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VIETATO AVERE BAMBINI

27 giugno 2010

Ci sono due modi in cui puoi vivere la tua vita.

Uno pensando che nulla sia un miracolo.

L’altra pensando che ogni cosa sia un miracolo.

ALBERT EINSTEN

Grande nuovo articolo del St. P. Times sulla gravissima situazione relativa agli aborti nella Sea Org. Grande opera di traduzione di Martini di Allarme Scientology che ringraziamo. Non c’è bisogno di commento di apertura perchè la lettura dell’articolo è più che sufficiente ….


VIETATO AVERE BAMBINI

© Di Joe Childs e Thomas C. Tobin, redattori del St. Petersburg Times, 13 giugno 2010

©Traduzione a cura di Martini, giugno 2010.

Laura Dieckman aveva appena 12 anni quando i genitori le permisero di lasciare casa e cominciare a lavorare a tempo pieno per l’ordine religioso di Scientology, la Sea Organization. A 16 anni sposò un collega. A 17 restò incinta.

Era molto emozionata all’idea di crearsi una famiglia, ma – racconta – i supervisori della Sea Org le fecero pressioni affinché abortisse. Il giorno seguente era di nuovo al lavoro.

Claire Headley entrò in Sea Org a 16 anni, a 17 si sposò e a 19 rimase incinta. La donna racconta che i supervisori della Sea Org la minacciarono che se non avesse interrotto la gravidanza le avrebbero assegnato lavori fisici estenuanti e sarebbe stata sottoposta a ripetuti interrogatori. Anche lei il giorno seguente era di nuovo al lavoro.

Due anni dopo ebbe un secondo aborto: in quel periodo lavorava alla chiesa di Clearwater. Un’inchiesta del St. Petersburg Times ha scoperto che le loro esperienze non sono casi isolati. Oltre una dozzina di donne hanno riferito che la cultura della Sea Org le spingeva, o spingeva altre donne di loro conoscenza, verso l’aborto, aborti che in molti casi loro non desideravano fare.

Alcune hanno raccontato che colleghi e supervisori facevano pressioni affinché abortissero e rimanessero lavoratrici produttive, prive della distrazione di crescere dei figli. Interrompere la gravidanza e restare al lavoro confermava la dedizione all’importante obiettivo di salvare il pianeta.

«Hai solo un tipo di ragionamento», racconta Sunny Pereira, entrata nell’ordine a 15 anni. «Tutto ruota attorno alla Sea Org e a ciò che stiamo cercando di ottenere. Qualunque cosa venga vista come una distrazione è disprezzata.»

Gli intervistati dal Times sostengono che le donne che non prenotavano un aborto venivano evitate dai colleghi, definite “esseri degradati” e insultate in quanto “fuori etica”, cioè devianti rispetto al codice etico dell’ordine. Alcune venivano isolate, destinate a lavoro manuale e interrogate fino a quando non accettavano di abortire – raccontano i disertori della chiesa, tra i quali alcuni uomini le cui mogli abortirono.

La chiesa nega ogni accusa.

«Non esiste alcuna direttiva interna per convincere nessuno ad abortire, e la chiesa non si è mai impegnata in tali attività», afferma il portavoce Tommy Davis.

I membri della Sea Org si sposano tra di loro e non fanno voto di celibato, a differenza di altri ordini religiosi. E a differenza di molte religioni, Scientology non prende posizione a favore o contro l’aborto.

«La decisione di avere un bambino o di interrompere la gravidanza è una decisione personale, presa dalla coppia», ha riferito Davis. «Questo vale per tutti gli scientologist. Se un membro attuale o un ex membro della Sea Org ha mai “fatto pressioni” pro aborto, lo ha fatto in modo del tutto indipendente e quell’azione non era approvata, appoggiata o sostenuta dalla chiesa».

Ma in deposizioni giurate ottenute dal Times, la Headley e la Dieckman raccontano come, conversazione dopo conversazione, i membri della Sea Org le influenzavano affinché abortissero. Le deposizioni sono contenute in un procedimento federale che la Headley ha iniziato contro la chiesa. La donna afferma che i suoi aborti furono imposti, e che le condizioni di lavoro restrittive della chiesa costituirebbero traffico di esseri umani [riduzione in schiavitù – N.d.T.]. Il processo è previsto per gennaio. La donna ha presentato agli avvocati della chiesa un elenco di 36 staff attuali o ex che lei sostiene abbiano abortito quando erano alle dipendenze della Sea Org.

La Dieckman è stata chiamata a testimoniare. Al Times ha detto di non avere un carattere lacrimoso, ma di non riuscire a trattenere le lacrime nel raccontare come, a 17 anni, mise il “maggior bene del gruppo” davanti al suo istinto materno. «Ora ripenso al passato e mi chiedo… come e perché sono arrivata a pensare una cosa del genere? Non ha senso. Non capisco come mi possa essere piegata in quel modo, come abbia potuto accettare. Ma l’ho fatto.»

La chiesa replica

All’interno della Sea Org, vocazione massima di Scientology, fino al 1986 i membri potevano avere dei figli. Poi la politica cambiò e resta attuale ancora oggi: fare figli è vietato.

«La direttiva scaturì dal rispetto per le famiglie e per difendere i bambini» spiega Davis. I bambini «venivano visti come un’interferenza con la produttività dei membri della Sea Org», aggiunge. Inoltre, «gli orari lunghi e impegnativi richiesti ai membri della Sea Org e il bisogno dei genitori Sea Org di partire per zone remote del pianeta senza alcun preavviso erano un ostacolo a un allevamento adeguato dei figli.»

Davis ha negato che le coppie Sea Org in attesa siano state schivate o definite “esseri degradati”. Al contrario, chi vuole avere figli viene aiutato. «Ricevono assistenza dalla chiesa, tra cui cure prenatali immediate, cure mediche, assistenza finanziaria e aiuto per trovare una casa e un lavoro nel momento in cui escono dalla Sea Org.»

Il Times ha chiesto di intervistare i funzionari della chiesa, tra cui il leader David Miscavige, in merito ai racconti degli ex membri della Sea Org che descrivono le pressioni per abortire. Davis ha risposto per iscritto. Ha fornito anche le dichiarazioni giurate di 10 membri attuali ed ex membri della Sea Org le quali sostengono che la chiesa e i loro colleghi le hanno aiutate e appoggiate durante la gravidanza, concedendo pisolini, facendo regali e creando orari di lavoro flessibili.

«Ho ricevuto molte attenzioni e sostegno dallo staff, e non sono mai stata fatta sentire in colpa perché volevo un bambino», ha scritto Kathryn Reeves, che ha lasciato la Sea Org nel 2009 assieme al marito, e che ora ha una neonata che descrive “di carattere gioioso”. «Sono sicura che parte del suo essere così felice dipende dal fatto che la mia gravidanza è stata molto serena, molto sana, completamente priva di turbamenti», ha scritto la donna nella sua dichiarazione.

Davis ha affermato che le donne che hanno parlato con il Times hanno fatto scelte personali «di cui ora sono chiaramente pentite.»

I bambini erano i benvenuti

Il fondatore di Scientology L. Ron Hubbard creò la Sea Org nel 1967, quando dirigeva la chiesa dalle sue navi – ragione alla base delle uniformi ancora indossate e dei ranghi marinareschi. I membri firmano un contratto da un miliardo di anni, a simboleggiare l’impegno a servire in questa vita e in quelle future.

Le attività mondiali di Scientology sono gestite da circa 6000 membri della Sea Org. Miscavige, 50 anni, e la moglie Shelly, 49, ne sono membri. Non hanno figli. I dirigenti sono circa 150, tra cui il portavoce Davis. Quasi tutti gli altri lavorano in trincea, occupazioni che vanno dal portiere all’autista di autobus, fino al vertice degli assistenti spirituali della chiesa, definiti “auditor”. Hanno tutti un portamento militare, si mettono sull’attenti quando entra un ufficiale di rango e si rivolgono ai superiori, anche alle donne, con il termine “Sir” [signore – N.d.T.].

La Sea Org fornisce personale alle due attività più importanti di Scientology, la sede spirituale di Clearwater e la base internazionale del management che si trova nel deserto, a un centinaio di chilometri a est di Los Angeles.

Nei sette anni precedenti l’uscita dalla Sea Org, Gary Morehead ha lavorato come capo della sicurezza di quella disordinata comunità. Racconta che le gravidanze venivano considerate «uno schiaffo in faccia> all’organizzazione. «Non ne veniva mai visto il lato positivo. Nessuno mai diceva “congratulazioni”. Un momento bellissimo della vita personale veniva trasformato in un crimine totale, assoluto.»

In Dianetics, il suo bestseller del 1950, Hubbard magnificava le virtù della maternità: « Una società che abbia a cuore le sue future generazioni dovrebbe dare molta considerazione alla donna incinta.»

Hubbard, che ebbe sei figli [in realtà ne ebbe sette – N.d.T.], specificò che la routine della Sea Org comprendeva il “Tempo Familiare”: almeno un’ora al giorno con i propri figli. C’era un picnic annuale chiamato “Giorno della Famiglia”. Mentre i genitori erano al lavoro, studiavano e ricevevano assistenza spirituale, i loro figli frequentavano le Cadet Org, asili e scuole il cui personale era composto da colleghi Sea Org.

Alla morte di Hubbard nel 1986, e dopo l’emergere di Miscavige come leader della chiesa, una nuova direttiva della Sea Org stabilì che le coppie in attesa sarebbero state sospese dall’ordine e mandate a vivere a loro spese in una chiesa della comunità, chiamata Org di Classe V. Secondo i disertori, quella prospettiva intimoriva chi era abituato ad avere dal gruppo cibo, alloggio, vestiario e spese mediche. Lavorare con personale non Sea Org in una chiesa della comunità avrebbe significato provvedere da soli a se stessi e al neonato, in base alle divisioni salariali date dagli incassi di quella singola chiesa.

La dirigenza di Scientology cancellò il “Giorno della Famiglia” nel 1987, e il “Tempo Familiare” due anni dopo. Un cambiamento della direttiva del 1991 stabilì che le coppie in attesa sarebbero state trasferite non in una qualunque chiesa comunitaria, ma in una che “non si stava espandendo, era piccola e lontana”. L’attuale messa al bando dei bambini nella Sea Org, emessa nel 1986, non fa alcuna menzione all’aborto. Dice solo che i membri che vogliono avere figli devono andarsene.

Davis sostiene che la chiesa ha cambiato la sua direttiva cercando di bilanciare “i bisogni delle famiglie con la realtà della vita dentro un ordine religioso”.

La chiesa si fa carico delle spese mediche e dentarie dei membri della Sea Org, ma non ha pagato per gli aborti delle donne che hanno parlato con il Times.

Davis ha replicato che «per la chiesa, approvare il pagamento di un aborto… equivarrebbe a un tacito avallo all’aborto.» Ha aggiunto che alcune chiese di Scientology, tra cui quella di Clearwater, sostengono i costi del controllo delle nascite dei membri della Sea Org.

Procedimento giudiziario

Laura Dieckman era in quinta elementare quando disse ai genitori che nelle scuole pubbliche di Albuquerque non imparava tanto quanto aveva imparato in quelle di Scientology. Così le permisero di smettere di andarci e di frequentare assiduamente la chiesa comunitaria, o “org”, dove i genitori erano parrocchiani. Laura faceva il “body routing”, cioè avvicinava persone da sottoporre al “Test Gratuito della Personalità”.

Ai primi del 1991 arrivò un reclutatore della Sea Org. Laura aveva 12 anni e si entusiasmò all’idea di unirsi al gruppo e di trasferirsi a Los Angeles. Bisognava però convincere sua madre, Toddy Dieckman. Il reclutatore promise che Laura avrebbe terminato la scuola superiore. I corsi di Scientology e l’assistenza, chiamata “auditing”, sarebbero stati gratuiti. Aggiunse che vista la giovane età, Laura sarebbe stata tenuta sotto stretto controllo.

Uscì anche la questione dei figli. Laura disse che un giorno ne avrebbe voluti avere. Nessun problema – le rispose il reclutatore – le coppie in attesa vengono trasferite nelle chiese comunitarie. La Sig.ra Dieckman firmò l’autorizzazione. «In un certo senso pensai che, okay, sarebbe andata in una scuola di impostazione Scientology e avrebbe avuto una buona istruzione.» Inoltre riteneva che la figlia non avrebbe retto a lungo, «non pensavo che volesse davvero allontanarsi da casa.»

Il primo lavoro di Laura fu in un palazzo di 12 piani a qualche isolato di distanza dal Grauman’s Chinese Theater di Hollywood Boulevard. Lavorava nell’ufficio comunicazioni, consegnava messaggi e rispondeva al telefono. La sua vita scorreva in un cerchio molto ristretto: prendere l’autobus per l’ufficio tutte le mattine, lavorare fino a sera inoltrata, riprendere il bus per il dormitorio – dove divideva letti a castello con altre 10 donne. Non c’erano gite allo zoo, piste di pattinaggio o concerti, non c’era nemmeno la scuola che il reclutatore le aveva promesso.

Durante le prime settimane Laura telefonava a casa tutte le sere. Durante la pausa per la cena si affrettava verso il telefono pubblico poco distante. A volte i genitori la andavano a trovare e una volta la portarono a Disneyland.

Poco dopo avere compiuto 16 anni, Laura conobbe un nuovo membro della Sea Org, Jesse DeCrescenzo il quale, come Laura, era cresciuto in una famiglia Scientology. Il ragazzo aveva 17 anni. Flirtavano in classe il sabato pomeriggio, e facevano il bucato assieme il sabato sera. Alla festa di Capodanno contarono alla rovescia insieme i secondi che li dividevano dal 1995 e, allo scoccare della mezzanotte, Jesse le chiese di sposarlo. Lo fecero in agosto di quell’anno. Durante le festività natalizie andarono a trovare la famiglia allargata di Jesse a Oakland. Laura amava quel calore familiare. Voleva dei figli suoi e, senza dirlo a Jesse, smise di prendere la pillola anticoncezionale fornita gratuitamente dalla clinica della Planned Parenthood.

Laura sapeva che, se fosse rimasta incinta, né il suo capo né Jesse sarebbero stati contenti di dover abbandonare i rispettivi impieghi. Aveva visto dei membri della Sea Org molestare una coppia in attesa, prima del loro trasferimento. Ma era fiduciosa che lei, Jesse e il bambino ce l’avrebbero fatta. Magari li avrebbero mandati all’org di Albuquerque.

Nel febbraio del 1996 il test di gravidanza confermò ciò che il corpo le aveva già detto. Tornata alla sua scrivania telefonò a Jesse per dargli la notizia, che lo entusiasmò. «Che cosa faremo adesso?», chiese a Laura. Lei rispose che pensava di tenerlo.

Discussero le voci secondo cui la chiesa stava per eliminare i trasferimenti nelle chiese comunitarie, e l’imposizione per le coppie in attesa di lasciare la Sea Org. Laura disse a Jesse di non preoccuparsi. Suo padre avrebbe potuto assumerlo nel suo ufficio assicurativo di Los Angeles, oppure poteva pulire finestre assieme al padre di lei, a Albuquerque.

Laura informò della gravidanza il suo capo, Gabriella Saccomanno, una donna sulla trentina – il doppio della sua età. Laura la riteneva «la cosa più vicina a una mamma che avessi in Sea Org.» Nella sua deposizione la Dieckman ha descritto gli avvenimenti dei due giorni successivi. «Le dissi che ero incinta. Lei mi chiese “che cosa vuoi fare?” Le risposi che non avevo dubbi, volevo avere il bambino.»

La Saccomanno – racconta Laura – le disse di prendere in considerazione un precetto di Scientology per gestire i problemi: valutare quale era “il maggior bene per il maggior numero di dinamiche”. Gli scientologist credono che la vita consista di otto dinamiche, o canali, e gli esseri umani sono spinti a prosperare in ognuno di essi. La prima dinamica è la sopravvivenza come se stessi. La seconda è sopravvivere come coppia, attraverso la procreazione. Avere dei figli soddisfa quelle due dinamiche. Ma se ciò significa lasciare la Sea Org, allora stai mettendo il tuo interesse personale davanti alle dinamiche più ampie come il gruppo, servire l’umanità e tutte le forme di vita. La Saccomanno chiese a Laura che cosa ne pensasse Jesse. Che cosa voleva fare? Laura rispose: «Avremo il bambino. Su questo non ci sono dubbi.»

La Saccomanno – continua il racconto di Laura – suggerì di telefonare subito a Jesse e al suo supervisore, Christine Cole. Attraverso il vivavoce, la Cole si rivolse direttamente a Laura. «Quando le dissi che avrei tenuto il bambino si infuriò, mi diceva “considera l’effetto che avrà sull’organizzazione…”.» Laura e Jesse avevano risalito i ranghi interni fino a diventare direttori di “Investigazioni e Valutazioni”, una specie di investigatori di polizia del dipartimento degli affari interni. Cole le rammentò le loro responsabilità nei confronti dell’organizzazione. Laura riappese, «Non mi interessava ascoltare quelle fesserie.» La Saccomanno cercò di calmarla. «Mi diceva “sangue freddo, Laura… in questo stadio il bambino è solo un po’ di tessuti”… sostanzialmente mi stava dicendo che l’aborto era la cosa giusta da fare e che non sarebbe stata una gran cosa, eravamo agli inizi della gravidanza.»

Quella notte lei e Jesse parlarono della sfida che avrebbero affrontato assieme: «In pratica giungemmo alla conclusione che avremmo tenuto il bambino», racconta Laura. Ma il tono di lui cambiò il giorno dopo, quando si sentirono al telefono. «Capii che Chris gli aveva parlato di nuovo… adesso lui mi diceva che “forse l’aborto è la cosa giusta da fare”.»

Jesse le disse che non voleva lasciare la Sea Org. Laura, a 17 anni, avrebbe dovuto affrontare un neonato senza reale esperienza del mondo, senza un’istruzione formale, senza lavoro, senza soldi e, ora, senza un marito. «Tutt’a un tratto fu come se non avessi avuto davvero altra scelta.»

La Saccomanno le disse di nuovo che la gravidanza non era molto avanti. Pensa al maggior bene. Jesse le ricordò che «entrambi abbiamo sempre voluto stare nella Sea Org», il suo capo le parlò di nuovo. «E alla fine, dopo due giorni in quel modo, accettai.»

Jesse prese a prestito dai genitori un’auto e 350 dollari e un sabato la accompagnò a una clinica di Glendale. Alla domenica Laura era di nuovo al lavoro.

Il Times ha chiesto di intervistare la Saccomanno, la Cole e Jesse DeCrescenzo. Davis ha risposto per loro conto, dicendo che «la Dieckman non ha mai subito pressioni per interrompere la gravidanza»; la Saccomanno non ha «mai incoraggiato o suggerito che la Sig.ra Dieckman avesse un aborto» e non ha mai descritto il feto come “semplici tessuti”. Nemmeno la Cole ha mai fatto pressioni. La Sig.ra Dieckman ha fatto una sua scelta, ha abortito «dopo averne discusso con il marito, il quale le disse di non essere pronto per avere dei bambini.»

La Dieckman racconta che, con il trascorrere degli anni, l’attaccamento alla chiesa era calato. Era stata punita per essere rimasta a Portland un giorno in più del previsto, al fianco del nonno morente. Mesi dopo era fuggita in quella stessa città per far visita alla nonna, ma il personale di Los Angeles l’aveva rintracciata e persuasa a ritornare. Era poi stata assegnata al Rehabilitation Project Force, un distaccamento che, secondo la chiesa, aiuta i membri della Sea Org a ravvedersi grazie al lavoro fisico, lo studio e l’assistenza. I critici sostengono che il RPF è una forma degradante di detenzione intesa rieducare il pensiero.

La Dieckman vi rimase per tre anni, poi decise di volerne uscire. Aveva visto una staff della Sea Org bere della varechina, ed essere congedata perché a rischio di suicidio. Un mattino dell’aprile del 2004, mentre la sua squadra RPF di dieci unità puliva i pavimenti, versò della varechina in un bicchiere di plastica e lasciò la porta dei bagni aperta in modo che gli altri potessero vederla bere. Cominciò a vomitare. Il giorno dopo la Sea Org le diede una liquidazione di 500 dollari e la congedò. DeCrescenzo rimase, e l’anno successivo divorziarono.

La chiesa sostiene di avere offerto a Jesse e a Laura la possibilità di andare in una chiesa comunitaria, ma che la Dieckman scelse di abortire. «È spiacevole che oggi la Sig.ra Dieckman si sia pentita della sua decisione», ha detto Davis, «e cerchi di addossare la colpa alla sua fede precedente invece che assumersene la responsabilità.»

La Dieckman ha fatto causa alla chiesa presso il tribunale statale della California, sostenendo che alle colleghe “veniva ordinato regolarmente” di abortire. Nei documenti legali afferma che la chiesa la costrinse ad abortire minacciandola che in caso contrario avrebbe perso il lavoro, l’alloggio e il marito. Sostiene inoltre di essere stata “plagiata” e che era “priva di comprensione dei suoi diritti legali”. A marzo il giudice ha archiviato il procedimento decretando che non era stato presentato entro i limiti previsti dalla prescrizione.

La Dieckman è tornata ad Albuquerque dove vive con il padre dei suoi due bambini. «Nulla è andato come mi ero immaginata», dice oggi. «Volevo avere dei bambini, poi non me lo hanno permesso… ero talmente sotto controllo… dall’età di 12 anni mi era stato inculcato come pensare e come agire. E non conoscevo strade alternative.»

Controllare il recinto

Recintata e guardata a vista, la proprietà di 500 acri di Scientology nel deserto vicino a Hemet, California, aveva un ulteriore livello di sicurezza – un “Consiglio Perimetrale” in cui sedevano fino a 10 membri che si riunivano settimanalmente in una sala conferenze della Golden Era Productions, la divisione marketing e audiovisivi della chiesa che ha sede alla base.

Compito del consiglio: condividere informazioni sul personale della base, in particolare su chi veniva considerato una minaccia per le attività e l’immagine della Sea Org. Capo del consiglio era Gary Morehead, direttore della sicurezza dal 1990 al 1997. L’uomo ha fatto i nomi delle donne incinte di cui si interessò, di solito in rapporti che dichiaravano il “maneggiamento” riuscito, cioè l’aborto prenotato. «Arrivavamo in consiglio avendo già le informazioni, oppure qualcuno le riferiva durante la riunione», racconta. «Intendo il fatto che qualcuna era incinta.»

Ogni rappresentante divisionale delle donne incinte riferiva lo stato della gravidanza, «Stanno per abortire, o non lo faranno, oppure non hanno ancora deciso», continua. Non ha documenti scritti, ma stima che almeno una donna al mese ricorreva all’aborto, forse una quindicina all’anno. Circa metà dei 700 dipendenti della base erano donne.

Morehead racconta che le poche donne della base che volevano portare avanti la gravidanza venivano separate dai mariti. Spesso venivano assegnate a lavori manuali e sottoposte a verifiche di sicurezza, una forma di interrogatorio. Alcune dormivano in una vecchia catapecchia con le guardie di Morehead di piantone. L’uomo racconta che il lavoro fisico non era inteso a mettere a rischio la gravidanza, ma solo ad erodere la risolutezza delle donne. «Mi chiedevano “che cosa stanno facendo?” e io rispondevo “sono fuori a spazzare i marciapiedi” oppure “stanno strappando le erbacce dalle aiuole”.» Se le donne non rivedevano la loro posizione, riceveva nuovi ordini: «”No, mettile (a pulire) i cassonetti…” Più resistevano, più sforzi venivano fatti per convincerle», racconta l’uomo.

La chiesa sostiene che Morehead sta mentendo. «Mai nessun interrogatorio o lavori fisici pesanti sono stati assegnati a una donna incinta», ha sostenuto Davis, né alla base dove Morehead lavorava né in nessun’altra struttura della Sea Org. Le coppie in attesa non sono mai state separate. Davis dice che Morehead si sbaglia anche in merito al Consiglio Perimetrale, in quanto chi apparteneva al consiglio nello stesso periodo gli ha confermato “enfaticamente” che non si è mai discusso di aborti.

Altre strutture della chiesa, tra cui quelle di Clearwater e di Los Angeles, avevano un Consiglio Perimetrale. Sunshine “Sunny” Pereira fece parte di quello di LA. La devozione per la Sea Org le era stata radicata già a 3 anni, quando la madre vi era entrata e la famiglia si era trasferita a Los Angeles dal Texas. Sunny era stata mandata alla Cadet Org e vedeva di rado la madre. A 15 anni firmò il contratto da un miliardo di anni per la Sea Org. «Era un po’ un “mia mamma è lì, anche io ci andrò”.»

Sunny coordinava l’auditing, i corsi e altri servizi al Celebrity Centre di Hollywood, un ritiro religioso per parrocchiani di spicco. Parte del suo lavoro consisteva nelle riunioni del Consiglio Perimetrale del Centro. Le discussioni riguardavano anche i membri delusi e le donne incinte. «Avevamo un elenco e discutevamo chi le doveva maneggiare individualmente», racconta la Pereira. “Maneggiare” significava far loro cambiare idea. Se una donna diceva di voler tenere il bambino, le veniva affiancata una collega per “conversazioni casuali”: che cosa pensi di fare?

Se necessario il maneggiamento si faceva più aggressivo, con la partecipazione dei supervisori e dei funzionari di etica. Che cosa ti porta a questi pensieri irrazionali? Dove sono finite la tua dedizione e la tua lealtà?

A volte le coppie venivano separate per fiaccare la loro risolutezza, continua la Pereira. «La mettevamo sul dubbio: dubbio sull’essere in Sea Org, dubbio sul salvare la vita alla gente, o sull’aiutarla. Non si parlava del bambino.» La donna ricorda di aver cercato di intimidire una collega incinta. «La schernivo. La vedevo arrivare e cominciavo a dire a voce alta: Ma che cosa fa? È una fuori etica. Sta cercando di impedire che degli esseri vengano salvati perché vuole fare i cavoli suoi. È un’egoista.»

Le conversazioni ripetute incidevano sul senso del dovere e di obbligo verso l’organizzazione. «Non posso dire direttamente che “ti costringono ad abortire”», aggiunge la donna, «ma fanno di tutto per trattenerti in Sea Org. E se questo significa interrompere una gravidanza, sosterranno quel tipo di decisione. Aiuteranno la donna a prendere quella decisione.»

Nel marzo del 1996 centinaia di staff della Sea Org che lavoravano all’ex Hollywood Guaranty Building furono convocati nella sala mensa del sesto piano per un briefing importante. La politica della Sea Org stava cambiando. Due rappresentanti della base internazionale erano venuti a Hollywood per spiegare i cambiamenti.

Prima del briefing i due si incontrarono in privato con il supervisore di etica Astra Woodcraft, la quale racconta che le fu detto che mentre loro si rivolgevano al gruppo, lei doveva girare e scrivere i nomi di ogni staff che mostrava “cattivi indicatori”. Poi li avrebbe dovuti “maneggiare”.

In cima alla lista c’era un uomo che si era mostrato particolarmente sgomento, e che poi le disse che lui e la moglie contavano di farsi una famiglia e di lavorare in una chiesa comunitaria. Adesso quella possibilità era stata cancellata.

La Woodcraft assegnò l’uomo e la moglie a una delle quattro condizioni inferiori dell’etica di Scientology, uno stato chiamato “dubbio”. Per tornare in buone condizioni, ognuno dei due doveva completare una “formula di dubbio”, un programma a più gradini di confessione e espiazione che li avrebbe “purificati” dall’idea di avere figli. Avrebbero anche dovuto mettere i bisogni della chiesa prima dei propri bisogni. «Dovevo portarli ad accettare il fatto che se lei fosse rimasta incinta avrebbe dovuto abortire», racconta la donna.

La chiesa ha negato il racconto della Woodcraft. «Ogni implicazione che si tratta di una direttiva della chiesa è falsa», ha detto Davis.

La Woocraft racconta che nei tre anni in cui supervisionò i “maneggiamenti di etica”, solo un pugno di donne che lavoravano nel palazzo di 12 piani insistettero a proseguire la gravidanza. «Quasi tutte abortivano. Scoprivano di essere incinte, andavano alla clinica e abortivano. Lo facevano. Non volevano mettersi nei guai.»

La Woodcraft era entrata in Sea Org a 14 anni, a 15 aveva sposato a Las Vegas un collega – con il consenso del padre. Quattro anni dopo, ai primi del 1998, ne aveva avuto abbastanza dei lunghi orari e delle molte pretese della Sea Org. Aveva architettato un piano: restare incinta, tenerlo nascosto fino a che non fosse troppo tardi per abortire, insistere nel tenere il bambino, farsi espellere. Funzionò. Quando la Sea Org la congedò era quasi al quinto mese di gravidanza.

«Un giorno arrivò un mio senior e mi disse “che cosa stai facendo?”. “Il programma di uscita”, risposi io. “Perché?” “Perché sono incinta”. E lui “Ah, è troppo tardi per abortire”.»

La figlia nacque quattro mesi dopo.

Davis sostiene che la Woodcraft abbandonò il marito e il lavoro; che la chiesa non la spinse mai ad abortire e che l’incontro da lei descritto non è mai avvenuto.

Vuoi sposarmi?

Nata in Inghilterra, Claire crebbe in una Cadet Org nei pressi di Londra. La sua educazione formale cessò quando la madre sposò un americano e la famiglia si trasferì a Los Angeles. Claire aveva 13 anni. I reclutatori della Sea Org cominciarono a starle dietro. «Telefonavano, venivano a casa, volevano che andassi da loro, incontri che duravano ore e in cui mi dicevano che il mondo era prossimo alla fine. Devi farlo per il bene di tutti. Discorsi pesanti per un’adolescente.»

Nel luglio del 1991, con l’approvazione dei genitori, entrò nella Sea Org. Aveva 16 anni. In settembre la assegnarono alla base internazionale, dove avrebbe collaborato alla supervisione delle sedute di addestramento degli staff della Golden Era Productions.

Fu lì che incontrò Marc Headley, un altro adolescente che lavorava alle linee di produzione. Cenarono qualche volta insieme nella mensa degli staff e il 9 maggio, il giorno festivo annuale che celebra la prima pubblicazione di Dianetics, ebbero il primo appuntamento.

«Quel giorno mi chiese se volevo essere la sua ragazza», racconta Claire. La sera, davanti al dormitorio, parlarono dei loro sentimenti «e di tutto il resto». Marc si dichiarò, Claire accettò.

Si sposarono tre mesi dopo, nell’agosto del 1992. Lui aveva 19 anni e lei 17. Voleva dei bambini ma sapeva che la gravidanza era un tabù. Nella causa che ha presentato, Claire Headley dice di essere stata «testimone di altre due dipendenti che rifiutarono di abortire. Le donne furono retrocesse e assegnate per mesi a lavori manuali.»

In un documento presentato il 28 maggio ha scritto che la chiesa aveva «una direttiva interna per costringere e obbligare» le donne della Sea Org ad abortire, «per massimizzare il carico di lavoro delle donne ed evitare questioni che riguardavano la cura dei bambini.»

Nell’estate del 1994 scoprì di essere incinta. Nella sua deposizione del novembre scorso, ha testimoniato che la Sea Org quell’anno non le aveva pagato lo stipendio settimanale di 46 dollari per diversi mesi, e non si era potuta comperare la pillola anticoncezionale.

Non è vero, ha detto Davis. «In base ai riscontri contabili» è stata regolarmente pagata per tutto l’anno. La chiesa ha rifiutato di fornire copia dei documenti, dicendo che li aveva la Headley. Lei ha negato. La donna ha poi raccontato di aver comunicato il risultato del test di gravidanza a due staff: all’ufficiale medico Cynthia Rathbun e a Jocelyn Webb (Cynthia Rathbun non è parente di Marty Rathbun, l’ex braccio destro del leader David Miscavige, ora critico aperto). La Headley ha testimoniato che le donne le dissero «che se non procedevo con un aborto mi avrebbero assegnata a lavoro manuale pesante e a verifiche di sicurezza, gli interrogatori.»

Davis ha riferito che sia la Rathbun sia la Webb «affermano categoricamente che quella conversazione non è mai avvenuta».

La Headley racconta che lei e Marc discussero brevemente le conseguenze di un rifiuto. «Sapevo che se avessi detto di voler portare a termine la gravidanza mi avrebbero assegnata a lavori manuali pesanti, e sapevo che estremamente pericoloso in gravidanza», ha testimoniato la donna. «Non avevamo assolutamente altre opzioni.» Riferisce che una staff di alto rango le disse di aver abortito lei stessa, che non era “una gran cosa” e che non interrompere la gravidanza “sarebbe stato molto peggio che portarla a termine”.

Claire Headley si preoccupava inoltre che la chiesa potesse non permettere a Marc di seguirla, se lei se ne fosse andata: «in pratica mi sarei ritrovata sulla strada da sola, incinta, senza nessun contatto nel mondo, senza soldi e senza marito…. Boom – andata.»

Opporre resistenza e lasciare la Sea Org avrebbe poi probabilmente comportato una dichiarazione di “persona soppressiva” emessa contro di lei dalla chiesa. Gli scientologist, compresi sua madre, il padre, due sorelle e un fratello, avrebbero avuto la proibizione di rapportarsi con lei. Dice che si sentiva in trappola.

Durante la deposizione della Headley, l’avvocato della chiesa Marc Marmaro le ha chiesto: «Qualcuno le ha ordinato di abortire?»

«Sì.»

«Chi glielo ordinò?»

«La prima volta, Cynthia Rathbun.»

«Di quante settimane era?»

«Forse tra le sei e le otto settimane.»

«E che cosa le disse Cynthia Rathbun?»

«Semplicemente che ero incinta e – poiché avevo fatto il test – e mi pare che fece un’affermazione generale del tipo che se non avessi abortito mi avrebbero assegnato al lavoro manuale pesante e sarei stata sottoposta a verifica di sicurezza.»

La Headley decise di abortire. Ha riferito che l’ufficiale medico della base le prese un appuntamento presso una clinica di Riverside e la Rathbun le diede istruzioni:

«Se ti chiedono se vuoi parlare con uno psicologo in merito alla tua decisione, rispondi di no.»

«Se ti chiedono se ne vuoi parlare, rispondi di no.»

Chiese 350 dollari in prestito a un’amica per pagarsi l’intervento. Uno staff della Sea Org l’accompagnò alla clinica, restò in attesa e la riportò alla base.

Marmaro: «Pensò mai di non lasciare la clinica… di rifiutarsi di tornare assieme all’uomo che la accompagno?»

Headley: «Pensai di mettermi a urlare che qualcuno per piacere mi aiutasse. Ma sapevo che se l’avessi fatto non avrei mai più rivisto mio marito.»

Il mattino seguente tornò al lavoro.

Due anni dopo era a Clearwater con una ventina di membri della Sea Org in addestramento per prendere servizio al Religious Technology Center, l’organismo ecclesiastico più alto di Scientology. RTC si assicura che le filosofie religiose di Hubbard siano adeguatamente amministrate. Dopo essere stata in piedi per ore durante gli esercizi pomeridiani, la Headley si sentì mancare e svenne. «Sentivo le orecchie rimbombare, la vista offuscata, le ginocchia cedettero.»

Era di nuovo incinta. Ma questa volta tra lei e il marito c’era un mezzo continente. «Volevo parlare con Marc, volevo disperatamente farlo perché la prima volta avevo promesso a me stessa che non avrei mai più fatto una cosa del genere», racconta la donna in un’intervista.

Non aveva un cellulare; non poteva telefonare dall’appartamento che divideva con 12 donne e, senza un permesso speciale, il personale in addestramento non poteva utilizzare i telefoni di servizio per chiamare i coniugi. La Headley compilò il modulo di richiesta per fare una telefonata.

«Respinta», scrisse la senior Sea Org member Anne Rathbun (ex moglie di Marty Rathbun).

Nel replicare per conto della Rathbun, Davis sostiene che la Headley mente. Dice che è “assurdo” suggerire che a una staff venga negata la possibilità di telefonare al marito.

La Headley ha testimoniato che la Rathbun le disse: «devo procedere con il tuo aborto», informandola di essersi organizzata affinché la Sea Org member Aldona Medina le prestasse i soldi per l’intervento. La chiesa non ha reso disponibili al Times la Rathbun e la Medina per una intervista, ma Davis ha sostenuto che quest’ultima non prestò soldi per l’intervento. «La Sig.ra Medina non è al corrente che Claire Headley abbia abortito, o che sia mai stata incinta.»

Al contrario, la Headley sostiene che fu la Medina ad accompagnarla in clinica. In una intervista racconta come pervenne da sola alla decisione: «Non ricordo di avere detto “sì” o “no”. Ormai ero apatica, priva di resistenze. So che non dissi mai “voglio abortire” perché non avevo la forza per farlo… Ma sì, mi arresi all’inevitabile che avevo davanti.»

Riferisce che Anne Rathbun leggeva la sua posta, così non si azzardò a scrivere a Marc dell’aborto.

Nel settembre del 1996 la chiesa inviò Marc a Clearwater per tre giorni, per collaborare alla produzione di un programma audiovisivo. La Headley si organizzò per poter dividere con lui una stanza nel complesso residenziale degli Hacienda Gardens, su North Saturn Avenue. Erano trascorsi sei mesi dal secondo aborto e ancora non aveva detto a Marc di essere stata incinta.

«Ero del tutto combattuta e turbata dalla conversazione incombente, ma sapevo che non sarei riuscita a dirglielo lì e subito, per strada sarebbe stato molto più difficile.» Gli riferì la cosa, aggiungendo di essere molto dispiaciuta che lui lo venisse a sapere soltanto in quel momento. «Gli dissi che avevo cercato di telefonargli, non fu necessario spiegargli la situazione in cui mi ero trovata. Sapeva che ero appena stata promossa (a RTC) e che mi trovavo sotto la lente d’ingrandimento», una posizione in cui non poteva sollevare polvere.

La Headley tornò a Hemet nel gennaio del 1997, lei e Marc restarono nella Sea Org per altri otto anni. Fuggirono nel gennaio del 2005, a distanza di tre settimane l’una dall’altra. Marc scappò per primo, allontanandosi sulla sua moto. Claire prese un appuntamento da un oculista in città, riuscì ad eludere lo staff della chiesa che aveva il compito di controllarla a vista e saltò su un taxi in attesa.

Claire e Marc Headley, che ora hanno due figli, in gennaio 2009 hanno presentato a un tribunale federale due distinti procedimenti contro la chiesa. Quello di lui contiene anche accuse di traffico di esseri umani, violazioni delle leggi del lavoro e salariali.

A quattordici anni di distanza dal secondo aborto la Headley, che ora ha 35 anni, è ancora affranta dall’aver preso una decisione del genere senza discuterne col marito. «Fu davvero devastante. Voglio dire, eravamo sposati. Quella decisione (non permetterle di telefonare) – anche allora, anche in quello stato mentale – la mia integrità personale mi diceva che era sbagliato.»

Incinta e “fuori etica”

Samantha Domingo vive in Inghilterra con le sue tre figlie, sono trascorsi 16 anni dall’aborto che non voleva fare.

Nel 1993 lavorava al Celebrity Centre di Hollywood, dove incontrò il collega Michael Gomes. Quando si sposarono aveva 26 anni, pochi mesi dopo rimase incinta. Le direttive interne permettevano ancora alle coppie in attesa di trasferirsi nelle chiese comunitarie. «Pensavo che fosse emozionante. Avrò un bambino, io e mio marito saremo i pionieri di un’org di Classe V. Sarà una nuova avventura.»

Un ufficiale di etica la riportò con i piedi per terra: che cosa pensi di fare? Stai privando l’organizzazione di due staff. Devi pensare al maggior bene per il maggior numero di dinamiche…

«Nessuno ti dice direttamente “devi farlo”», racconta la Domingo. «Vieni messa all’angolo… siedi davanti all’ufficiale di etica, siedi davanti ai dirigenti (della chiesa) che in pratica ti dicono che sei un pezzo di m… se non lo farai. Sei cattiva. Stai tradendo il tuo gruppo. Sei fuori etica, lo fai deliberatamente. Guarda che pessimo servizio hai reso al pianeta.»

Samantha racconta che uno dei superiori di Michael lo convinsero che era rimasta incinta così che lui dovesse lasciare la Sea Org assieme a lei. Capì che il suo matrimonio era finito. Non aveva risparmi e stava per ritrovarsi anche senza un marito: «Ero completamente sola.» Così disse all’ufficiale di etica che avrebbe abortito: «Ne fu molto contento e compiaciuto.»

La chiesa nega il racconto. «L’ex marito della Sig.ra Domingo… ha affermato che la Sig.ra Domingo non è mai stata costretta a prendere una decisione sulla sua gravidanza», ha riferito Davis.

La Domingo, che oggi ha 43 anni, racconta di essersi sentita spiazzata: «Fondamentalmente pensavo di essere l’unica a ritenere che non era giusto abortire. Per cui finii per convincermi di essere fuori etica, di non essere un bravo membro della Sea Org e di stare tradendo il gruppo.»

Un paio di mesi dopo l’aborto del 1994, la donna venne avvicinata da una staff del Celebrity Centre. Era Sunny Pereira, il membro del Consiglio Perimetrale che aiutava a gestire le dipendenti gravide. Adesso lei stessa era incinta e cercava una clinica per abortire. Aveva 21 anni e si era appena sposata con uno dei suoi primi boyfriend, Christophe Pereira. Sunny qualche giorno prima gli aveva detto di essere in attesa. Avevano parlato di lasciare la Sea Org per lavorare in una chiesa comunitaria. Si chiedeva quanto costasse partorire. Devi semplicemente presentarti al pronto soccorso?

Seguendo il protocollo, fecero rapporto sulla situazione agli ufficiali di etica; Sunny riferisce che l’opzione che le diedero fu una soltanto: se avesse portato avanti la gravidanza, lei e Christophe sarebbero stati trasferiti al Celebrity Centre di Nashville, che versava in pessime condizioni. Sapevano che, con quei pochi parrocchiani, sarebbero stati perennemente al verde e non si sarebbero potuti permettere di vedere mai più i genitori di Christophe in Francia. «Ne discutemmo, e decidemmo che tenere il bambino avrebbe rappresentato un problema per uno di noi due e per la Sea Org, e sarebbe stato meglio interrompere la gravidanza. Fu una decisione meccanica, non veniva dal cuore. Non fu una decisione emotiva. Fu come un “Ok, va bene, dobbiamo farlo”.»

La chiesa non ha fatto commenti sulla Pereira, che ora ha 37 anni e ha avuto il suo primo figlio, una bambina, il 1 giugno. «La sua decisione è stata una faccenda personale», ha riferito Davis, «una decisione presa da lei e dal marito.»

La Pereira ebbe un secondo aborto nel 2001. Per il primo del 1994 prese a prestito 330 dollari dalla nonna. Ricorda che mentre le facevano l’anestesia il medico controllò la sua scheda. Nella casella opzionale in cui si richiedeva l’affiliazione religiosa, la donna aveva scritto “scientologist”. «Disse che nella stanza accanto c’era un’altra scientologist.»

Joe Childs è redattore dirigente del Tampa Bay. Fa la supervisione della copertura di Scientology dal 1993.

Thomas C. Tobin è un redattore del Times che si occupa della Chiesa di Scientology dal 1996.

Il Times ha cominciato a occuparsi di Scientology nel 1975, quando la chiesa arrivò a Clearwater, e da allora ha fatto diversi articoli investigativi tra cui “Il Rundown della Verità”, uno scrutinio della vita all’interno di Scientology con interviste ad ex dirigenti che hanno riferito di essere stati fisicamente maltrattati dal leader della chiesa, David Miscavige.

Le persone intervistate per l’articolo:

Laura Dieckman: 31 anni.
Entrata in Sea Org a 12 anni, nel 1991. Uscita nel 2004.
Sposata a 16 anni, ha abortito nel 1996.
Oggi vive ad Albuquerque con il padre di sua figlia di tre anni, e del figlio di due. È una mamma casalinga.
«Era come se non avessi altra scelta. Non sapevo fin dove si sarebbero spinte le pressioni e le coercizioni. Sapevo che c’erano altre che avevano abortito. Ma non sapevo quante pressioni avessero subito. Non l’avevo ancora vissuto in prima persona.»

Claire Headley: 35 anni.
Entrata in Sea Org a 16 anni, nel 1991. Uscita nel 2005.
Sposata a 17 anni, ha abortito nel 1994 e nel 1996.
Oggi è sposata con Marc Headley e ha due figli di 4 e 2 anni. Vive a Burbank, California, e lavora come ragioniera nell’azienda di audivideo di cui il marito è socio.
«Ero disperata all’idea (di abortire) ma non avevo mezzi o opzioni, né finanziari né di altra natura. Se avessi urlato [in clinica] mi avrebbero riportata indietro e sarei stata controllata a vista e costantemente dalla sicurezza.»

Sunny Pereira: 37 anni.
Entrata in Sea Org a 15anni, nel 1988. Uscita nel 2004.
Sposata a 21 anni, ha abortito nel 1994 e nel 2001.
Oggi è sposata ed ha appena avuto una bambina. Vive a Dallas, lavora come direttrice di un ristorante.
«Devo molto incolpare me stessa… dopo il primo aborto ero caduta in depressione ma feci anche il secondo. C’è qualcosa che ancora non riesco a capire.»


Samantha Domingo: 43 anni.
Entrata in Sea Org a 21 anni, nel 1989. Uscita nel 1996.
Primo matrimonio a 26 anni, secondo a 28. Ha abortito nel 1994.
Oggi è divorziata e ha tre figlie di età compresa tra gli 8 e i 14 anni. Vive nei pressi di Londra. Lavora come scrittrice.
«Mi sentivo una persona cattiva. Pensavo che avevo ucciso mio figlio. E anche ad anni di distanza, guardando le mie figlie il ricordo corre a quell’evento. Non posso impedirmelo, non è qualcosa di sepolto negli anfratti della coscienza.»

N.B.

Ci sono video registrati al St. P Times da queste persone che provvederemo a tradurre al piu presto.

L’indipendologo

Scientology e aborto

Redazione del St. Petersburg Times, 13 giugno 2010

La Chiesa di Scientology non prende posizioni sull’aborto. Tuttavia, l’argomento emerge negli scritti del fondatore, L. Ron Hubbard, che la chiesa considera scritture sacre.

L’assistenza Scientology cerca di liberare la mente dalle “rappresentazioni tramite immagini mentali” o “engram” creati nel corso di momenti dolorosi del passato – tra cui le vite precedenti e il periodo trascorso nel grembo materno. Hubbard esprimeva preoccupazione per il “bambino prenatale” e per come i traumi emotivi dei “tentati aborti” possano causare problemi dopo la nascita.

Alcuni estratti di Dianetics:

Una volta che il bambino è concepito, indipendentemente da quanto “vergognose” siano state le circostanze, indipendentemente dai costumi e dal reddito, quell’uomo o quella donna che cercheranno di abortire il bambino non ancora nato staranno cercando di commettere un omicidio, e quella sarà la base di un’infanzia di malattia e di pena. Chiunque commetta un tentato aborto sta commettendo un’azione contro l’intera società e il futuro; ogni giudice o medico che raccomandi un aborto dovrebbe essere immediatamente privato della sua posizione e dell’ambulatorio, qualunque siano le sue motivazioni.Una società che abbia a cuore le sue future generazioni dovrebbe dare molta considerazione alla donna incinta.

Thetan e concepimento

Gli scientologist credono che l’uomo sia più che una mente e un corpo: è un essere spirituale chiamato thetan, dalla lettera greca theta, o pensiero. Quell’essere occupa una serie infinita di corpi. Ecco perché quando una persona muore gli scientologist dicono che «Ha scaricato il corpo».

Quand’è che il thetan entra nel corpo? Al concepimento?

Il portavoce della chiesa Tommy Davis ha risposto che: «La ricerca di Dianetics suggerisce che mentre il feto cresce le percezioni vengono registrate, a partire dal momento del concepimento e continuando per tutta la gravidanza… L. Ron Hubbard osservò che in quasi tutti i casi l’essere spirituale si impossessa del corpo appena prima della nascita.»

Le “dinamiche”

Parecchie donne sostengono che i loro supervisori citavano un frequente ritornello per convincerle ad abortire: «Qual è il maggior bene per il maggior numero di dinamiche?».

La domanda si riferisce alle otto “dinamiche dell’esistenza” che gli scientologist utilizzano per risolvere i problemi della vita. Rappresentate dalle otto punte della croce di Scientology, ogni dinamica è un “impulso” che sospinge la persona nel corso della sua vita. La prima è la spinta all’autoconservazione, la seconda è quella a crearsi una famiglia o ad avere un partner sessuale, la terza è essere parte di un gruppo.

Le restanti dinamiche collocano l’impulso a sopravvivere in contesti progressivamente più ampi: (4) la razza umana; (5) tutte le forme di vita; (6) l’universo fisico; (7) il mondo spirituale; (8) l’infinito.

Nell’affrontare i problemi, gli scientologist devono trovare la soluzione migliore per il maggior numero di dinamiche – anche se qualcosa dovesse essere distrutto per il maggior bene.

Una donna della Sea Org, la forza lavoro di Scientology, potrebbe tenere il bambino – il che secondo le regole interne significa lasciare il gruppo. Oppure potrebbe abortire e rimanere nella Sea Org.

Che fare?

Applicare le dinamiche.

Crearsi una famiglia sarebbe un bene per la prima e la seconda dinamica. Abortire – cioè tornare ad aiutare il gruppo che opera per salvare il pianeta – può essere considerato soddisfacente per la terza. In gioco è ciò che sarebbe meglio per le restanti dinamiche. Secondo diverse donne, i supervisori dicevano che il benessere della chiesa era predominante su tutto il resto, attraverso tutte le dinamiche, e suggerivano l’aborto come strada da percorrere.

Il portavoce della chiesa Tommy Davis afferma che non sono mai state fatte pressioni per abortire, e contesta il racconto delle donne su come le dinamiche venivano applicate.

Chiesa di Scientology: le cause legali degli Headley

Redazione del St. Petersburg Times, 13 giugno 2010

Gli ex scientologist Claire e Marc Headley hanno presentato azioni separate contro la Chiesa di Scientology a una corte federale di Los Angeles.

Marc Headley, 37 anni, sostiene di essere stato vittima, durante i 15 anni trascorsi nella Sea Organization, di pratiche imprenditoriali scorrette, violazioni delle leggi sul lavoro e di lavoro forzato, o traffico di esseri umani.

Claire Headley, 35 anni, sostiene che durante i suoi 13 anni di appartenenza alla Sea Org la chiesa l’ha costretta due volte ad abortire; anche lei afferma che le condizioni lavorative alla base internazionale della chiesa nei pressi di Hemet, California, costituivano traffico di esseri umani.

Gli avvocati della chiesa hanno risposto in modo aggressivo ad entrambi i procedimenti, chiamando a testimoniare gli Headley ed altri ex membri della Sea Org e presentando migliaia di pagine di mozioni, memorandum e argomentazioni.

Depositate in gennaio 2009, le cause andranno a processo nel gennaio 2011. La chiesa ha vinto un round importante in aprile, quando il giudice distrettuale Dale S. Fisher ha decretato che Claire Headley, dipendente di una istituzione religiosa, era un “ministro” coperto dalla “esenzione ministeriale” e perciò non soggetta a salario o a leggi sul lavoro.

Gli avvocati della chiesa stanno utilizzando quella decisione per sostenere che entrambe le cause degli Headley dovrebbero essere archiviate. La chiesa sostiene che anche il lavoro di Marc Headley si qualifica per l’esenzione ministeriale, vanificando le sue rivendicazioni sul lavoro.

Le leggi sul traffico di esseri umani, commenta la chiesa, non possono essere applicate a “rapporti di lavoro tra una chiesa e i suoi ministri”. Sostiene poi che gli Headley non furono trattenuti contro la loro volontà: vivevano in alloggi esterni alla proprietà, disponevano di telefoni cellulari, facevano visita ai parenti, andavano a fare compere e gite. La mozione di richiesta di archiviazione presentata dalla chiesa contro Claire Headley afferma che i due aborti avuti in giovane età sono dipesi dal fatto che “non voleva perdere il suo status di membro della Sea Org”, aggiungendo che la sua direttiva ecclesiastica che richiede ai propri membri di non avere bambini è protetta dal Primo Emendamento.

Gli Hedley, sposati da 17 anni, controbattono che la Sea Org li controllava con coercizione psicologica, tra cui le minacce di punizione.

L’udienza per le mozioni di archiviazione di entrambi i casi presentate dalla chiesa è prevista per il 26 luglio.

La replica della Chiesa di Scientology

Redazione del St. Petersburg Times, 13 giugno 2010

Tommy Davis, portavoce della chiesa, ha fornito una replica generale in una lettera di sei pagine. Eccovi alcuni estratti:

Tutti gli scientologist, sia staff sia parrocchiani, sono liberi di prendere la decisione di avere una famiglia. Ciò comprende questioni personali come il controllo delle nascite e l’aborto, su cui la chiesa non prende posizioni.Questo premesso, la chiesa non patrocina l’aborto ai suoi staff o parrocchiani. Chiunque sostenga di averlo fatto per conto della chiesa, o sostenga di averlo fatto per conformarsi a presunte direttive (scritte o “non scritte”) sta mentendo, oppure lo ha fatto contravvenendo alla visione della chiesa sulla questione. Mai alcun membro dello staff della chiesa è stato “costretto” ad abortire…

Chi entra nella Sea Org e in seguito decide di volere avere dei bambini, può lasciarla. Riceverà assistenza dalla chiesa, tra cui cure prenatali, cure mediche, assistenza finanziaria…

Lasciare la Sea Org in tali circostanze non significa non essere più membro della chiesa. Il soggetto continuerà come scientologist del pubblico e si dedicherà a una carriera di sua scelta. Una volta che i figli abbiano raggiunto una certa età e decidano essi stessi di entrare nella Sea Org, il rientro dei genitori è benvenuto.

Questa direttiva è scaturita dal rispetto per le famiglie e dalla difesa dei bambini… Molte occupazioni non sono favorevoli alla cura di una famiglia, e le organizzazioni si sono orientate verso soluzioni differenti. Alcuni ordini religiosi proibiscono in toto sesso e matrimonio. I corpi militari disciplinano le coppie che generano figli in zone di combattimento. La Sea Org ha sviluppato una politica giusta per gli individui coinvolti, e giusta per l’ordine religioso nel suo complesso…

Alla metà degli anni ’80… l’esperienza aveva ormai insegnato che gli orari di lavoro lunghi e impegnativi richiesti ai membri della Sea Org e la necessità dei genitori in Sea Org di recarsi in destinazioni lontane senza preavviso contrastavano con le esigenze genitoriali. Pertanto fu emessa una direttiva che richiedeva alle coppie desiderose di avere dei figli, di farlo fuori dalla Sea Org…

È evidente che le vostre fonti sostengono di avere fatto delle scelte in merito alle loro gravidanze di cui ora paiono rammaricarsi, ognuna con “racconti dell’orrore” simili di tali episodi. Non esiste verità nelle accuse che ognuna di quelle persone è stata costretta ad abortire, o che la decisione sia stata presa contro la loro volontà. In realtà è impossibile “costringere” qualcuno a fare ciò che si sostiene…

La chiesa non commenterà le affermazioni delle vostre fonti su ciò che altre donne possono o non possono avere detto sulla loro esperienza. Farlo sarebbe una grossa violazione del loro diritto alla privacy, una cosa che noi ci rifiutiamo di fare. Il vostro tentativo di pubblicizzare le scelte del tutto private e personali di queste donne è estremamente offensiva, ma tipica della cieca faziosità che guida il Times ogni volta che si occupa della Chiesa di Scientology…

Alcuni ex membri della Sea Org, consapevoli delle accuse false di questo tipo, hanno fornito volontariamente le dichiarazioni allegate, al fine di mettere agli atti le loro esperienze di donne incinte che hanno lasciato la Sea Org… Contrariamente alle versioni fornite dalle vostre fonti, queste persone affermano unanimemente di essere state trattate con comprensione e compassione…

Le nostre iniziative umanitarie e i nostri programmi di miglioramento sociale continuano a salvare persone in tutto il mondo in campi come la prevenzione dalle droghe, l’analfabetismo, la riforma dei criminali e la protezione civile. Questa è la nostra missione. Attività di questo tipo sono ciò a cui i membri della Sea Org hanno dedicato la loro vita.

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