Skip to content

RIDATEMI MIA FIGLIA

28 giugno 2010

Un secondo articolo dell’St.P. Times a seguire quello agghiacciante sugli aborti Ma anche questo non è da meno.Vi anticipiamo solamente la risposta di Tom Davis che dice:

«La chiesa ha massimo rispetto della famiglia, della creazione di una famiglia e dei bambini. Non c’è alcuna ostilità verso le donne incinte.»

Forse Davis vive sul pianeta Davis a sinistra del pianeta Miscavige ! Senz’altro non è qui con noi !!

Cammilo Benz


Ha lottato contro Scientology per riprendersi la figlia che volevano farle abortire

© Di Joe Childs e Thomas C. Tobin, St. Petersburg Times, 14 giugno 2010

©Traduzione a cura di Martini, giugno 2010.

Vent’anni fa, quando Natalie Hagemo aveva 19 anni, era incinta, lavorava per la Chiesa di Scientology, e non vedeva l’ora di diventare mamma. Era quasi alla fine del primo trimestre di gravidanza – racconta – quando i colleghi dell’ordine religioso di stile militare di Scientology, la Sea Organization, iniziarono a farle pressioni affinché abortisse. Due funzionari di alto rango dissero che interrompere la gravidanza le avrebbe permesso di continuare a lavorare. Si infuriarono davanti al suo rifiuto.

Supervisori le dissero di nascondere il pancione in modo che le sue colleghe non pensassero che restare incinta era accettabile. Amici e colleghi la evitavano. La Hagemo tenne duro e, con il marito a fianco, partorì Shelby il 20 agosto del 1990.

La donna lasciò la Sea Org ma restò una parrocchiana attiva e allevò la figlia nelle credenze scientology. Quando Shelby compì 14 anni nella loro chiesa locale arrivò un reclutatore che le fece firmare un contratto da un miliardo di anni per la Sea Org. La Hagemo accantonò i suoi dubbi e concesse l’autorizzazione, pensando che la figlia avrebbe presto chiesto di tornare a casa.

Circa una settimana dopo, Shelby telefonò in lacrime dicendo di voler uscire. La donna contattò un supervisore della chiesa per discutere il procedimento di congedo. Ricorda la rabbia di lui: “Non hai voce in capitolo. Come ti permetti di interferire. Sei una soppressiva”.

Gli ricordò che Shelby aveva 14 anni: era ancora sotto la sua tutela legale. Lui disse alla Hagemo che la Sea Org non doveva seguire le leggi del mondo non-Scientology.

Infuriata e preoccupata, la donna volò subito a Los Angeles per riprendersi la figlia. Racconta che le ci vollero più di due settimane.

Il portavoce della chiesa Tommy Davis ha detto che il racconto della Hagemo è “falso e infondato”. Ha aggiunto che la donna non ha mai “subito pressioni per abortire”, che la Sea Org non è ostile alle donne incinte e che quando Shelby decise di andarsene la chiesa la aiutò nel “procedimento di uscita”.

Soltanto quest’anno la Hagemo ha raccontato alla figlia che cosa successe 20 anni fa, e di come parecchie colleghe avessero ceduto alle pressioni per abortire. «Ti guardo e penso a quante ragazze come te avrebbero potuto nascere. E penso alle mamme e ai papà che ci sono passati. Per che cosa?»

La chiesa, aggiunge, voleva sua figlia ad ogni modo. Shelby era un problema, facilmente eliminabile. «Poi il problema è diventato un prodotto di valore. Adesso poteva sopportare i lunghi orari di lavoro della Sea Org, essere una ruota nell’ingranaggio, valeva qualcosa.

«Dentro di me pensavo all’ironia della cosa… quattordici anni dopo, la Sea Org sta cercando di portarmi via la bambina che non avevo voluto abortire.»

Giovane sposa

La Hagemo aveva 4 anni quando i genitori divorziarono e la mamma sposò uno scientologist. Era adolescente quando sua madre le disse che se il padre avesse continuato a drogarsi non avrebbe più potuto vedere le figlie. Lui scelse la droga.

«Ne rimasi devastata», racconta oggi. «Chi potrebbe mai fare una scelta del genere?»

Durante l’infanzia a Oahu, negli anni ’70, frequentava assiduamente la chiesa comunitaria di Scientology, o “org”, del centro di Honolulu. I bambini giocavano e parlavano mentre i genitori facevano corsi o assistenza. La Hegemo aveva 13 anni quando lesse I problemi del lavoro, il libro scritto dal fondatore di Scientology L. Ron Hubbard. Il testo diceva che se qualcosa vi sta confondendo dovete trovare un “dato stabile”, una informazione che si sa essere vera, e costruirci sopra. Quella ed altre strategie di Scientology la aiutavano a gestire i problemi domestici.

Restò impressionata dalla disciplina dei membri della Sea Org che visitavano la chiesa locale. Sembravano molto più stabili di molti degli adulti che popolavano la sua vita, e la prendevano sul serio. «Per me quello fu un concetto nuovo», racconta oggi. «Era come se… uau! Ho qualcosa da offrire.» Lasciò le scuole superiori ed entrò nello staff dell’org di Honolulu. Alla fine la famiglia si trasferì a Los Angeles, la Hagemo e la sorella minore entrarono nella Sea Org.

L’ordine si interessava poco all’età. Agli adolescenti venivano affidate tutte le responsabilità che potevano gestire e ci si aspettava che si comportassero da adulti. I buoni lavoratori venivano promossi a posizioni senior, una filosofia che la Hagemo apprezzava. Venne promossa da personale di mensa all’ufficio tesoreria. Un’amica le presentò il fratello, Dan LaFreniere, e tra i due iniziò una relazione seria.

Poiché la Sea Org vieta contatti intimi tra staff non sposati, i due giovani saltarono il fidanzamento e nel giro di poche settimane convolarono a nozze. «La gente tende a sposarsi, e lo fa molto giovane», commenta la donna. «Quando mi sono sposata avevo 17 anni, e non fu una cosa insolita. Alcune mie amiche erano anche più giovani.»

Suo marito aveva un paio di anni in più. I genitori di lei non le avevano parlato della riproduzione e dei ritmi fisiologici, così come nessuno lo aveva fatto nella Sea Org. Non ricorreva al controllo delle nascite e non si segnava le date delle mestruazioni. Inconsapevole di essere incinta di otto settimane, a 18 anni ebbe un’interruzione spontanea di gravidanza. L’inattesa perdita risvegliò nella giovane coppia l’idea di avere una famiglia. Meno di un anno dopo, verso il Natale del 1989, la Hagemo era di nuovo incinta. «Lo dissi subito a mio marito, che ne fu felicissimo. Entrambi volevamo avere dei bambini, per noi fu come un “Hey! Questo è il nostro primo figlio!”»

I due decisero di perseguire il sogno familiare, anche se erano consapevoli delle conseguenze.

Dimostrazione di lealtà

La Hagemo aveva visto membri della Sea Org incinte venire ostracizzate, fatte confessare i propri peccati contro il gruppo e fatte espiare. Per rientrare nelle grazie del gruppo dovevano assestare “un colpo efficace” per conto di Scientology, poi chiedere ai colleghi di firmare un documento di approvazione per il loro rientro. Una sera, nella sala mensa degli staff e prima che la Hagemo restasse incinta, una donna aveva chiesto la sua firma. La dichiarazione manoscritta di quella donna diceva che la sua gravidanza stava tradendo il gruppo e che lei si era redenta “interrompendola”. A proprio favore, la donna scriveva poi di avere fatto rapporto su una collega che desiderava avere figli [“assestare un colpo efficace al nemico”… è parte della formula di una delle condizioni inferiori dell’Etica di Scientology – N.d.T.]

«Rimasi così scioccata da non poter credere a ciò che stavo leggendo», racconta la Hagemo, che aveva interpretato gli scritti del fondatore L. Ron Hubbard come decisamente favorevoli alla famiglia. Ma, come gli altri, firmò la petizione della donna.

Era al corrente di una modifica della direttiva del 1986 secondo cui i neo-genitori dovevano lasciare la Sea Org e passare allo staff delle chiese locali. La coppia sarebbe dovuta sopravvivere con le sue sole forze, ma loro erano pronti a raccogliere la sfida. Volevano il loro bambino.

Dopo avere fatto rapporto al suo supervisore sulla gravidanza, due ragazze che non sembravano avere più di 14 o 15 anni andarono a trovare la Hagemo in ufficio. Erano “messaggere” del management superiore, funzionarie senior tenute in grande considerazione. Le dissero che restare incinta significava tradire L. Ron Hubbard e la Sea Org, e tutta l’umanità. Il “maggior bene” sarebbe stato continuare a lavorare per Scientology. Stando al racconto della Hagemo, le due dissero che era «solo un feto… solo cellule» che stavano crescendo dentro di lei. «Non ricordo che mi abbiano detto “devi abortire”, fu solo un “l’aborto è una opzione percorribile… Dimostreresti la tua lealtà alla Sea Org”.»

La Hagemo ritiene che l’aborto sia un diritto legittimo, ma che nel suo caso avrebbe distrutto una vita “senza alcun buon motivo”. Sua madre era rimasta incinta alle superiori ed era sopravvissuta, lei pensò che poteva fare lo stesso. E la Sea Org poteva sicuramente sopravvivere senza di lei.

Due giorni dopo le giovani “messaggere” tornarono per vedere se aveva cambiato idea. Incinta di dieci settimane, la Hagemo disse di no, e le due la sgridarono. Lei e il marito si sentirono dire che sarebbero stati assegnati a una org piccola, e fino ad allora lei avrebbe dovuto indossare giacche e gonnelloni per nascondere la gravidanza. «Non volevano che me ne andassi in giro ovviamente incinta. Me lo dissero molto chiaramente. Non volevano che altre donne si facessero l’idea che restare incinte era ok.»

Ma a un certo punto nascondere il pancione divenne impossibile. Gli amici le giravano alla larga, non volevano dare l’impressione di giustificare la sua scelta. «Di sicuro capisci…», le dicevamo. In rare occasioni qualcuno mostrava interesse per il nascituro, lei rispondeva in modo allusivo. «Non ci furono mai aperte congratulazioni, del tipo “Oh mio dio! Posso sentirlo calciare?”, era più una cosa “vieni nel mio ufficio e chiudi la porta”.»

Un giorno al lavabo dei bagni comuni una staff delle pubbliche relazioni guardò il pancione della Hagemo e le chiese sdegnata “Come puoi fare una cosa del genere?” Lei iniziò a piangere e a tremare. «Sono in questo ambiente dove è una delle cose peggiori che puoi fare. Sono sposata. Non ho fatto nulla di male. A volte volevo davvero mettermi a urlare.»

Già avanti con la gravidanza, venne convocata in un ufficio per rispondere a domande all’e-meter. Si dice che questo apparecchio Scientology misuri lo stato mentale del soggetto, e che verifichi anche se sta dicendo la verità. La Hagemo racconta che l’investigatore voleva sapere i nomi di chi le aveva detto che era ok restare incinta.

Davis, il portavoce della chiesa, sostiene che il quadro fatto dalla Hagemo è falso.

«La chiesa ha massimo rispetto della famiglia, della creazione di una famiglia e dei bambini. Non c’è alcuna ostilità verso le donne incinte.»

La chiesa ha fornito dichiarazioni giurate di un membro attuale e di 10 ex membri della Sea Org le quali sostengono che loro stesse e i rispettivi coniugi sono stati trattati bene durante la gravidanza e che non hanno mai subito pressioni per abortire. Una delle donne è Aaradona Walker di Santa Rosa, California, e ha dichiarato che quando nel 2008 era incinta, uno staff della chiesa ha aiutato lei e il marito a lasciare la Sea Org. «Nessuno ha cercato di farmi cambiare idea o mi ha fatto pressioni di un certo tipo», ha scritto la Walker, «Nessuno ha cercato di convincermi a non avere il bambino.»

La Hagemo ribatte che quei racconti non modificano la sua esperienza. «Forse quando sono rimaste incinte, alcune donne sono state più fortunate. Non è che tutti i ragazzini cattolici hanno subito molestie. Il fatto che ad alcuni non sia successo non significa che invece sia successo ad altri, che per questo hanno sofferto.»

Due settimane prima della data prevista, i supervisori dissero alla Hagemo che poteva smettere di lavorare ma che doveva restare nella sua stanza fino al parto e oltre, fino a quando lei, Dan e il bambino non si fossero trasferiti nella località designata: Seattle.

«Questa accusa è assurda e infondata», ha detto Davis.

Shelby nacque in una clinica di Glendale. La giovane coppia la portò a casa, nella loro stanzetta della struttura Scientology di Los Angeles. «Anche se le circostanze erano veramente schifose, ero felicissima di avere la mia bambina», racconta la donna. «Non avevo dubbi di avere preso la decisione giusta, in particolare dopo averla avuta tra le braccia.»

Il reclutatore

Nei 14 anni seguiti alla nascita della figlia, la Hagemo ebbe un’altra bambina, divorziò e si trasferì vicino alla madre a Minneapolis. Si risposò, ebbe un figlio e andò a vivere nei sobborghi di Excelsior. Il marito, Brad Hagemo, è un optometrista e uno scientologist. Natalie Hagemo era rimasta in buoni rapporti con la chiesa pagando una penalità di 5000 dollari per aver lasciato la Sea Org. Fece corsi di Scientology sulla genitorialità e le finanze, e in seguitò andò a Los Angeles per quella forma di assistenza chiamata “auditing”. Alla fine del 2003 raggiunse i livelli superiori della chiesa, o “Thetan Operante”. Si sentiva felice e stabile.

Anche Shelby, matricola alla Minnetonka High, stava progredendo in Scientology. I corsi della chiesa la aiutavano a comunicare meglio, a superare la sua timidezza e a fare amicizia più facilmente. A scuola andava bene. Sognava di diventare una “auditor”, cioè una assistente di Scientology, e appena possibile si offriva come volontaria all’org Twin Cities del centro di Minneapolis.

Nell’autunno del 2004 un membro della Sea Org in visita la avvicinò a fini di reclutamento. Se fosse entrata nella Sea Org avrebbe potuto realizzare il suo sogno, diventare una auditor. Avrebbe potuto vedere la famiglia ogni volta che lo avesse desiderato; la chiesa si sarebbe fatta carico di tutti i suoi bisogni e le avrebbe pagato un salario settimanale di 50 dollari.

«Ci cascai in pieno», ricorda oggi Shelby. «Pensai “facciamolo”, era un po’ come “sembra davvero fico. Adesso telefono a mia mamma”, perché mamma non era lì.»

No, prima firma – le disse il reclutatore – poi chiameremo tua madre. Shelby firmò la richiesta standard per servire la Sea Org in questa vita e in quelle future. Aveva 14 anni.

La Hagemo doveva decidere se concedere o meno l’autorizzazione. La pressione subita anni prima per ricorrere all’aborto la turbava ancora, ma era una scientologist leale e ammirava ancora la Sea Org. Conosceva il reclutatore, e Shelby era molto entusiasta. Sapeva anche come avrebbe reagito la chiesa se avesse opposto resistenza. L’avrebbero dipinta come una persona piena di “contro intenzioni” che metteva i bastoni tra le ruote a Scientology. «Pensai “Ok, lasciamola andare”. Ma nel mio intimo sapevo che mia figlia sarebbe tornata indietro, sapevo che non si sarebbe trovata bene in quell’ambiente.»

Shelby volò a Los Angeles e venne assegnata all’EPF, l’Estate Project Force – una specie di campo di addestramento della Sea Org. Di giorno lavorava a progetti edili, la sera studiava Scientology. Si divertiva, ma aveva anche nostalgia di casa e nel giro di una settimana cominciò ad addormentarsi piangendo. Il reclutatore aveva detto che la ragazza avrebbe potuto telefonare alla famiglia in qualsiasi momento, ma ci vollero giorni prima che la autorizzassero a chiamare casa. Quando alla fine riuscì a parlare con la madre, Shelby le disse che voleva tornare a casa.

La madre le risposte che avrebbe contattato le persone giuste e iniziato la procedura di congedo. Chiamò il supervisore dell’EPF il quale – racconta – si fece aggressivo e le disse che non aveva nessun diritto di interferire. Lei gli rispose: «Sono sua madre, ho diritti legali. Posso venire lì in questo preciso momento e portarla via, e non c’è nulla che tu possa dire al riguardo.» Lui replicò che la Sea Org non era legata alla legge “wog”, le regole del mondo non-Scientology. «Innanzitutto sapevo che non era vero», prosegue la donna, «e poi dire una cosa del genere a un parrocchiano della chiesa, a una madre… Chiunque dotato di cervello sa che non si deve fare infuriare una madre.»

La Hagemo volò a Los Angeles per riprendersi la figlia. Racconta che il supervisore dell’EPF di Shelby le sventolò un dito davanti alla faccia, urlandole di nuovo di non interferire. I giorni passavano e continuava a chiedere di vedere sua figlia. «Quando alla fine riuscii a incontrarla, non fui autorizzata a restare da sola con lei.» Non poterono neanche parlare della sua partenza. Shelby non sapeva da quale parte stava la madre. L’avrebbe aiutata ad andarsene? «Non sapevo nemmeno se me ne sarei mai andata», racconta Shelby.

La Hagemo decise di prendere l’iniziativa. Trovò Shelby in uno dei cantieri dell’EPF, la portò nell’ufficio del cappellano e pretese che la chiesa iniziasse la procedura di congedo, chiamato “routing out”. Il processo può durare settimane, o mesi.

Shelby doveva seguire un regime di “etica” che analizzava i motivi per cui voleva andarsene. Oggi racconta che si sentiva presa in un grosso guaio. Il suo supervisore le disse che quando aveva firmato il contratto per la Sea Org aveva fatto una promessa, sarebbe stata una bugiarda se non l’avesse mantenuta. Telefonare alla madre era stato un errore. Andarsene sarebbe stato un errore ancora più grande.

«Girò la mia sedia in modo da avermi di fronte, mi si avvicinò e cominciò ad urlarmi in faccia che ero veramente sporca, che avevo bisogno di una raddrizzata.»

La chiesa contesta questo racconto. «Shelby è uscita dalla Sea Org non appena ha richiesto di farlo», ha detto Davis – aggiungendo che «Nessun membro della Sea Org è mai stato sottoposto a “intimidazione”.»

Due settimane dopo la richiesta di andarsene, la chiesa l’autorizzò a farlo. Verso le 11 di sera si aprì una porta vicino alla mensa della Sea Org, e lei uscì. Il giorno dopo madre e figlia presero un aereo per il Minnesota.

Domande senza risposta

Nemmeno una volta in quelle due settimane la Hagemo pensò di prendere la figlia e andarsene, oppure di chiamare le autorità per far valere i suoi diritti legali di genitore. Racconta che voleva risolvere il problema costringendo la chiesa ad attenersi alle sue stesse direttive. Era rimasta colpita dalla belligeranza del funzionario Sea Org di Los Angeles. Si chiedeva se si trattasse di un fanatico isolato o di un riflesso della dirigenza della chiesa. A quel punto fece una cosa vietata dal movimento: cercò in Internet informazioni non autorizzate su Scientology.

Trovò voci che da anni parlavano di “aborti forzati”; altri erano resoconti di “disconnessione” che raccontavano come la chiesa incoraggi i membri a troncare tutte le comunicazioni con i parenti e gli amici critici di Scientology. La Hagemo era ancora turbata dal trattamento riservatole nella Sea Org quando era incinta, e Internet le suscitò ulteriori domande. Ma restava ancora convinta che i benefici avuti da Scientology prevalessero su tutto il resto.

Lei e Shelby continuarono a fare corsi di Scientology. La ragazza riprese a frequentare la scuola e alla sera lavorava all’org Twin Cities, un impegno molto più leggero di quello in Sea Org. Aveva 16 anni e coltivava ancora il desiderio di diventare una auditor di Scientology e un supervisore del corso.

La Hagemo appoggiava la figlia. Anche lei era alla testa della campagna anti droga della chiesa. Ma manteneva i suoi dubbi sulla dirigenza.

«La chiesa è abile nel farti credere che sei il solo a pensarla in un certo modo», racconta. «Non ne parli con gli amici perché se osassi farlo ti sbatterebbero fuori.»

Paragona la situazione al tenere in piedi un matrimonio fallito solo perché c’è troppo da perdere. «Ci sono stati momenti felici. A un certo punto si era anche innamorati. Quella persona ti faceva girare la testa. Adesso sei solo profondamente infelice. Ma continui a resistere. È la natura umana.»

Da quel che racconta, i membri della sua chiesa hanno cercato di portarle via la figlia due volte. E dice che ci provarono anche una terza.

“Pensavo fosse normale”

Shelby si diplomò nella primavera del 2008, poi andò a Clearwater per l’addestramento come staff della chiesa. Aveva 17 anni. Audiva le persone, supervisionava le classi di studio e adorava il suo lavoro. «Ho aiutato un sacco di gente, pensavo che fosse la cosa più bella del mondo.»

Altri aspetti non erano così grandiosi. Oltre all’addestramento che aveva accettato, doveva fare il lavoro di un Sea Org member completo. Le dissero che doveva fare pressioni sui parrocchiani affinché acquistassero materiali di Scientology e facessero donazioni. A volte, per tenere alte le “statistiche” Shelby donava i soldi che la madre le mandava.

Molto spesso, dopo le 10 di sera, Shelby doveva telefonare ai parrocchiani di tutto il mondo affinché acquistassero corsi opzionali. Non riusciva a soddisfare le quote di lavoro e si trovava di continuo nei guai con “etica”. Alcuni giorni la mettevano a dieta di riso e fagioli, pranzo e cena. La pausa pasto venne ridotta a 15 minuti. Di notte doveva pulire i bagni ed altri spazi comuni, e spesso riusciva a dormire soltanto 4 o 5 ore per notte. I suoi capi le urlavano dietro.

«A quel punto pensavo che fosse normale», così Shelby commenta quelle punizioni. «Siccome ti succede di continuo, poco a poco arrivi a pensare “Ok, è così che vanno le cose”. Ci credevo anche io, siccome le mie statistiche sono basse devo mangiare riso e fagioli… certo, quando ti tocca non sei contento, però lo facevo perché Scientology era di valore, ne valeva la pena.»

Intanto i dubbi della madre continuavano a crescere. Gli Hagemo ed altri parrocchiani dell’org Twin Cities ricevevano continue richieste per donare o per comprare libri, CD, DVD. La chiesa chiedeva soldi diverse volte al giorno, anche a notte fonda, con telefonate o sms. Ogni volta che la Hagemo entrava all’org – racconta – qualcuno le chiedeva dei soldi. A gennaio 2009 si stufò definitivamente. Uno dei funzionari che raccolse le sue lamentele le disse che raccogliere denaro era una “intenzione di comando” della dirigenza superiore.

Davis, il portavoce della chiesa, ha replicato citando la politica della chiesa sulle donazioni: “I parrocchiani danno sostegno volontario alla loro religione, come hanno sempre fatto”. Sostiene che Shelby a Clearwater non è mai stata punita, né che è stata privata del sonno. Tutti gli staff di Clearwater “devono avere ore di sonno e cibo adeguati, al fine di poter studiare come da requisiti scritturali”.

Il giugno scorso gli Hagemo lessero Il Rundown della Verità, il reportage del St. Petersburg Times sui disertori di alto livello della chiesa che sostengono di essere stati testimoni diretti di abusi fisici e mentali comminati dalla massima dirigenza del movimento. La Hagemo, il marito, la madre e il patrigno decisero di lasciare la chiesa.

L’unico problema era Shelby. La ragazza era ancora a Clearwater, in addestramento e al lavoro per la chiesa – una maggiorenne di 19 anni che poteva fare le sue scelte. Se la sua famiglia si fosse mostrata disaffezionata, la chiesa avrebbe detto a Shelby di interrompere ogni contatto.

La Hagemo decise di non riferire a nessuno la sua decisione fino a quando Shelby non fosse tornata a casa per le feste di Natale. Ma i dirigenti del Minnesota capirono che la famiglia aveva dei dubbi. I supervisori di Shelby insistettero molto per trattenerla a Clearwater durante le feste, le dissero che non riuscivano a sostituirla, che se se ne fosse andata sarebbe stata una scansafatiche. Lei chiamò la madre piangendo. Non voglio tornare a casa… devo restare… ho grosse responsabilità…

Ricorda la Hagemo: «Mi resi conto di una cosa… chi sei? Perché se sei così felice della tua decisione di restare, piangi come una fontana?»

Un funzionario della chiesa del Minnesota inviò a Shelby un elenco di “cattivi indicatori” sulla sua famiglia:

  • la madre era andata online e aveva trovato informazioni scorrette relative ad abusi nella chiesa;
  • la madre e il patrigno erano andati a un appuntamento invece che partecipare a un event della chiesa;
  • la nonna, una scientologist veterana, si era battezzata cristiana.

Un ufficiale di etica di Clearwater disse a Shelby che non doveva tornare a casa, in quell’ambiente. Nemmeno per le feste di Natale, che prevedevano anche un viaggio in Messico programmato da molto tempo con il suo padre biologico, uno scientologist non più praticante. Lui minacciò di andare a Clearwater a prendersi la figlia, e alla fine la lasciarono partire.

La Hagemo racconta che la ragazza arrivò a casa chiusa in se stessa ed esausta. Aveva le vene gonfie dietro alle ginocchia, che il medico attribuì al restare in piedi per ore. Shelby disse che lavorava 70 ore la settimana. Ma ancora tentennava. La disaffezione della sua famiglia per la chiesa sembrava improvvisa e “psicotica”. La Hagemo desiderava che la figlia scegliesse da sola il suo futuro, ma vedeva brutti segnali, temeva che non stesse pensando con la sua testa. Shelby voleva telefonare un superiore di Clearwater per avere una guida. Disse alla madre: «Lui mi dirà che cosa devo fare.»

Quando partì per la vacanza con il padre in Messico, Shelby era ancora incerta.

In una e-mail di tre frasi inviata il 28 dicembre 2009, la Hagemo e il marito notificarono ai funzionari di Scientology che lasciavano la chiesa. La nota si concludeva dicendo: «Restiamo scientologist indipendenti dalla Chiesa di Scientology.»

Quello stesso giorno un funzionario di Scientology contattò Shelby in Messico via Faceebook, offrendole un posto dove stare in Minnesota. Furiosa, la Hagemo inviò una serie di mail intimando al funzionario di tenersi alla larga dalla figlia. «Quale chiesa cerca di rovinare una famiglia? Di creare fratture al suo interno?» scrisse in una di esse.

Al ritorno dal Messico, la donna parlò a Shelby di diritti umani. «Nessuno ha il diritto di allontanarti dalla tua famiglia. Nessuno ha il diritto di privarti del cibo. Nessuno ha il diritto di privarti del sonno in questo modo. È una punizione, ed è un abuso dei diritti umani.» Il discorso fece breccia. «Per Shelby, etichettarli per ciò che realmente erano fece la differenza.»

In gennaio anche Shelby lasciò la chiesa.

«In tutta la mia vita in Scientology ho avuto molte vittorie e sono stata bene», racconta oggi. «Ma una cosa comune che succede di continuo nella chiesa è che hanno sempre cercato di fare in modo che troncassi i rapporti con parte della mia famiglia.»

Nelle conversazioni avute con Shelby all’inizio dell’anno, la madre le raccontò di come avesse subito pressioni per abortirla, 20 anni prima. La sua reazione? Nella Sea Org ne aveva viste abbastanza da non esserne sorpresa.

Davis, il portavoce della chiesa, ha detto che madre e figlia hanno fatto le loro scelte, la chiesa non le ha costrette a fare nulla. Ora, aggiunge, la Hagemo sta “riscrivendo la sua storia per giustificare la decisione di lasciare Scientology”.

La Hagemo dice di vedere un modello in corso da anni, in cui la chiesa interferisce ed esercita controllo. Iniziò nel 1990 con le pressioni per abortire Shelby, continuò nel 2004 con il tentativo della Sea Org di impedire alla ragazza di andarsene, e ancora nel 2009 quando la chiesa cercò di metterla contro la famiglia. «Hanno cercato di portarmi via mia figlia per tre volte», dice oggi. «Voglio dire… chiamatemi pure idiota per aver perseverato per tanto tempo. È un processo che devi attraversare. Ad alcuni succede più in fretta, altri hanno bisogno di un paio di anni per affrontarlo… chiedo scusa per averci messo così tanto.»

5 commenti leave one →
  1. Antonio permalink
    29 giugno 2010 12:12 AM

    Una “chiesa” contro la vita..ma stiamo scherzando?! E nn fate una rivoluzione e non buttate tutto all’aria..ma vi volete svegliare..!! Una massa di gente che si fa abbindolare da un manichino ossigenato!! Sconvolgente.. Contro ogni forma di civiltà e intelligenza.. Se questa è scientology.. Be’ l’inferno è sulla terra.. Se siete chiesa sappiate che il Dio unico è anche giudice!!

    • Titos permalink
      1 luglio 2010 12:05 AM

      Una domanda, Antonio: si tratterebbe dello stesso Dio giudice che sentenzia sui pedofili?

      Cordialmente,
      Titos Peri

  2. Antonio permalink
    1 luglio 2010 4:28 AM

    Esattamente.. Lo stesso…stesso Dio che rifiuta tutte queste situazioni di morte..nn sto privilegiando una religione a dispetto di un’altra.. Ma quando ci vuole ci vuole..di certo il Papa peró non invoglia tutto il clero ad abusare di bimbi..a differenza di questi (ir) responsabili che nn fanno altro che incitare interruzioni di gravidanza in nome di un dio minore ( il denaro, la produzione) che ben si allontana dalla tecnica del loro stesso fondatore..

  3. Titos permalink
    1 luglio 2010 4:06 PM

    Antonio, con tutto rispetto: mai sentito parlare degli obblighi e dei regimi (a 360°: alimentazione, orari di lavoro, alloggi e spazi, severità, austerità, ecc.) cui si vota un seminarista in una di quelle comunità periferiche quale può essere un eremo o un monastero di ordine rigoroso?

    Non si faccia abbindolare dai resoconti scandalistici: se dessimo credito a quelli, dovremmo considerare criminale la stragrande maggioranza dei preti cattolici, dei pastori evangelici o dei ministri damanhuriani, quando è facilmente dimostrabile il contrario.

    Detto questo, qualunque Scientologist degno di tale nome sa molto bene che l’aborto di per sé è un atto profondamente non etico oltre che pernicioso per i futuri nuovi nati. E c’è un motivo assai poco fideistico e molto preciso (scientifico, si potrebbe dire in una certa accezione del termine) per cui l’aborto va considerato in questi termini e in nessun altro. Il libro “Dianetics” lo spiega alquanto chiaramente.

    Quanto a Papa Benedetto XVI, basterebbe dare retta a una ridotta percentuale dei titoloni che da mesi impazzano sui media di tutto il mondo, per convincersi che non solo abbia sottaciuto, ma addirittura avallato certe agghiaccianti situazioni.

    Quindi, a suo avviso, cosa dovrebbe fare una persona di buona volontà: farsi aizzare da questo o quel roboante media (e dai suoi resoconti scandalistici e ben conditi da contorni orridi) contro il tal movimento o il tal personaggio, oppure pensare con la propria testa?

    Cordialmente,
    Titos Peri

  4. Antonio permalink
    2 luglio 2010 12:11 AM

    Ha detto bene… Scientologist degno di tale nome.. Cattolico, evangelico… Degno di tale nome.. Ha proprio centrato l’obiettivo.. Già, degno di tale nome!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...