Skip to content

TIME TRACK-N°2 GIOCHI SPORCHI parte 2

19 maggio 2010

Secondo il portavoce che era sulla Apollo a quel tempo, Forte spargeva rapporti falsi ed esagerati che riguardavano Scientology, alla stampa, alla Polizia Greca, all’ufficio del Primo Ministro Greco e tra membri influenti della società di Corfù. (Quando poi Forte venne licenziato dal suo lavoro nel Ufficio Esteri della Gran Bretagna, attribuii il licenziamento all’affare Apollo)

I soli sforzi di Forte non sarebbero bastati per creare una tale ostilità verso i Scientologists da parte  delle sedi ufficiali. L’Ambasciata Americana ad Atene, comunque, fornì alle autorità Greche informazioni diffamanti che vennero date loro dall’ambasciata U.S.A. a Londra.

Il Console Americano ad Atene, P.J. Peterson, fece un rapporto al Segretario di Stato a Washington dicendo che il Ministro degli Esteri Greco avrebbe fatto una appoggiato la richiesta della Chiesa al Governo Greco per rimanere a Corfù e stabilirvi un’accademia di Scientology. Petersen chiese al Dipartimento di Stato di fornirgli delle eventuali prove diffamanti della polizia o di altri che avessero a che vedere con L. Ron Hubbard.

Come risposta a questi rapporti negativi ricevuto dallo stesso governo di provenienza dei Scientologists , come pure da altre sorgenti, il Governo Greco, il 17 Marzo ordinò all’Apollo di lasciare Corfù entro 24 ore.

Il New York Times scrisse che “l’ordine di espulsione faceva seguito a mesi di pressioni diplomatichefatte ad Atene da diplomatici Inglesi, Americani ed Australiani che spronavano le Autorità Greche ad esaminare le attività all’interno della Apollo.”  La nave non era pronta a salpare con un preavviso così breve. Essendo rimasta nel porto per parecchi mesi, non poteva affrontare il mare. Secondo dichiarazioni giurate da parte degli ingegneri della Apollo, degli ufficiali e dell’equipaggio, c’erano dei grossi problemi che la nave aveva riguardo i motori ed equipaggiamento meccacnico, come pure delle scialuppe di salvataggio che erano marcie. Andare in mare senza quelle riparazioni che erano indispensabili, avrebbe significato mettere a repentaglio la vita delle persone a bordo della nave.

Dopo l’episodio di Corfù, il Governo Greco condusse un’investigazione privatamente sull’affare. Una volta appreso che erano stati manipolati nell’azione nascosta contro la Chiesa di Scientology, il Ministro dell’Interno Greco Stylianos Pattakos fece una cosa che gli fece onore scrivendo una lettera di scuse a Mr. Hubbard. Ed invitò i Scientologists a tornare in Grecia.

Le bugie nascoste ed i sospetti contro i Scientologists , che venivano sparse all’estero dalle agenzie degli USA i collaborazione con le loro controparti negli stati stranieri, seguivano l’Apollo come un banco di squali affamati.

Dopo due settimane che la nave era stata messa in secca a Casablanca nel Settembre del 1969, documenti rivelano che il Consolato USA in Marocco stava facendo circolare falsi rapporti circa la nave e la chiesa. Copie di una lettera inviata per posta aerea la numero A-30 del Dipartimento di Stato, datata 26 Settembre 1968, che conteneva dati diffamanti riguardani Scientology, venne spedita a Rabat e Tangeri (come pure a Amburgo, Londra e Panama).

Più tardi quando l’Apollo era nel porto di Safi in Marocco, uno dei suoi passeggeri – una giovane ragazza di nome Susan Meister si suicidò. Facendo credere di investigare questo sfortunato episodio, il Vice Console Jack Galbraith si dice abbia fatto minacciato la nave ed il suo equipaggio.

Secondo dichiarazioni giurate del Port Captain dell’Apollo, Peter Warren, e l’hostess della nave, Jone Chiriasi, il Vice Console disse che se avesse voluto, poteva far affondare la nave mentre era ormeggiata al porto di Safi dalla CIA.

“La CIA potrebbe facilmente sabotare l’Apollo mettendo nell’olio motore un paio di bottiglie di Coca Cola, o ancora meglio, della polvere commerciale di diamante, con il risultato che i motori si romperebbero dopo poco tempo in mare.”

Warren affermò inoltre che Galbraith gli aveva detto “che Nixon aveva già ordinato una volta di affondare una nave in Libia, anche se non c’era una reale ragione per farlo se non quella che la nave stava creando troppi problemi agli USA , che non avevano al tempo buone relazioni con la Libia, e che troppe domande venivano fatte su quella nave.” Il Port Captain nella sua dichiarazione disse inoltre che il Vice Console Americano asseriva di aver sentito dire che si speculasse sul fatto che la nave fosse coinvolta in prostituzione, traffico di droga, spionaggio o contro spionaggio. Poi disse che si era anche speculato sul fatto che la nave facesse parte di una organizzazione dedita alla pornografia e che faceva da collegamento tra la Danimarca e Los Angeles per la distribuzione di materiale pornografico. Disse che quel rapporto faceva parte di un archivio tenuto al Consolato Generale a Casablanca.

Subito dopo che tutte queste “dicerie ufficiali” (pezzi di gossip sussurato e pettegolezzi falsi) presero piede, le relazioni tra la nave ed il governo del Marocco iniziarono a deteriorarsi. Alla fine la Polizia di Tangeri nel Dicembre del 1972 chiese alla Apollo di lasciare le acque del Marocco.

Ironia della sorte, fu che il pettegolezzo peggiore che fece più danno ai Scientologists, non solo in Marocco ma in ogni porto di un paese straniero nel quale attraccassero da lì in poi, era la voce di popolo che affermava che l’Apollo era segretamente al servizio della CIA.

Per quasi due anni prima che l’Apollo avesse problemi con la Grecia ed il Marocco e prima dell’introduzione della favola della CIA, la nave aveva navigato i mari delle coste Iberiche senza incontrare alcuna difficoltà con le Autorità Spagnole.

Comunque nel Dicembre del 1969, funzionari del governo a Madrid pubblicarono un ordine che limitava la permanenza della nave nei porti della Spagna ad un massimo di otto giorni. Il Sottosegretario del Ministro della Marina Commerciale rivelò a due membri dell’equipaggio della nave che un archivio ufficiale ora era stato aperto nei riguardi della nave. Non ne rivelò il contenuto, ma indicò che le informazioni non erano a favore dei Scientologists.

E’ un fatto documentato che per ben due volte durante il 1971, lì FBI passò rapporti diffamatori concernenti la chiesa all’ufficio Legale distaccato all’Ambasciata degli Stati Uniti a Madrid.

Nell’Aprile del 1972, il Dipartimento di Stato degli USA spedi alla stessa Ambasciata un memorandum che conteneva varie dicerie non sostanziate, che includevano speculazioni sulla possibilità che sulla nave su facesse uso di droghe.

Il 19  Novembre del 1972, una spedizione di cioccolatini mandati via aerea alla chiesa venne trattenuta e testata dalla Squadra Narcotici della Polizia Segreta Spagnola che affermarono di aver trovato tracce di LSD. Arrestarono sei cittadini Americani e due Inglesi che avevano a che fare con spedizioni aeree da e verso la Apollo e le varie chiese di Scientology.

I Scientologists vennero portati alla stazione di Polizia ; rinchiusi in celle puzzolenti e trattati male.

Mike Douglas, uno degli americani che era detenuto disse che venne pressato alla presenza di Weldon K. Curry, un agente del U.S. Drug Enforcement Agency.

“Curry mi minacciò dicendomi che io ed i miei compagni saremmo stati detenuti in isolamento. Disse che adesso eravamo in Spagna, non sul continente degli Stati Uniti”.

Douglas riportò che nei due giorni successivi,venne interrogato parecchie volte. “Gli interrogatori cercavano di intimorirmi accusandomi falsamente ,insieme ai miei compagni, di traffico di droga…”

Dopo essere rimasti in prigione per quattro giorni , le otto persone vennero liberate. Un completo test di laboratorio rivelò che nessun tipo di narcotico o LSD erano presenti nella cioccolata. Era stato un tipico arresto da stato di polizia, superveduto ed architettato da un ufficiale del Governo degli Stati Uniti.

Solo un anno più tardi , a due missionari di Scientology venne riservato il medesimo trattamento all’Aereoporto di Barajas a Madrid, un Agente Americano guidava l’interrogatorio, nello stile sguaiato e da interrogatorio di 3° grado tipico della polizia di Chicago.

Dopo essere stati perquisiti, molestati e ripetutamente insultati dai loro concittadini in un interrogatorio durato 5 ore, i ragazzi vennero rilasciati senza essere accusati di nulla.

L’agenzia era ben consapevole che i Scientologists non fossero per nulla coinvolti nell’uso o nel traffico di narcotici. La DEA aveva un infiltrato sulla Apollo, che regolarmente faceva rapporto sulle attività della nave, il suo personale ed i passeggeri.

Nel Maggio del 1974, mentre l’Apollo era al porto di Cadiz, divenne ovvio che tra la Capitaneria c’era una certo disagio nei riguardi della nave. La Capitaneria continuava a spostare  la nave da ormeggio ad ormeggio. Una spiegazione plausibile di questo strano comportamento da parte delle Autorità Spagnole venne fornita  da Senior E. de la Cruz, redattore di una rivista locale, Il Diario di Cadiz. Disse ai membri dell’equipaggio che l’ultima volta che la nave era in porto , il Console USA a Cadiz aveva fatto intendere che la nave era connessa alla CIA.

Da lì in poi , la nave incontrò ostilità da parte dei funzionari in altri porti Spagnoli, e gli venne negato l’accesso a El Ferrol e Marin.

La farsa Apollo-CIA trovò spazio sulla stampa Spagnola nell’Agosto del 1974. Dopo pochi mesi, la nave venne bandita da tutti i porti Spagnoli.

La falsa diceria che la Apollo fosse una nave della CIA si sparse nel Mare Mediterraneo alla velocità della luce. I Scientologists divennero famosi nei porti Europei come una puzzola in un sottomarino.

Nel porto Portoghese di Setubal, la popolazione locale, che prima aveva sempre dato il benvenuto alla Apollo quando toccava il loro porto, era diventata così ostile e minacciosa che la nave dovette abbandonare il porto.

Il 3 Ottobre del 1974, nel porto di Funchal nell’Isola Portoghese di Madeira, l’Apollo venne attaccata da una folla arrabbiata formata da centinaia di dimostranti che pensavano che la nave fosse una spia della CIA.

I rivoltosi si spinsero sulla banchina e cercarono di levare gli ormeggi della nave. Buttarono a mare automobili e motocicli  dell’equipaggio della Apollo. E colpirono la nave stessa con pietre e bombe incendiarie,  l’assalto causa il serio ferimento di quindici persone dell’equipaggio.

CONTINUA…………………..

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...