff dei nastri era tipicamente esente da questo tipo di questioni dato che dovevamo produrre nastri non importa il resto, se stavamo spalando fango altrove, non si producevano i nastri. Tornammo alle nostre aree. Una cosa buona del turno di notte, era che noi eravamo già lì per tutta la notte comunque! Alcuni ragazzi del turno di giorno vennero mandati a spalare il fango mentre il gruppo del turno di notte rimase a lavorare.

Tutti dovevano scrivere le loro formule delle condizioni e farle visionare prima che fosse permesso a chiunque di tornare a casa per la notte. Noi ritornammo a lavorare come sempre e facemmo le nostre cose.

L’intera organizzazione passo tutta la notte in piedi. Nessuno andò a casa. Al mattino, andammo a far colazione per 15 minuti e andammo a prendere l’autobus. Ci venne detto di non andare a casa ma che dovevamo presenziare all’adunata del mattino. Se non salivamo sull’autobus, non saremmo andati a casa e avremmo passato tutta la giornata bloccati alla Base.

Tornammo al Building 36 in attesa dell’adunata. Mentre l’equipaggio si riuniva, la tensione crebbe. Non solo la gente era di cattivo umore per aver perso il privilegio di dormire, aver accorciato il tempo della colazione ed avergli assegnato condizioni basse, ma c’erano alcuni dell’equipaggio che si consideravano al di sopra degli altri ed iniziarono a richiamare altri staff accusandoli di essere più fuori etica degli altri. Qualcuno nella fila fece una saggia osservazione, e una ragazza lo chiamò dicendogli che era un buffone e un denigratore e che si dovrebbe trasformare in una Team Share Card. Iniziarono a litigare e la gente gli disse di star zitti e di ritornare in linea.

In quel momento iniziò l’appello. Il Master of Arms chiamò le divisioni come faceva di solito. Le leggeva da un foglio, quando qualcuno lo interruppe a voce alta. Era un ufficiale che non avevo mai visto prima. Era vestito con una uniforme della Sea Org diversa dalla nostra. Era l’uniforme che la Sea Org vestiva quando andava in missione dentro un’altra organizzazione. Era Greg Wilhere, un ufficiale del Religious Technology Center. Vicino a lui c’era un altro tizio che non riconobbi. Greg iniziò a parlare verso di noi.

“Siamo in missione nella vostra org. Siamo gestiti direttamente dal COB e dobbiamo far rapporto a lui giornalmente. Ovviamente, tutti avete letto la pubblicazione di ieri. Bene noi siamo qui per applicare quella pubblicazione ed assicurarci che venga portata a termine. Abbiamo anche alcune nuove regole che riguardano voi ragazzi e come operate. Tutti voi dovete essere dove si suppone che dobbiate essere quando si suppone che ci siate. Ci saranno diverse adunate ogni giorno. Se qualcuno è in ritardo a una di queste adunate, anche solo di 10 secondi, verrete assegnati ad un progetto di ammenda per tutta la notte”.

“Se quella stessa persona arriva in ritardo per la seconda volta, verrà assegnata istantaneamente al Progetto Forza di Riabilitazione di Los Angeles – senza eccezioni”.

“Ogni giorno parteciperete a degli esercizi di gruppo come una organizzazione”.

“Ogni giorno parteciperete a degli esercizi di marcia come una organizzazione”.

“Ogni giorno parteciperete ai Dati Chiave della Scuola Cinese L. Ron Hubbard”.

“Questo è il solo metodo per voi ragazzi di diventare una vera organizzazione e per uscire dalle vostre basse condizioni”.

“Ora lascerò la parola a Mr. James Byrnes che percorrerà su di voi la Scuola Cinese e la marcia”.

L’altro tizio si mise di fronte all’equipaggio. Guardò le file dell’equipaggio e disse alla gente di raddrizzarsi e di mettersi in linea diritta. Poi ritornò al centro del luogo dell’adunata. Iniziò ad abbaiare dei comandi.

“Att-enti!”

“Rip-oso!”

“Att-enti!”

“Att-enti!”

“Rip-oso!”

“Att-enti!”

“Rip-oso!”

“Att-enti!”

“Rip-oso!”

“Front destr”

“Front sinistr”

“Al centro”

“Att-enti!”

“Rip-oso!”

“Front sinistr”

“Rip-oso”.

“Oh, mio Dio, ragazzi siete patetici! Siete ancora addormentati? Siete orribili. La metà di voi non riconosce nemmeno la sinistra dalla destra! Siete sciatti. Sembrate merda. Sembra non ve ne importi. Non ve ne importa, lo sappiamo. Siete dei perdenti. Noi siamo qui per trasformarvi in dei vincenti e in membri di un gruppo. Quando avremo finito, non resterete ancora qui se siete dei perdenti perché poteremo i rami secchi e ci libereremo di quelli che non riusciranno a superare il gradino”.

“Di fatto, c’è nessuno tra voi che non vuole essere qui? C’è? Alzate la mano se non volete essere qui proprio ora. Sta diventando difficile. Se non volete essere qui, alzate la vostra mano e potrete andarvene”.

Tutti si guardavano intorno. C’era qualcuno sufficientemente coraggioso che alzasse la mano? Avrei desiderato alzarla io. Ma non lo feci. In quel momento alcuni ragazzi alzarono le loro mani! C’era gente che effettivamente alzava la mano. Wow! Io di sicuro ci pensai. Non osavo alzare la mia mano. Non succedeva nulla in questo luogo senza fili giganti attaccati.

“Bene”, continuò Mr. Byrnes. “Voi ragazzi andate all’Hubbard Communication Office e ci assicureremo che possiate andarvene immediatamente”.

“Qualcun altro pensa di non potercela fare qui? Questo è il momento. Questa è la vostra chance per andarvene ora. Vi daremo un biglietto di sola andata fuori di qui proprio ora, senza farvi domande”.

“Okay, non c’è più nessuno. Altri di voi lasceranno. Vi troveremo e i deboli verranno spediti fuori da questo gruppo e mandati via. Solo le tigri sopravviveranno a questa evoluzione”.

“Att-enti”.

“Dismessi”.

Si erano fatte le 9.00 a.m. e noi, i ragazzi del turno di notte, eravamo bloccati qui. Stavamo in piedi a parlare ai ragazzi del turno di giorno cercando di capire che cosa dovevamo fare.

“Bene voi ragazzi dovreste rimanere perlomeno tutto il giorno dato che noi siamo dovuti rimanere tutta la notte”, disse Rosi.

“Adesso, perché dovremmo farlo?” abbaiai.

“Beh, tutti siamo dovuti rimanere qui! Perché voi non ci dovete rimanere come noi?” rispose immediatamente Rosi, come se l’avesse pianificato da tempo.

“Bene è deciso che voi ragazzi rimarrete”, disse Rosi e si incamminò verso l’edificio.

Tutti e tre di noi dell’equipaggio del turno di notte restammo lì per decidere cosa fare.

“Andate su produzione! Che cosa state facendo ancora qui in giro?” ci abbaiò Greg Wilhere.

Ci affrettammo verso l’edificio, non volevamo rischiare dei guai.

Dato che raramente eravamo sul posto assieme ai ragazzi del turno di giorno, non potevamo fare nulla che ci beneficiasse cosi decidemmo che avremmo svolto dei preparativi per il nostro turno. C’era della competizione tra il turno di giorno e quello di notte. Anche se eravamo solo tre persone, producevamo regolarmente di più del turno di giorno perché avevamo meno distrazioni durante il nostro turno notturno. Nessuna telefonata, nessuna adunata lunga un ora, nessuna ispezione degli executives, nessuna persona che entrava a chiederci materiale, soprattutto lavoravamo di più e producevamo di più. Questo faceva incazzare il turno di giorno e generalmente ci lasciavano delle cose da fare per caricarci di più lavoro.

Portare via l’immondizia e la triturazione non veniva mai fatto alla fine del turno di giorno. Se la triturazione non si faceva regolarmente, la sicurezza poteva passare ed assegnare a chiunque ne fosse responsabile una condizione di Nemico per aver violato le regole sulla sicurezza. Se era carta con su dello scritto, doveva essere triturata e non poteva essere gettata via o lasciare la proprietà per nessuna ragione.

Cosi facemmo la triturazione, mettemmo le scorte a portata di mano per il nostro turno e usammo il tempo per prepararci a produrre di più durante la notte. Questo sarebbe stato un turno molto lungo.

All’adunata di pranzo, ci venne detto di una nuova procedura che avrebbero messo in essere, il “fuoribordo”. Mr Byrnes lesse un ordine di Hubbard che copriva l’esatta procedura di come essere gettato fuoribordo.

Qualcosa tipo essere bendato e gettato nell’oceano, venne chiesto a qualcuno di leggere un corto passaggio di come questo avveniva.

“Affidiamo i nostri peccati alle profondità. Che tu possa riemergere un Thetan migliore!”

Mi meravigliai se fossi stato la sola persona tra la folla dell’adunata che sapeva di trovarsi a 160 chilometri dall’oceano più vicino. Non appena il pensiero mi attraversò la mente Mr. Byrnes disse che tutti i fuoribordo si sarebbero fatti al lago della proprietà.

Il lago era un disgustoso tratto d’acqua fangoso a circa 100 metri dal Building 36. In una giornata calda, qualche volta potevi sentirne la puzza da lontano. Gli uccelli e i pesci morti che aveva dentro sollevavano un certo aroma. Questo è il luogo dove ci avrebbero gettato “fuoribordo” se facevamo incazzare un superiore o facevamo qualcosa che era in violazione di una delle tante regole o regolamenti. Meraviglioso. Le cose stavano veramente migliorando.

Capitolo undici

A volte desidero esser morto

Dopo alcune settimane, con tutte quelle restrizioni forzate iniziai a crollare. Mi erano venute a mancare due Team Share Cards e non avevo ricevuto la paga da quasi due mesi. Non dormivo molto e nemmeno studiavo. Le ore di studio, erano diventate più o meno come due ore e mezza di riposo, dato che per la maggior parte del tempo speso in classe uno finiva come al solito per addormentarsi.

Pisolare mentre sedevo al mio posto di verifica dei nastri quando uscivano dalla linea era ormai un fatto regolare. Siccome nessuno era mai in giro di notte al di fuori degli altri ragazzi del turno notturno (che solitamente facevano lo stesso), non era una cosa molto grave.

Un giorno, quando arrivai alla Base dalla mia corsa giornaliera con l’autobus, mi venne detto che dovevo recarmi direttamente al reparto nastri. Quando arrivai là, la gente era affollata attorno al mio posto.

“Sei bruciato, mister!” mi abbaiò Jason Bennick non appena entrai dalla porta.

“Hai violato la linea di produzione e, se fosse per me, ti dichiarerei una persona soppressiva”.

Mi sedetti al mio posto tentando di capire di cosa parlasse. Mi vennero mostrati diversi risultati di test delle frittelle che avevo passato la notte prima. I risultati dei test erano marcati come “passati” da me, ma due delle 300 frittelle verificate avevano una frequenza leggermente fuori specifica che non avevo colto. La specifica era di +/- 2dB sulle frequenze di 20-20.000Hz e una frequenza era circa di 1/10mo di Decibel fuori specifica su due frittelle. Fui interrogato e sgridato duramente da quattro persone in una volta che mi chiedevano come mai le avevo inviate all’imballaggio. Jason Bennick stava ancora urlando e gridando sul dichiararmi per il mio ipotetico tentativo di sabotare la produzione. Potevo capire i sui modi di fare da un chilometro di distanza. L’ultimo Manager Generale fu licenziato dal posto per aver permesso all’equipaggio precedente di produrre cassette difettose. Jason mi avrebbe dichiarato una persona soppressiva e io sarei stato il tizio sbagliato mentre tutti gli altri sarebbero tornati agli affari loro come sempre.

“Non ci sono ragioni su questo. Hai violato la linea di produzione. Devi essere dichiarato!”

Mi alzai e con semplicità dissi, “Bene se mi dichiarerai, me ne vado. Sono fuori di qui”.

Uscii e mi diressi all’Hubbard Comminication Office. Jason Bennick mi segui subito dietro. Non appena arrivai là, Jason entrò urlando, ”Questo ragazzo deve essere dichiarato soppressivo. Ha violato la linea di produzione dei nastri! Prendi una pubblicazione per la dichiarazione subito all’istante!”

Mi sedetti e non dissi nulla mentre Jason spiegava ogni cosa al Segretario dell’area di HCO. Lei lo ascoltò e quando ebbe finito, disse, “Okay, vedremo cosa c’è bisogno di fare”.

Jason mi indicò e disse, “SEI UNA PERSONA SOPPRESSIVA!” e si diresse fuori come una furia.

Non me ne poteva fregare di meno, avevo già deciso che tutto questo era completamente pazzesco e che me ne sarei andato al diavolo fuori di lì. Non avevo intenzione di rimanere nei dintorni.

Il Segretario dell’area di HCO mi guardò e disse, “Cosa vuoi fare?”

“Me ne voglio andare”, dissi, “dammi il Routing Form per lasciare lo staff”.

Si allungò sulla scrivania e tirò fuori il formulario per l’uscita. Lo compilò col mio nome e me lo diede. Lo lessi.

Era una lunga lista di cose che dovevo fare prima che mi fosse permesso di andarmene. Avevo una lista di persone che mi veniva richiesto di vedere, documenti che dovevo firmare, dovevo sottostare ad una verifica di sicurezza, dovevo scrivere una lista dei miei overts e withold, e la lista andava avanti e avanti. Non m’importava che cosa ci voleva, volevo andare via. Non mi interessava più non prendere nessuna paga, nessun rispetto e metterci 100 ore del mio tempo ogni settimana, essere torturato e mentalmente abusato per tutto il tempo.

Jason tornò indietro marciando. Andò dal Segretario di HCO ed iniziò ad urlarle. “Sarà meglio che ti assicuri che questo tizio venga dichiarato soppressivo! Ha violato la linea di produzione e la documentazione e il COB dicono che non importa cosa, se qualcuno viola la linea di produzione – viene dichiarato un SP”. Non si fermò per la risposta; S’incamminò fuori all’istante.

“Sono fuori di qui!” mi alzai come per incamminarmi a mia volta fuori ma venni agguantato da una guardia della sicurezza.

“No, devi prima fare la Rountig Form per poter lasciare. Non puoi alzarti e andartene cosi semplicemente. Devi farlo come si deve, come per policy di Hubbard”, disse la guardia. “Nel frattempo, sei confinato alla Base”.

Il nome della guardia era Jackson. Era infatti il capo della sicurezza. Mi disse di andare al Dipartimento di Terra e di dirgli che dovevo essere messo al lavoro mentre loro avrebbero deciso che cosa ne sarebbe stato di me.

Andai al Dipartimento di Terra. Un ragazzo mi diede una scopa e mi disse di spazzare le foglie da tutte le strade. Felicemente presi la scopa e spazzai le foglie. La mia mente stava arando. La sola cosa a cui potevo pensare era a quanto veramente volevo andarmene da quel posto. Sarei tornato a LA e avrei trovato un lavoro da qualche parte. Ogni lavoro sarebbe stato migliore di questo. Avrei vissuto con mi madre oppure avrei traslocato in Nebraska e vissuto con mio padre, non m’importava. Ogni cosa e qualunque posto sarebbe stato migliore di questo buco infernale.

Nessuno mi disturbo per il resto del giorno. Spazzai le foglie e a fine notte andai alla cabina principale per chiedere dove dovevo andare a dormire. La guardia fece scivolare la finestrella da un lato aprendola cosi che io potessi parlarle.

“Dove devo dormire?” chiesi.

“La casa del vecchio Gilman è piena. Quando trovi un posto, facci sapere dov’è cosi lo sappiamo”, disse la guardia e fece scivolare la finestrella chiudendola prima che io potessi chiedere qualcos’altro. Rimasi immobile guardando dentro la cabina come per fargli riaprire la finestrella. Lui guardò in avanti come se io non fossi lì. Il nome della guardia era Danny Dunagin. Danny era grezzo e ti calpestava come se non gli importasse nulla di te, ma questo forse aveva qualcosa a che fare col fatto che non gli importava davvero. Avevo parlato con lui poche volte in precedenza e ogni volta, ho avuto l’impressione che fosse stato messo qui sulla terra per farsi dei nemici. Camminava anche come se avesse qualcosa infilato nel fondoschiena il che aggiungeva un tratto ulteriore al suo personaggio.

Camminai per la Base circa un ora prima di arrivare ad una piccola roulotte. Era lunga 3 metri circa. Dentro c’era un piccolo tavolo sistemato per l’auditing e una piccola panca nel fondo che poteva aprirsi come un letto. Puzzava di muffa e vitamine ma dopo aver cercato per un po’, capii che non avrei trovato niente di meglio.

Ritornai indietro alla cabina principale. Danny fece scivolare la finestrella. “Cosa?” disse come se lo stessi distraendo dall’importante lavoro di controllare le auto che passavano.

“Ho trovato una piccola roulotte vicina alla Old Gilman House che è vuota, dormirò là”, dissi come se stessi chiedendo il suo consenso.

“Come ti pare”. Danny chiuse la finestrella.

Non pensai gli fregasse più di tanto. Mentre ritornavo alla roulotte mi meravigliai addirittura di averglielo detto. Probabilmente ora lo avrebbe raccontato a qualcuno e mi avrebbe fatto cacciar via.

Al mattino mi svegliai e mi diressi all’adunata. Mi misi in fila con lo staff dell’Hubbard Communication Office invece che con quelli dei nastri. Appena l’adunata finii, me ne andai, ritornai al garage e presi una scopa. Mi misi subito a spazzar foglie. Nessun mi disturbò e non dovetti far rapporto a nessuno. Per quanto mi riguardava stavo prendendomi una pausa.

La cosa buona è che lavoravo all’aperto ogni giorno, dato che non avevo fatto una doccia ed ero abbastanza stagionato per aver lavorato tutto il giorno precedente e dormito coi vestiti addosso durante la notte. Non mi ero nemmeno fatto la barba. Ad ogni modo non importava a nessuno. Avevo deciso che avrei fatto qualsiasi cosa volevo fino a che non me ne sarei andato via da questo posto. Non più regole, non fare più quello che mi veniva detto. Sarei andato avanti con le mie regole e via da questo inferno il più presto possibile.

Jackson mi si avvicinò con la sua moto della sicurezza e mi chiese se ancora volevo lasciare.

“Dato che mi vogliono dichiarare o inviare al Progetto Forza di Riabilitazione, posso anche andarmene”, dissi.

“Lo sai che se vieni dichiarato, non potrai mai più parlare a tua sorella o ai parenti?” disse Jackson. “Non potrai ritornare a LA e vivere come se nulla fosse successo. Dovrai andare a vivere da un’altra parte e non potrai vedere più la tua famiglia. O almeno finché non avrai ripagato il tuo debito freeloader e superato i tuoi gradini per essere riammesso”.

“Immagino di non avere scelta quindi,?” dissi in apatia.

Jackson se ne andò e io pensai alla mia situazione per ore. Se provavo a giocarmela tranquilla, sarei rimasto incastrato qui, ma avrei potuto parlare con la mia famiglia. Se mai sarei uscito da qui, avrei dovuto ricominciare da capo e trovare un posto dove vivere e in qualche modo trovare un lavoro per mangiare. Potevo a malapena farlo prima che avevo una qualche conoscenza. Ora dovevo in qualche modo iniziare la mia vita da zero e rifarmi una vita senza amici e famiglia. Era un proposito scoraggiante. Pensai qualche volta al desiderio di esser morto.

Le mie opzioni erano limitate. Potevo finire all’RPF e vivere una esistenza miserabile là, ma comunque avere cibo e casa. Potevo rimanere tranquillo provando a restare qui e vivere una vita

meno miserabile con cibo e un qualche tipo di casa. O la mia opzione finale era di andarmene al diavolo via di qui, fare il cavolo che mi pareva, senza poter mai più parlare con nessuno dei miei amici o della mia famiglia, dovevo a questa gente diverse migliaia di dollari a avrei di certo vissuto come un vagabondo, morendo di fame e senza un tetto sulla testa.

A 17 anni, dopo aver speso quasi un anno alla Base, non avevo idea di cosa fare. Non ero in grado di parlare a nessuno e dipendeva da me decidere che cosa avrei fatto. Sembrava che non importasse quale porta avessi preso, stavo incamminandomi dentro ad un incubo. Non avevo idea di cosa avrei fatto. Pensavo solamente di continuare cosi per vedere cosa succedeva. Forse si sarebbe presentata spontaneamente una opportunità che mi avrebbe permesso di sfuggire miracolosamente a ciò che il mio futuro di pene e sofferenze aveva in serbo per me.

Dovetti ritornare al garage per prendere un’altra scopa. Ma mentre entravo, mi dovetti fermare per aiutare un tipo a spostare alcune cose dentro al garage. Eravamo inchinati dietro ad un grosso tavolo per tirare fuori del materiale quando vedemmo entrare Dave Miscavige. Era assieme ad una guardia della sicurezza. Come Dave entrò si tolse i suoi occhiali da sole Ray Ban e li allungò alla guardia della sicurezza. Camminò attraverso la stanza verso un altro tizio che si trovava nel garage. Era Mark Fisher. Mark Fisher era stato nel Religious Technology Center alcuni mesi prima. Mark non si fermò fingendo che Dave non fosse lì. Continuò a fare quello che stava facendo prima. Dave iniziò ad urlargli contro.

Mark Fisher si girò verso di lui e disse “Cosa vuoi Dave?” Mark era molto più grosso di Dave ed era più alto di lui di almeno 30 centimetri.

Non avevo mai sentito nessuno chiamarlo “Dave” apertamente. Dicevano sempre “Signore”.

A Dave non piaceva sentirsi appellare in nessun altro modo che non fosse come alla persona più importante nella stanza. Mark stava minacciando Dave. Non gli importava di cosa Dave pensasse di essere, gli stava dicendo apertamente che non gli importava cosa pensasse e cosa facesse. Dave iniziò a riempirlo di pugni mentre la guardia stava ferma senza muoversi. Mark non lo colpì indietro, mise solo avanti le mani provando a bloccare più pugni che poteva. Dave lo colpì ancora e ancora. Quando Dave ebbe finito, Mark era ancora in piedi, sanguinava un po’ per via dei pugni. Mark, anche se attaccato fisicamente, mantenne la sua posizione e la sua attitudine.

“Assicurati che l’ufficiale dei materiali lo veda e lo spedisca via”, disse Dave alla guardia mentre riprese i suoi occhiali da sole e s’incamminava fuori.

Mark Fisher tornò a quel che stava facendo prima come se nulla fosse successo.

Presi la mia scopa e sparì da quell’inferno. Ero già nei guai a sufficienza senza farmi coinvolgere in questo casino. Non penso fosse una buona giornata per chiamarsi “Mark” non importa come lo scriviate.

Più tardi quel giorno, Greg Wilhere venne a cercarmi mentre spazzavo le foglie dietro la stanza del casino. Greg sembrava una persona per bene. A parte essere il tipo che usciva spesso con Tom Cruise, lo conoscevo perché era uno dei migliori amici di mio padre. Darius, suo figlio, veniva con me alla Delphi di LA tanti anni fa e ora che sia io che Darius eravamo alla Base, uscivamo assieme qualche volta. Non sapevo se Greg era a conoscenza che io e Darius eravamo amici.

“Hey, Marc”, disse Greg mentre si avvicinava.

“Salve, Signore”, replicai mentre continuavo a spazzare.

“Fermati e prenditi una pausa, Marc, e parlami per un attimo”, disse, e mi chiese di sedergli vicino su di una panchina poco distante.

“Cosa succede?” Chiese Greg.

“Beh, credo debbano dichiararmi un SP, e se vengo dichiarato voglio andarmene”, risposi.

“Verrai dichiarato un SP? Non credo sia cosi. Chi l’ha detto?” chiese Greg, sorridendo.

“Jason Bennick”.

“Non succederà”, disse Greg. “I gestisco questa organizzazione e io decido cosa succede e cosa no e dico che non succederà”.

“E per quel che riguarda la violazione della linea di produzione?” chiesi.

“Quale violazione?” disse Greg. “I nastri sbagliati sono stati trovati prima che uscissero, vero? Forse non li hai proprio visti o forse eri stanco e hai mancato quei due che erano sbagliati. Chi lo sa? Ma non è stato fatto alcun danno. La sola cosa sbagliata che ho visto è che sei stato cacciato via dal posto senza nessuna ragione”.

“Forse”, dissi, ancora meravigliato della piega che stava prendendo questo fatto.

“Quanto tempo ti ci è voluto per addestrarti sul tuo posto?” chiese Greg.

“Non lo so, alcuni mesi minimo”.

“Bene, e credi che tutti gli altri di Gold vogliono aspettare alcuni mesi per uscire dalle condizioni basse perché occorre addestrare un altro controllo di qualità che ti rimpiazzi solo perché non hai visto alcune frittelle che erano a malapena fuori specifica?” disse Greg.

“Okay, tu porti gli occhiali. Ti faremo dei test agli occhi per vedere se la tua prescrizione è corretta. Se non lo è, ti compreremo un nuovo paio di occhiali e ti rimetteremo sul tuo posto. Vai a ripulirti, ritorni al lavoro. Parlerò io a Jason e gli dirò di non darti più fastidio. Okay?” Greg sapeva che non volevo essere dichiarato. Sapeva anche che non volevo essere allontanato dalla mia famiglia per sempre.

Ritornai al garage e riposi la mia scopa. Mi feci una doccia e indossai la mia uniforme. Andai a farmi visitare dall’ufficiale medico. Non appena mi vide arrivare vicino all’edificio, l’ufficiale medico mi prese da parte e disse che dovevo andare in città per farmi fare un esame agli occhi! Mi disse che dovevo presentarmi a uno specifico indirizzo, tutto era già pagato dovevo solo fare l’esame. Il telefono squillò e lei alzò la cornetta e mi passo l’indirizzo al di fuori dell’ufficio.

Conoscevo l’indirizzo. Era a Hemet alla fine di Florida Avenue. Non era lontano dagli appartamenti Kirby. Ma come ci sarei arrivato? Fuori dall’ufficio medico c’era un piccolo parcheggio dove la gente parcheggiava le loro moto e motorini. Il motorino di Tom Pope era parcheggiato proprio lì. Era piccolo e faceva gli 80 all’ora, funzionava, c’era anche la benzina e con quello potevo probabilmente arrivare in città. Presi un casco dall’interno e salì sul motorino. Indossai il casco, lo avviai e lentamente scivolai verso la strada che portava al cancello della sicurezza motorizzata. Aspettai finché un altra auto lo oltrepassasse e colsi l’opportunità di uscire fuori di nascosto seguendola. L’opportunità era che con il casco indosso non avrebbero mai scoperto chi stava uscendo. Andai fuori dal cancello e sulla superstrada! Ero fuori e nessuno mi stava seguendo. Hah! Avevo fatto tutta la strada fino a San Jacinto prima di vedere la moto Rover della sicurezza che sopraggiungeva da dietro. Io avevo un motorino 50cc. La sicurezza aveva una 650cc dual sport. Non c’erano possibilità che lo seminassi. Accostai in una stazione di benzina della ARCO, fingendo di non averla vista.

“Cosa diavolo stai facendo?” mi chiese la guardia. Era Bob Champagne.

“Sto andando in città per fare l’esame agli occhi. Mi è stato ordinato da Greg Wilhere”, gli dissi con la faccia tranquilla.

“Non esiste, devi ritornare alla Base”, mi disse, senza credermi per nemmeno un secondo.

“Bene, devo far benzina per poter ritornare indietro”, dissi.

Bob ricevette una chiamata sulla radio della sicurezza. Rispose quindi si rimise il casco addosso. “Devo ritornare velocemente, sarà meglio che anche tu ritorni in fretta”. E parti verso la Base.

Entrai dentro dall’AM/PM. “Posso mettere un dollaro di benzina alla pompa 4?” e gli allungai il dollaro.

Il commesso mi guardò e poi girò il capo verso le pompe. Vide il motorino, mi diede una ricevuta e scrollò la testa.

Misi la benzina. Decisione. Decisione. Ce l’avevo fatta fino a qui. Dovrei andare dall’ottico? Ci devo provare? Dovrei tornare indietro? Se me ne vado col motorino, non mi metteranno in cella come un grande ladro d’auto? Non ho soldi che per affittare una camera di motel, cibo o per coprire ogni tipo di spese vitali per più di un giorno o due.

Decisi di fare l’esame agli occhi. Era già pagato ed era la mia unica possibilità per uscire da questo grande casino. Guidai per il resto della strada fino a Hemet tenendo un occhio aperto per altre guardie della sicurezza ma non comparirono. Forse li avrei trovati dal dottore una volta arrivato. Non c’erano. Entrai, compilai alcuni fogli, gli diedi i miei occhiali da testare e feci l’esame. Mi fecero una prescrizione e scelsi un nuovo paio di occhiali che mi piacevano. Scelsi anche alcune lenti a contatto e mi diedero alcuni campioni direttamente. Il dottore mi mostrò come indossarle e mi disse che presto i miei occhi si sarebbero abituati.

Quando le misi, non potei credere a quanto meglio ci vedevo. Wow! La mia vista era davvero peggiorata da quando avevo iniziato a mettere gli occhiali. Il dottore mi disse che la mia prescrizione era doppia rispetto a quello che avevo prima. Il doppio peggiore. Wow.

Ringraziai il dottore e me ne andai. Entrai alla porta accanto in un N-Out burger e mi comprai qualcosa da mangiare. Finché ero fuori potevo almeno godermela. Avevo 4 dollari a mio nome. Presi un doppio-doppio e una coca. Era paradiso puro. C’era qualcosa in quel N-Out, o che il cibo della Base era merda oppure nelle ultime settimane non mi ero nutrito propriamente. Quale fosse la ragione, l’euforia che provai mentre mangiavo quell’hamburger fu memorabile.

Ritornai al motorino e mi diressi alla Base. Sapevo che la sicurezza avrebbe fumato di rabbia al mio arrivo. Ero fuggito dalla Base andandomene senza Okay, senza una licenza, senza l’okay per guidare e contro l’ordine di ritornare immediatamente. Per quanto ne sapevano potevo essere sulla strada per il Messico!

Entrai dal cancello principale. Danny aprì la finestrella. “Sei fritto, bellimbusto!” Disse con un sorriso.

“Vai avanti e incontriamoci ai nastri”, gli dissi mentre mi infilavo attraverso il cancello che si apriva.

Guidai fino ai nastri, mi tolsi il casco e mi diressi dentro. Vidi Danny che girava l’angolo mentre entravo nel palazzo. Quando fui dentro Greg Wilhere era ai nastri. Danny era solo pochi metri dietro me. Sembrava incazzato e pronto a stendermi.

Mi avvicinai a Greg Wilhere. Danny era appena entrato ed si stava avvicinando a me.

“Hai fatto l’esame Marc?” Chiese Greg.

“Ho fatto anche di meglio, Signore. Dato che nessuno mi ha dato un passaggio ho preso a prestito un motorino e sono arrivato in città da solo. E sono riuscito a prendere lenti a contatto temporanee e ho ordinato gli occhiali, Signore. La mia nuova prescrizione è il doppio più forte”.

Non appena le parole uscirono dalla mia bocca, feci un mezzo sorriso a Danny Dunagin che era pronto a piombare su di me e a trascinarmi alla cabina principale.

“Wow”, disse Greg, “Vedi, è successo per la tua vista. Te l’ho detto! Ben fatto di essere andato direttamente in città e indietro”.

“Grazie, signore”, dissi.

“Hai bisogno di qualcosa, Danny?” Chiese Greg.

“Nulla, signore. Stavo solo passando di qua”.

Ogni fibra di me voleva mandare Danny a quel paese e dirgli di andare a prenderlo dove il sole non batteva mai, ma mi mantenni freddo e gli sorrisi solamente mentre andava via.

Nel frattempo, Lynnea Baker era l’unica altra persona capace di far funzionare il controllo di qualità, all’infuori di me. Aveva cumuli di nastri dappertutto intorno a lei. Pareva una zona disastrata e lei aveva fatto per intere giornate entrambi i nostri turni. Potevo immaginare che fosse incazzata con me, non disse nulla e lascio che mi sedetti alla postazione. Tornai a lavorare come se nulla fosse successo. Nessuno disse nulla. Anche Jason Bennick passò senza riuscire a dire molto.

“Sei una persona fortunata nei posti alti, Marc”. Fu quello che Jason disse mentre passava.

Ero riuscito a sgattaiolare via senza finire nei guai, ma mi ero anche fatto alcuni amici nei posti alti. Sarei sempre rimasto in questo buco del diavolo chiamato Base Int ma ero stato promosso da “nuovo ragazzo” a colui che sapeva di potersela cavare se giocava meglio le sue carte.

Capitolo dodici

La più dolce perfezione

Avevamo fatto funzionare la linea di copia ad alta velocità per alcuni mesi e stavamo diventando sempre più abili nel capire perché i nastri non superavano il controllo di qualità. Presto, arrivammo a 40.000 cassette la settimana e riuscivamo a farlo settimana dopo settimana. Era Novembre, quattro mesi dopo l’alluvione e dopo l’assegnazione della condizione di “Confusione”. Era stato un periodo estremamente difficile.

Perdemmo Bruce Ploetz che fini al Progetto Forza di Riabilitazione a Los Angeles. Era stato alzato due intere notti ai nastri in due diverse occasioni e nessuno si accorse che dormiva sotto una scrivania fino a che non mancò ad una adunata mattutina. Venne spedito all’RPF e non lo abbiamo più rivisto da allora. Non potevamo credere che avessero mandato proprio lui. C’erano tonnellate di persone che mancavano una adunata e finivano col stare svegli tutta la notte, ma nessuno mancò mai la seconda. Eccetto Bruce. Pensavo non ci sarebbe andato. Non dormiva mai e probabilmente era la persona più intelligente dell’intera Base. Potevi spiegargli che tipo di strumento elettronico stavi cercando di costruire e Bruce poteva disegnarti schematicamente la scheda elettronica che ci voleva all’istante, su due piedi! Penso fosse la persona più intelligente che abbia mai incontrato nella mia vita. Era un tipo simpatico che voleva solo aiutare. Pensai che la gente lo usasse. Aveva aiutato a costruire e a cablare quasi tutta la linea di produzione audio e video della Base. Aveva anche aiutato a progettare l’E-Meter e deteneva anche uno dei brevetti!

Ad ogni modo, avevamo avuto alcuni piccoli problemi con delle macchine che sia Luigi che Bob Ferris (Il tecnico assegnato alla nostra area) non sapevano come risolvere. Se avessimo riparato le ultime macchine definitivamente, potevano arrivare all’obiettivo di 50.000.

Poi un giorno successe. Bruce Ploetz entrò dentro al settore nastri. Era tornato. Bruce aveva perso peso e si era tagliato i capelli, ma a parte quello era sempre lo stesso Bruce. Gli venne detto che tipo di problemi avevamo con le ultime macchine. Ascoltò a quello che Bob gli disse che era sbagliato e s’incamminò nella stanza dei tecnici. Tornò alcuni minuti più tardi e cominciò a stagnare dentro a una delle macchine. Se Bruce avesse riparato queste ultime macchine, potevamo avere una possibilità.

Era la terza settimana di Novembre e, ad una settimana dal suo ritorno, Bruce era riuscito a riparare le ultime macchine che ci davano problemi. Facemmo andare la linea giorno e notte e riuscimmo a raggiungere per il giovedì alle 2.00 p.m le 50.192 cassette prodotte. Eravamo spompati. Ce l’avevamo fatta. Eravamo riusciti a realizzare l’impossibile.

Era matematicamente impossibile fare quello che avevamo fatto. Potevamo produrre di media circa 25 cassette da una frittella mettendone in preventivo una piccola parte di perdita e le poche che non passavano i test qui e là. Ci volevano 2000 frittelle per produrre 50000 cassette e la verifica di qualità per ogni frittella prendeva 5 minuti. Questo ammonta a 23.8 ore al giorno di controllo di qualità, e due staff assegnati per farlo. Significa che c’erano 20 minuti ogni giorno dove non eravamo seduti a verificare le frittelle. Ci sono 168 ore in una settimana. Ne spendevamo almeno 120 lavorando o sulla strada per il lavoro e il resto per dormire. Fisicamente non c’era spazio per fare nient’altro.

Quel pomeriggio venimmo chiamati nella Mess Hall alle 4.00 p.m. per un briefing. Si sperava che non ci sgridassero. Non eravamo del giusto umore. Avevamo raggiunto il nostro obiettivo. Volevamo essere reintegrati nuovamente nelle nostre normali condizioni.

Preparammo la Mess Hall per il briefing spostando le sedie e i tavoli dal centro.

Eravamo allineati proprio come il giorno quando ci venne assegnata la condizione di Confusione.

Il COB entrò. Annunciò che avevamo raggiunto l’obiettivo di 5000 cassette in una settimana sulla linea Gauss. I nostri nomi vennero letti. Andammo tutti sul podio e ci furono dati fiori e cioccolata. Dopo essere rientrati nelle fila, Miscavige annunciò che eravamo reintegrati dalle basse condizioni e che potevamo prenderci un ora per la cena e celebrare la festa del ringraziamento.

Era il ringraziamento? Questa era una delle cose peculiari della Base Int. Era come a Las Vegas dove non hanno gli orologi. Ma solo le settimane che finivano di giovedì. Sapevi quando era giovedì e quello era tutto.

Festeggiammo la cena del ringraziamento e ringraziammo di poter avere ancora i nostri 30 minuti di pausa pranzo e che ci fosse ancora permesso di comprare gli spuntini e da bere e forse di ricevere ancora la paga. Miseramente, eravamo più felici di quanto lo eravamo stati per la maggior parte dell’anno.

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16 commenti leave one →
  1. Diogene permalink
    11 aprile 2011 2:25 AM

    Qualcuno di noi si sarebbe dato da fare per sostenere questo tipo di “scientology” se avesse prima letto questo libro?

    Qualcuno lo ha fatto comunque?

    Qualcuno lo farebbe ora?

    Qualcuno lo sta facendo ancora?

    Complimenti…

    Qual è la condizione al di sotto di Confusione?
    Quella di… cervello bollito?…

  2. Ass hike permalink
    11 aprile 2011 2:51 AM

    Quand’é l’indipendence day? Voglio participare *** OSA boys Cordini *|**||*|**||*|**||*
    (comento editato)

  3. Renata Lugli permalink
    11 aprile 2011 6:29 AM

    Quello che ho notato nei racconti di questi capitoli è PURA PAZZIA.
    Mi hanno colpito particolarmente due cose che stenderei a credere se testimonianze simili non fossero già state espresse anche da Jeff Hawkins, da Marty e da altri.

    La prima nel cap.10 quando, dopo gli allagamenti dovuta ad una forte pioggia, è stata assegnata la “responsabilità a” …………

    “La porta sul lato ufficiali tremò lievemente. David Miscavige entrò come un furia. Salì sul podio ed iniziò ad urlarci addosso. Noi eravamo i pagani responsabili, avevamo causato noi l’allagamento, eravamo feccia, avevamo sabotato qualsiasi cosa che LRH aveva provato a costruire, eravamo il motivo per cui venne sviluppata la verifica di sicurezza, eravamo il motivo per cui venne sviluppato il rundown delle droghe, eravamo il motivo per cui venne sviluppato il rundown di purificazione, eravamo feccia, e all’intera org venne assegnata una condizione di Confusione! 15 minuti di pausa per i pasti, nessun privilegio della Cantina, nessun momento di libertà, niente. E automaticamente tutti perdemmo due Team Share cards e non potevamo riscattarle finché l’intera organizzazione non fosse uscita dalle basse condizioni.Sbraitò un sacco di altre cose mentre eravamo lì. Fu cosi intenso e forte che molti membri dell’equipaggio svennero mentre gridava. Letteralmente caddero da in piedi, svenendo al contatto col pavimento.”

    E poi nel cap. 12 quando Bruce Ploetz fu mandato in RPF solo perchè non si presentò all’appello non avendo dormito per due notti di seguito e questo, essendo successo per la seconda volta, dovette seguire quella sorte perchè questa era l’INFAME “REGOLA”

    Grazie a Simon Bolivar per la traduzione ed allo Staff dell’Indipendologo perchè QUESTE COSE DEVONO ESSERE FATTE CONOSCERE.

  4. Isabella permalink
    11 aprile 2011 10:27 AM

    PRIGIONIA..MALTRATTAMENTI…UMILIAZIONI…PRIVAZIONI…..SCHIAVITU’…e chi più ne ha più ne metta… Situazioni al di la’ del concepibile..CHI HA ANCORA UN MINIMO DI AUTODETERMINAZIONE DEVE CONOSCERE QUESTO SKIFO E POI DECIDERE SE APPOGGIARE ANCORA IL GRUPPO DEL SENIOR IMPLANTER DAVID MISCAVIGE !!! ORRORE ORRORE ORRORE

  5. AlessandroMagno permalink
    11 aprile 2011 11:56 AM

    Ciao ragazzi!!!…mi avrebbe fatto piacere esserci all’INDI DAY,e mi ha fatto piacere sapere che il numero è notevolmente aumentato,e vi posso garantire che è molto ma molto maggiore,alcuni di voi li conosco e non vedo l’ora di esserci…al di là di tutto,delle motivazioni che muovono ognuno di noi,la forza di un gruppo aiuta a non far morire lo scopo che altrimenti andrebbe perso sotto le sopressioni della MISCAVOLOGY….nel frattempo le truppe da ROMA stanno marciando al NORD…nuovi arruolati si uniscono!!!…ai ai ai,immagino le hco di voi polentoni tutte indaffarate!!!! 😀
    TAnTa arcccccccc!!!!!!

  6. G. Bonzani permalink
    11 aprile 2011 12:20 PM

    Approfitto per ringraziare tutti i presenti alla riuniune di ieri per la magnifica accoglienza che mi avete riservato. A letto, prima di addormentarmi, mi sono rivisto tutta la giornata in Vostra compagnia e mi sono commosso pensando a quanta considerazione ed ARC ho ricevuto.
    Grazie a tutti di cuore.
    Con affetto,
    Giovanni

  7. AlessandroMagno permalink
    11 aprile 2011 4:12 PM

    BUONISSIME NOTIZIEEE!!!!!….i grandi 25 thetans che hanno detto fine a questa soppressione assestando un colpo efficace a nanotron con la loro dichiarazione si tengano pronti che magari altre pecorelle smarrite vi chiameranno 😀
    ANITA occhio alle stat che le truppe stanno marciando!!! 😀
    TAnTa arcccc!!!!!

  8. LIBERO permalink
    11 aprile 2011 5:43 PM

    Grandi!!! al prossimo cenone antiDM 80 persone LIBERE dall’incantesimo.!!!!!

  9. Tiziano Marzotto permalink
    11 aprile 2011 7:24 PM

    Uno sopporta decenni di umiliazioni, privazioni corporee e materiali per paura di perdere la tanto agognata libertà spirituale. Poi invece si ritrova ancora più schiavo, sia materialmente che spiritualmente…ragazzi che razza di faccenda atroce. Non ho parole.

    P.S. Accolgo l’invito di Alessandro Magno di esporre i miei contatti che sono: mail@tizianomarzotto.it tel 333/5845572.
    Certo che li a Roma non scherzate, forse è l’aria dell’org ideale…e poi a dire che queste non servono !

  10. Giovanna Ongaro permalink
    11 aprile 2011 7:59 PM

    Allucinante ho rabbia ma nello stesso momento penso a quelle persone che si fanno trattare in quel modo,sono proprio PTS e posso capirlo……….fino a quando non alzi lo squardo al cielo sembra che sia cosi, SVEGLIATEVI.Grazie Bolivar per la traduzione.

  11. Giovanni Carboni permalink
    11 aprile 2011 10:32 PM

    Caro Tiziano, la legione di Roma è potente, quando indossa le armature sono C……..I amari, ops.., volevo dire augelli senza zucchero.
    FORZA RAGAZZI VI STIAMO ASPETTANDO………………….
    Grazie Simon x la traduzione, non ho proprio parole, CRISTO SANTO CHE TRAGEDIA!!!!!!!!!!!!!!!
    Ehi, mi sono perso una festa coi fiocchi, ma la prossima non me la perdo.
    Complimenti per il posto è STUPENDO!!!!!!!!!!!!!

    giovanni.carboni62@alice.it
    388 1283564

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